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Parole al vento senza alcun ritorno

Parole al vento senza alcun ritorno

Pubblicato il: 02-06-2014

Prefazione Da sempre scrivo poesie, dopo aver attraversato un momento significativamente importante del mio percorso di vita, ho deciso di raccogliere le emozioni più sentite nel passato e nel presente e di metterle a disposizione di chiunque possa avere interesse a leggerle. Scrivere poesie è un’esperienza che consiglio a tutti. Io credo di non saperle scrivere. Però ho chiaro ciò che provo mentre scrivo. Questo mi permette di continuare a farlo. La poesia innesca esperienze catartiche che ognuno di noi dovrebbe provare. La poesia è curativa sia per chi la scrive che per chi se ne ciba. Lenisce e riesce anche a guarire molte ferite interne. È un balsamo miracoloso sempre pronto a sorprenderti. Ogni tanto agisco per bisogno. Dico ogni tanto perché spesso l’ambiente circostante, con i suoi molteplici impegni, non ci permette di essere noi stessi. Di lasciare spazio alla nostra creatività. Nei momenti in cui riesco a ritagliarmi un cielo intimo, in quei momenti scrivo, oppure mi nutro, di poesia. Così facendo do voce al mio bisogno. Ascoltando , rispettando e sopra ogni cosa, amando, me stesso. Scrivendo queste poesie ho dato libero sfogo a determinate emozioni. I miei scritti sono molto intimi. Le parole sono ricercate e le rime ci sono quando sono venute, mai imposte dal sistema metrico o altro. Forse più che poesie sono pensieri, alle volte coordinati e altre no. Quindi, oggi sono completamente nudo davanti a voi, con tutti i miei difetti e quei quattro pregi; così mi presento come appena uscito da un grembo materno. Ogni esperienza della vita, da quella che reputiamo più significativa a quella che classifichiamo come più insulsa, ci lascia qualcosa. Nulla è per caso, nulla sparisce per sempre. Da tutte le esperienze di vita che ho avuto ho imparato qualcosa. Questa magra consolazione diventa oggi il mio scudo, baluardo per andare dignitosamente avanti. Nulla mi è stato regalato, tutto ha avuto un prezzo, spesso molto più alto del valore di mercato del ricevuto. Ma ciò è dipeso da fattori “esterni” ai quali ho dovuto piegarmi. Mi dispiace che qui potreste leggere scomode emozioni, spesso cupe, che insistono a battere sul concetto che nulla ritorna nella vita. Che ogni occasione persa , lo è per sempre. In effetti tutte le cose perse, non le ho riavute, anche quando le ho cercate con insistenza. Tutte le occasioni che non ho valutato, oppure ho lasciato in sospeso, dicendomi che avrei sempre avuto tempo e modo di riprendere in mano, tutte queste si sono perse, dissipate nei meandri di un tempo tiranno, che scorre senza sosta. Sicuramente deluderò molte persone che avranno la voglia di sfogliare il mio intimo, mi dispiace. Mi scuso fin da ora. Ho tolto la maschera e qui il volto c’è, perché non sono la finzione che lo copriva. Mi dispiace, però una cosa devo dirvela: scrivendo ciò che ho scritto, ho migliorato la qualità della mia vita. Se una sola parola avesse lo stesso potere con uno di voi, beh ne sarei felice. In definitiva sono soddisfatto e condivido molte delle cose che ho scritto, tuttavia comprendo che non è facile capirmi, saper cogliere cosa voglia dire, trasmettere dal mio al vostro cuore. Non è facile sintonizzarci, per questo non insistete, sono contorto. Veramente sarei molto più felice se con fare leggero provaste a partire da una scemenza che scrivo per arrivare di più a voi stessi, perché ciò che ho imparato a mie spese è che nella vita tutto parte da noi, tutto torna a noi, ma soprattutto, tutto è in noi. Massimiliano Croce Destino aquilone Le vite immaginarie Che colorano di senso il nostro andare Sono come fragili aquiloni Pronte a regalarci effimere gioie Che durano un istante. E … se tendendo la mano Si riuscisse ad afferrare L’onda del proprio destino Come fosse il filo Del fragile aquilone? Importerebbe scoprire in seguito Esser tutta immaginazione? ? Le strade si stanno riempiendo di fiori … Con i loro sguardi vispi e sognanti I loro profumi dolci e inebrianti Esplodono e invadono in chiassosi colori Le strade si stanno riempiendo di fiori! Gioiosi e con brio soggiogano piazze Echeggiano voci per balconi e terrazze Son belli e preziosi e fa bene al cuore Quando uno per caso lo si va a sfiorare Che festa che sono! Che danza di odori In teneri abbracci , che bello è fiutarli Quell’aspro nel gusto, di baci mangiarli La primavera cede il passo all’estate Sinuosi si agitano in colori vivaci Le ombre dileguano, i giorni si allungano Nei loro occhi i miei si perdono La gioia si esprime in mille sorrisi Intensi sguardi appaion sui visi Un po’ trasognati in occhiate fugaci Ti scrutano dentro affascinati Sono api dolci e cercano miele. Lo stesso che oggi io vado a cantare Ti guardano, annusano e vogliono amore. In giochi perversi ci si vorrebbe andare In una esplosione d’amore lasciar navigare Perché ciò è nell’evoluzione naturale. In quell’attimo comprendi che è finito l’orrore Poi resto impietrito e un poco sgomento E ancor mi domando del perduto tempo. Son piene di fiori le strade italiane Le miro turbato, son ricche sottane Colori e sapori di un clima perfetto Tremando solerte a cui mi rimetto Ad ogni emozione di cui mi diletto. ? Al culmine Solo chi giunge al culmine Il culmine della disperazione Solo chi gratta il fondo D’un destino beffardo Trova nuove energie Alternative prima inafferrabili Per tornare a galla Si attacca allora con unghie Alla vita o all'immagine lacera Che essa proietta. ?


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Pubblicato il: 11-03-2014

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FINALMENTE ''SOGNO CON LA MUSICA'' - Così Riparte Simone

FINALMENTE ''SOGNO CON LA MUSICA'' - Così Riparte Simone

Pubblicato il: 08-06-2013

Dopo un anno di assenza Simone Ritorna ancora piu' carico e finalmente ''Sogna con La Musica''. Eh si, il nuovo Ebook di Simone è ormai disponibile sui maggiori portali di Ebook al prezzo di Lancio di 2,99. Lo abbiamo incontrato per una piccante intervista che trovate sotto.

 

Ciao Simone, Come ti senti dopo la pubblicazione del tuo primo Libro?

- Ciao a tutti voi. Quello di Pubblicare un libro era proprio un mio sogno sin da quando ero piccolo e perciò, un giorno d'inverno mi sono messo  al computer a scriverlo. Ho scritto tutto di getto, perchè avevo tutto dentro. Poi la Musica è la mia vita.

 

A Chi vuoi dedicare Questo Ebook?

- L'ho scritto anche tra le prime pagine del libro. Lo dedico principalmente alla Musica che mi accompagna 24 ore su 24. Poi a tutte le persone che credono in me ma Inanzitutto voglio dedicare questo Ebook, nonchè parte di me ai Miei Nonni che purtroppo non ci sono più ma che mi hanno insegnato tante cose belle. Non li dimenticherò mai.


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Pubblicato il: 14-01-2013

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Criminologia & Devianza Sociale

Criminologia & Devianza Sociale

Pubblicato il: 27-11-2012

ARTICOLO: “CRIMINOLOGIA & DEVIANZA SOCIALE” D.ssa Antonella Betti

La Criminologia (dal latino crimen "accusa", e greco λογι?α, logia ) è lo studio scientifico della natura, portata, delle cause, e il controllo del comportamento criminale sia nel singolo che nella società.

 La Criminologia è la scienza che studia i reati, gli autori, le vittime, i tipi di condotta criminale (e la conseguente reazione sociale) e le forme possibili di controllo e prevenzione. È una disciplina sia teorica che empirica, sia descrittiva che esplicativa, sia normativa che fattuale. L'oggetto fondamentale di studio è il reato, la cui definizione è esclusivamente sociale. Sono stati fatti in passato tentativi di arrivare a definire dei crimini naturali, condivisi come tali da tutte le culture, ma essi hanno portato sostanzialmente ad un nulla di fatto; il reato non è un fatto biologico o assoluto, ma il frutto di una certa definizione sociale che varia in funzione del tempo (storia) e dello spazio (geografia), ossia varia da cultura a cultura. Crimine, diritto e cultura sono pertanto concetti profondamente interrelati tra loro. Un interessante campo di studio della criminologia, che ha a che fare proprio con la sua concezione relativistica, riguarda lo studio della percezione di gravità dei reati. Il codice penale colloca i reati in un ordine di gravità mediante differenze di intensità nella pena prevista. Tuttavia la percezione collettiva dei reati stessi, il modo cioè in cui l'opinione pubblica li valuta in un determinato momento storico, può essere notevolmente diversa. Sono stati proposti degli indici di gravità soggettiva dei reati in modo da classificare le condotte criminali non più in accordo con la gravità della pena prevista, ma secondo l'intensità dell'attribuzione di gravità da parte di un campione rappresentativo dell'opinione pubblica. Tuttavia, compito prioritario della criminologia, rispetto il diritto penale, è quello di ricordare ai giuristi che "il reo va sempre perseguito per quello che fa, non per quello che è". Dal punto di vista storico, i primi albori della criminologia si hanno con l'affermarsi della cultura illuminista nel XVIII secolo e in particolare con l'intellettuale giurista italiano Cesare Beccaria e il suo trattato Dei delitti e delle pene. Nasce in questo contesto la cosiddetta scuola classica, imperniata sui concetti liberistici del diritto penale. Successivamente, nell'Ottocento, con lo sviluppo delle scienze empiriche (psicologia, sociologia, antropologia), nasce la scuola positiva, che si articola in due direzioni: lo studio dell'uomo che delinque secondo l'approccio medico-biologico dell'antropologia criminale (Cesare Lombroso), e lo studio sociologico delle condizioni che favoriscono la commissione differenziale di reati in funzione del ceto sociale di appartenenza. In seguito, con il moltiplicarsi delle ricerche e delle conoscenze psicologiche, la scuola positiva assume un indirizzo psicopatologico e psichiatrico. La delusione conseguente alle eccessive aspettative che si erano formate in relazione alla possibilità di affrontare scientificamente i problemi della criminalità porterà all'emergere di approcci di criminologia critica (di impostazione marxista) e di anticriminologia da un lato, e dall'altro al riemergere della scuola classica nel filone oggi denominato neoclassico.

Attualmente la criminologia si configura come una scienza multidisciplinare ed interdisciplinare che ricorre preferenzialmente ad un approccio multifattoriale. Non c'è infatti un'unica causa universale dell'agire criminoso, bensì una costellazione mutevole di possibili variabili causali. Queste andrebbero valutate caso per caso nello specifico contesto sociale sotto il profilo della criminogenesi e della criminodinamica. L'idea dominante è quella della Nuova Difesa Sociale: è giusto che la società si difenda dalle condotte criminali ma è imperativo il massimo rispetto dei principi dello stato di diritto, puntando al pieno reintegro nella società per chi ha commesso dei reati. Ciò è possibile attraverso opportuni trattamenti durante il periodo detentivo e soprattutto favorendo il ricorso a misure alternative alla detenzione (ad es. semilibertà, liberazione anticipata, detenzione domiciliare, affidamento in prova al servizio sociale) e programmi di recupero. Dal punto di vista descrittivo, la criminologia si occupa:

sia della fenomenologia dei principali delitti, ossia il modo in cui essi si manifestano concretamente: omicidio, violenza sessuale, reati legati al consumo di sostanze stupefacenti, crimini economici e dei colletti bianchi, delinquenza comune e organizzata, terrorismo, etc;

sia delle possibili classificazioni dei reati, degli autori dei reati (tipologie di autori: imputabili e non imputabili, primari e recidivi, eccetera), dei moventi sottostanti ai reati medesimi (stati emotivi e passionali, moventi di lucro, moventi di vendetta, eccetera).

L'analisi fenomenologica della criminalità ha evidenziato, ad esempio, che la tendenza all'agire criminale è molto più frequente (circa dieci volte di più) nei maschi che nelle femmine, e si concentra nelle fasce giovanili di età, dai 20 ai 35 anni soprattutto. Lo studio delle tossicodipendenze e quello delle malattie mentali, nei possibili risvolti criminologici, è di competenza di quel ramo della criminologia clinica che è formato dalla psichiatria e dalla psicopatologia forense. Fermo restante però, che "il crimine non è una malattia, altrimenti la malattia sarebbe un crimine e che la criminologia clinica non deve confondere la metafora con la realtà". (Saverio Fortunato, Nuovo manuale di metodologia peritale, Ursini, Catanzaro 2007). Il maggiore campo applicativo di queste discipline riguarda la questione dell'imputabilità, a sua volta collegata alla valutazione della capacità di intendere e di volere. Per la legge italiana, se manca pienamente la capacità di intendere e/o di volere, il reo non è imputabile e nei suoi confronti vengono prese delle misure di sicurezza a carattere anche terapeutico; se invece la capacità di intendere e/o di volere è grandemente scemata, il reo è imputabile ma la pena è diminuita (e possono essere prese delle misure di sicurezza). Sovrapponibile alla psichiatria forense (ma non sostitutiva) è la criminologia clinica, il DPR 27 luglio 1988, n 352 e il DM 5 dicembre 1997, sui compensi giudiziari ai periti e consulenti, affermano: “Per la perizia o la consulenza tecnica in materia psichiatrica o criminologica clinica spetta un compenso di...”. Ciò, a riprova che le due specializzazioni cliniche sono sovrapponibili. Difatti, la psichiatria si pone il compito della diagnosi, mentre la criminologia clinica, più correttamente, quello della criminodiagnosi e della criminogenesi, in rapporto all'art. 40 del c.p. (nesso di causalità).

In Italia l'attività di criminologo non è regolamentata da alcuna legge ai fini dell'albo professionale (al pari di tante altre professioni, grafologi, urbanisti, gemmologi, ecc.). Tuttavia, è vietato fregiarsi del titolo di criminologo ai fini professionali, se non si consegue prima l'apposito titolo di studio avente valore legale. Il Regio Decreto 31 agosto 1933, n. 1592 - Testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, è emblematico a riguardo, perché recita all'articolo 178: «La qualifica di specialista in qualsiasi ramo di esercizio professionale può essere assunta soltanto da coloro che abbiano conseguito il relativo diploma secondo quanto viene stabilito dagli statuti delle Università e degli Istituti superiori. Chi contravvenga alla disposizione, di cui al comma precedente, incorre nella esclusione dall'albo professionale nel quale è iscritto, senza pregiudizio delle altre pene previste per gli esercenti abusivi delle singole professioni. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai professori universitari di ruolo e ai liberi docenti delle materie o parti di materie che sono oggetto delle singole specialità». Dunque è un reato definirsi specialista in criminologia clinica o in criminologia se non si dispone di apposito titolo. Da ricordare che il conseguimento di un master non consente l'uso del titolo di criminologo o altro, giacché il master (com eanche un corso di perfezionamento ecc.) non è una specializzazione professionale. Il codice penale, all'art. 498 regolamenta l'Usurpazione di titoli o di onori, recitando: "Chiunque abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, ovvero indossa abusivamente in pubblico l'abito ecclesiastico, è punito con la multa da lire duecentomila a due milioni. Alla stessa pena soggiace chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, ovvero qualità inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o professioni, indicati nella disposizione precedente".

L'attivazione di corsi fast-food e di seminari, persino online, che rilasciano attestati o titolo di "criminologo" sono ingannevoli e per maggiore serietà e correttezza si deve consultare l'ufficio pubblico del MIUR a Roma. Il criminologo dovrebbe operare nei seguenti contesti professionali:

all'interno delle carceri, come esperto facente parte dell'équipe di osservazione e trattamento;

come esperto del Tribunale di Sorveglianza o del Tribunale dei Minori;

come componente non togato del Tribunale di Sorveglianza;

come perito nominato dal giudice o da una delle parti, nell'ambito di un procedimento penale in cui sia importante la valutazione dell'imputabilità.

Esistono anche limitate possibilità di impiego come collaboratore delle forze dell'ordine (per esempio come esperto di criminal profiling) o come consulente aziendale in materia di sicurezza. La formazione del criminologo è distinta da chi criminologo non è. Quella del criminologo può essere impostata in quanto ricercatore scientifico o in quanto operatore professionale. Poi ci può essere una formazione criminologica di cui abbisognano altri operatori, non criminologi, che svolgono la loro attività nell'ambito d'altre materie interdisciplinari: diritto penale, medicina legale, psichiatria, psicologia, sociologia, statistica, ecc. Nell'attuale contesto storico- culturale, per i motivi predetti, il criminologo si trova in una posizione di gran confusione.

Essere criminologi significa:

1. acquisire un'adeguata consapevolezza verso il proprio ruolo, sia in ambito dell'insegnamento, dello studio, delle pubblicazioni e della ricerca, sia in ambito operativo (nel tribunale, in carcere, nelle indagini difensive o dell'autorità giudiziaria, ecc.).

2. Acquisire gli strumenti scientifici e filosofici per comprendere a fondo le problematiche individuali, sociali, normative e politiche che stanno alla base del comportamento delinquenziale, dei processi di criminalizzazione primaria e secondaria, dell'esistenza e del funzionamento della legge penale e delle istituzioni penali (carcere).

3. Suggerire, in modo critico e propositivo, cambiamenti in senso democratico, umanitario e civile della legge penale e delle nostre istituzioni penali".

La criminologia è oggi una disciplina piuttosto eclettica in termini metodologici. Essa si avvale infatti delle seguenti tecniche di indagine:

Studio di casi clinici individuali.

Ricerche mediante campioni (sondaggi campionari).

Analisi di statistiche ufficiali collettive.

Analisi di fonti informative e documentali.

Ricerche sperimentali o quasi-sperimentali.

Ricerche sociali e sul campo.

Analisi di documenti storici.

Sono anche possibili indagini settoriali e studi predittivi mediante particolari tecniche statistiche. In Italia le statistiche ufficiali della criminalità sono raccolte, elaborate e pubblicate dall'ISTAT, l'Istituto Nazionale di Statistica. Esse forniscono in particolare i tassi relativi ai vari reati. Il tasso di un reato è il numero di casi del reato in questione, registrato in un determinato anno, ogni centomila abitanti; per esempio un tasso di omicidio volontario dell'1,5 per centomila significa che in quell'anno, ogni cento mila abitanti, si è verificato in media un caso e mezzo di omicidio volontario. Un esempio interessante di impiego delle fonti informative e documentali consiste nel monitorare, per un dato periodo temporale, tutti i casi di un determinato reato riportati dalla stampa (ad esempio i casi di neonaticidio, infanticidio e figlicidio). Contando le notizie apparse sulla stampa si effettua una conta anche del relativo reato, che si può analizzare secondo le sue caratteristiche sociodemografiche di manifestazione (il luogo, i protagonisti, il contesto sociale, la dinamica dell'evento, e così via). Indagini campionarie a scopo criminologico sono svolte da vari istituti italiani, per esempio dal Censis e dalla Doxa. Esse consentono di studiare la percezione dell'opinione pubblica in materia di criminalità e di misurare quante persone sono state vittime di reati (in questo caso si tratta delle cosiddette indagini di vittimizzazione). Il confronto fra i reati ufficialmente denunciati e quelli realmente commessi, quali risultano dagli studi di vittimizzazione, consente una sia pur sommaria valutazione del numero oscuro (i reati commessi ma non denunciati né rilevati ufficialmente e quindi sempre in numero maggiore rispetto ai reati ufficialmente "contabilizzati"). Il problema della valutazione del numero oscuro è una delle maggiori sfide metodologiche per la criminologia.

Invece conseguentemente, per devianza si intende comunemente ogni atto o comportamento (anche solo verbale) di una persona o di un gruppo che viola le norme di una collettività e che di conseguenza va incontro a una qualche forma di sanzione. Per il sociologo francese Émile Durkheim "un atto è criminale perché urta la coscienza comune" e non viceversa. 

Un atto può quindi essere considerato deviante solo in riferimento al contesto socio- culturale in cui ha luogo. Una definizione canonica vuole la devianza come comportamento che viola le aspettative istituzionalizzate di una data norma sociale. La norma sociale appare divisibile in due elementi costitutivi: l’aspettativa istituzionalizzata (ideale modalità di risposta) e la sanzione (a seguito della violazione dell’aspettativa).

La devianza è un comportamento con alcune proprietà, che divide gli studiosi riguardo al peso teorico da assegnare loro.

"La devianza è il non assoggettarsi al ruolo che il sistema di valori della "propria" società si aspetta", si riferisce prevalentemente alle aspettative connesse ad un orientamento normativo (positivismo). Il fulcro della definizione fa perciò riferimento alle aspettative e non, direttamente, alla norma. Il legame tra norme ed aspettative è di tipo sociologico, mediato dall’incidenza di diversi fattori di vario ordine.

Dalla conoscenza e condivisione della norma derivano le concrete aspettative di comportamento. Secondo Talcott Parsons, le norme discendono da valori sociali che sono interiorizzati attraverso la socializzazione: un processo di "addestramento alla società" che inizia da bambino col rapporto madre (alter) e figlio (ego). La genesi del comportamento deviante è perciò individuale. Le norme contribuiscono a formare un nucleo centrale di valori che saranno comuni alla totalità dei socializzandi (personalità di base + interpretazione delle situazioni). Si parte dunque dall’assunto che esiste un consenso riguardo alla legittimità di un dato comportamento. Per i positivisti, la devianza è spiegabile in base alle motivazioni che spingono a deviare, ma bisogna ammettere che non ogni deviante, con la sua motivazione, viene a costituire un deviante ufficiale; non può essere conosciuto il reale numero delle persone che deviano; perdono importanza le statistiche ufficiali. Per alcuni, questa prima proprietà sarebbe da non considerare poiché indica la devianza come qualcosa di pre-esistente all’intervento del controllo sociale. È poco convincente la pretesa di sapere che un dato elemento, sia esso la motivazione o il controllo, è in grado di spiegare esaustivamente il fenomeno.

Il deviante è tale poiché come tale è individuato da un gruppo, sicché è un concetto relativo (teoria del labeling o dell'etichettamento). Questa proprietà sottolinea l’incidenza del gruppo come quadro di riferimento entro cui si definiscono i comportamenti. V'è una scissione tra l'individuo e la deviazione, atto che è imputato all'indivuo dagli altri. Tutti gli orientamenti accordano un rilevante peso teorico ad essa. Per i positivisti, la proprietà definisce i termini di un relativismo culturale (i gruppi non riescono a fondere le loro prospettive culturali). Per i teorici del labeling, la proprietà costituisce il perno della loro impostazione che diventa una celebrazione romantica della diversità; ciò che propongono è una cultura della tolleranza (caleidoscopica segmentazione culturale).

Per Becker la devianza non è una qualità dell'atto commesso dal soggetto, ma piuttosto la conseguenza dell'applicazione, da parte degli altri, di regole e sanzioni al trasgressore. Sono perciò fondamentali la reazione degli altri ad un determinato comportamento e la successiva trasformazione dell'identità sociale del soggetto. I radicals si differenziano dai teorici dell'etichettamento poiché sostengono che l’etichetta è conseguenza di una norma; queste sono il prodotto di una società fondata sul possesso.

Per l’individuazione interviene un elemento situazionale. Anche all’interno dello stesso gruppo, lo stesso comportamento può essere interpretato in maniera diversa, secondo la situazione. Ogni società prevede dei momenti istituzionalizzati di destrutturazione della dimensione situazionale (eclissi dei criteri normativi). Questi hanno funzione di valvola di sfogo. Per quanto riguarda la dimensione situazionale nella sfera pubblico-privata, si parla della norma di evasione: una norma che gode di consenso da parte del gruppo e che una volta violata in privato non porta sanzioni ma è tollerata (a patto che sia mantenuta nascosta) (Raymond Williams).

Diversi tipi di devianza sembrano correlati a determinati ruoli sociali (neomarxismo). Difficilmente può essere individuato un gruppo completamente esente dal produrre devianza (dissoluzione della concezione analitica della devianza). Per i radicals, in una società fondata sulla proprietà (e sulle ineguali possibilità di accedervi) la devianza di tutti i suoi membri diventa sistematica per ricorrenza, soggetti e natura del reato, il quale è sicuramente appropriativo.

Può assumere intensità e direzioni diverse. Il comportamento si può allontanare dalla norma in due direzioni: quella approvata e quella non disapprovata. Modello di Van Vechten, Gordon Allport e ripreso da Wilkins:

1. comportamenti relativi ad una norma hanno distribuzione normale. Le altre risposte sono tanto meno numerose quanto più aumenta il grado della loro intensità deviante.

2. Esiste un limite di tolleranza in ragione del quale non tutti quelli che deviano sono poi ritenuti devianti.

3. I comportamenti al di fuori dei limiti della tolleranza sono considerati più o meno devianti, sia chi è nella direzione approvata che nella direzione disapprovata.

Esistono norme prescrittive, che vietano o consentono senza precisare contorni e confini e che non ammettono tolleranza; in caso di violazione non ha senso parlare di direzione approvata e soprattutto l’intensità di devianza è massima.


Terremoto 5.0 nel Pollino del 26 ottobre 2012

Terremoto 5.0 nel Pollino del 26 ottobre 2012

Pubblicato il: 26-10-2012

Sapevamo essere alto il rischio di scosse forti tra Sicilia e Calabria.
Negli ultimi 2 anni erano state ben 2200 la scosse nell'Area del Pollino.
Insomma se si parla spesso di terremoti è perché questo tema potrebbe diventare molto attuale anche in Italia.

Si possono prevedere i terremoti? No. Però ci si può fare un'idea. Si possono avere dei sospetti. La sostanza però non cambia: nessuno può dire, per conto mio, con precisione quali saranno i Comuni colpiti. E non si possono certo evacuare intere regioni. In questo senso la recente sentenza di condanna della Commissione grandi rischi mi risulta incomprensibile.


Il cittadino stremato e l’urgenza di nuove regole in politica alla luce dei nuovi scandali

Il cittadino stremato e l’urgenza di nuove regole in politica alla luce dei nuovi scandali

Pubblicato il: 11-10-2012

Quando dici “Piove governo ladro!” ti accusano di qualunquismo. O di generalizzare, che è sempre arbitrario. Eppure la cronaca politica va poi ad avallare le voci di popolo che, dicevano gli antichi, sono verbo divino. E si resta senza parole, a ripensare a quanti balzelli sopportiamo per risanare il deficit (così almeno ci danno a bere) mentre nei fatti i soldi pubblici vengono letteralmente sperperati, per non dire espressamente rubati a cittadini troppo impegnati a coltivare – spesso anche male – il proprio orticello per guardare più in alto, a monte, verso l’amministrazione: il luogo dove nascono i nostri guai. Perché è inutile fare tanti sacrifici, rinunciare magari alle vacanze estive per pagare le tasse, se poi tutto si rivela inutile davanti alle disinvolte malagestioni del “Batman” di turno e di tanti, troppi supereroi alla rovescia che, per misteriosi motivi, governano questo Paese o ciò che resta di esso. Ma ormai il nocciolo della questione non è il singolo politicante indagato, arrestato o condannato (uno al giorno ormai). Il problema è che serve un sistema di controllo feroce su ogni operazione che coinvolge soldi pubblici. Eppure questi semplici concetti sembrano incontrare delle resistenze. La presa di posizione di certe istituzioni contro l'antipolitica, ad esempio, che ci viene rappresentata come causa di ogni disgrazia, è dimostrazione di paura e debolezza. I “vecchi” al potere, inutile negarlo, temono il nuovo che avanza. Per me l'antipolitica non esiste. Esistono movimenti che si aggregano fino a farsi partiti, come sempre è successo.
Nessuno ha parlato di antipolitica quando sono nati, ad esempio, Forza Italia o Idv. Ma il potere costituito, si sa, ha bisogno di nemici per legittimare sé stesso…

Quello che i potenti devono capire, seppure con colpevole ritardo, è che la società italiana, con la sua democrazia fragile e piena di contraddizioni che ogni giorno offendono il fondamentale principio costituzionale dell’eguaglianza sostanziale dei singoli cittadini, ha oggi a disposizione strumenti non astratti, che possono determinare una svolta epocale a livello di amministrazione del denaro comune derivante dal gettito fiscale. Abbiamo internet, che ha cambiato le nostre vite nel bene e nel male.

Dobbiamo usarlo per mettere online in tempo reale, come quest’epoca che va maledettamente di fretta richiede, ogni singolo pagamento effettuato in nome e per conto di gruppi politici, consiglieri più o meno regionali, sindaci, parlamentari et similia. Solo così potremo sapere, solo così potremo prevenire certe azioni criminali.

È oggi più che mai necessario dare a tutti, a studenti e pensionati, il diritto di monitorare in ogni momento l’operato di quanti rappresentano la collettività nelle ben riscaldate stanze del potere.

Se non si capirà o non si vorrà capire l’urgenza di tale riforma, avremo la riprova della malafede di chi, per usare parole di popolo, vuole comandare solo per farsi i comodi propri, rubare e/o sistemare senza fatica figli, amici e sodali.

 

 

 


la grande sconveniente della roba chip

la grande sconveniente della roba chip

Pubblicato il: 12-08-2012

e così un giorno gli uomini volevano la crescita

ed esattamente,volevano comprare comprare comprare... perchè la compera è la benzina del motore capitalista che ci fà stàr bene tutti

fà niente se poi noi ci comperiamo un sacco di porcherìa che poi andrà a finire buttata in un cassetto a mai più rivedersi perchè non c´ha niente di bello e l´unico sentimento che ti dà è quello che ormai t´ha già dato quando l´hai vista,t´è piaciuta e perciò l´hai comprata

fà niente... noi comperiamo la porcherìa e ci avveleniamo l´aria e l´acqua,perchè sennò si rompe il capitalismo e una volta rotto quello,noi non c´abbiamo più niente!!

e allora.giacchè adesso siamo poveri,per avere la viva sensazione d´essere ancora un pò ricchi,ci è saltata in mente la fantatica idèa di comprarci la roba cinese,che non vale niente,è brutta,c´ha la qualità della tolla,si rompe subito... ma è a buòn mercato!!!

e non fà niente se noi svendiamo la nostra qualità manufatturiera a dei prezzi coi quali non si potrà andare avanti a farla se non che con dei prezzi così bassi a venderla non si andrà prima o poi falliti,così che non la faremo più

poi ci sono i cinesi che vogliono convincerci che gli orologi di tolla e i vestiti di plastica che producono, che loro quella roba-morta-e-inutile,li stà facendo perlomeno arricchire... ...ma arricchire a chi??... quando frà poco arriverà l´ora di ripulire i fiumi cinesi che contaminano i campi dove il contadino ci fà il mangiare e l´aria che stà soffocando la Cina come la nebbia di Londra del fine ´800... quando la gente che lavora,i cinesi che già adesso fanno le dimostrazioni per il duro,lungo e malpagato lavoro del quale nonostante s´ammazzino per 16 ore ancora non bastan loro i soldi per vivere in un´appartamento.. quando arriverà l´ora di riparare ai danni fatti e per pagarli dovranno mettere le mani addosso al pil,in modo che quei poveretti che si stanno ammazzando già adesso di lavoro,frà non molto dovranno lavorare ancora tanto di più???... ebbene... quello là chi non vede l´imminente catastrofe lì??... quello allora non ha ancora capito che neanche in Europa ci conviene di perdere la nostra cultura della qualità!!

e mentre quelli corrono dietro ad una crescita che nessunoi sà se la Terra saprà tenerla... e noi,che poco fà c´avevamo ancora la cultura di comprarci solo la roba bella e adesso l´abbiamo scambiata colla cultura di comprare la roba chip,rovinando la nostra fonte di ricchezza che era la manufattura di qualità,governata dai business regionali.. di modo chè s´impoveriscano anche quelli che dovrebbero arricchirsi in Cina a discapito della nostra povertà, ecco...  mentre succede tutto quest´orrore della crescita,nessuno lo sà più!!...

nessuno lo sà più che la crescita sentimentale,la crescita spirituale e la crescita di cultura,sono le crescite che valgono più del capitale... quelle che ti fanno sentire nobile perchè innocente e ricco anche se c´hai poco (se quèl poco è di qualità) 

come si fà a perdere la cultura della qualità e del prodotto quando l´Europa c´ha soltanto quelli?? riprendiamoci l´Europa ricca e sentimentale che c´era fino a poco fà


il mistero dello spot

il mistero dello spot

Pubblicato il: 10-08-2012


il futuro non cade dal cielo

il futuro non cade dal cielo

Pubblicato il: 07-08-2012

tutti stanno aspettando che lo stato metta loro il lavoro in bocca... ma è proprio così che funziona?

non lo sò!!... nonn sono Dio!!

sò però che se non c´hai una roba e nessuno te la dà... c´hai però pùr sempre le mani e il cervello e te la puoi fare da solo (o almeno... così funzionava prima)

io dico che la soluzione del pro blema del avoro è semplicemente quella di non aspettare l futuro degli altri,ma di farselo da sè

e allora sentiamo ``come????´´

colla moda!!!

la moda è è un modem... e cioè una modulazione che contiene una filosofìa

se è già successo nel ´70 può ri-succedere un´altra volta... che Babilonia non è caduta solo una volta...  bensì è già caduta 17 volte in Terra

voi per eliminare i virus che vi stanno rubando la fortuna finanziaria,dovete semplicemente ritornare qualche anno indietro nel tempo,esattamente come ri-programmare il computer a un tempo antecedente a quello al quale il virus impedisce il perfetto funzionamento di windows

detto alla maniera semplice: dovete trovarvi soltanto una moda nella quale potrete avere un´identità pari a quella dei figli dei fiori che senza un soldo vivevano più felici dei ricchi (e detta al completo ``si portavano pure in camera delle Gentilissime bamboline tanto più belle e gratuite di loro´´)

volete saperne di più??

leggete il mio ``kattzen-beach´´  (c´ho scritto sei mesi,ma ve lo vendo per 1 euro)


La durissima caldissima estate 2012

La durissima caldissima estate 2012

Pubblicato il: 31-07-2012

Solo il 34% degli italiani – 1 su tre – partirà per le vacanze estive. C'è da stupirsi? Direi proprio di no.

Il resto, non rinuncerà a trascorrere qualche giornata fuori dal comune, per sfuggire alla calura.

Le attività più gettonate sono la giornata in piscina, un giro in bicicletta o a cavallo, una giornata in un parco divertimento.

A rilevarlo è l'associazione Federconsumatori, che ha rilevato un incremento forte: dal 2007 ad oggi l’ingresso al museo è aumentato mediamente del 56%: un dato molto incoraggiante, ragazzi.

 

Ma come vedete balza sempre agli occhi il gap tra cittadini e politici privilegiati, che vivono davvero un'altra realtà rispetto alla nostra.

 

Non si discute il fatto se sia giusto o sbagliato pagare i politici.
Il problema è che, anche volendo, non ci sono più i soldi per pagarli. Per forza: sono decenni che ogni mese dobbiamo pagare - e quei soldi sono dei cittadini contribuenti, soldi nostri, non certo di Berlusconi, Monti o della Bindi - vitalizi a gente che si è grattata i genitali per due o tre anni in Parlamento o in Regione.

So' finiti i soldi! Game over! I politici devono rimboccarsi le maniche. Che aprano un negozio e si carichino di 6000 Euro l'anno di sole tasse, invece di farsi mantenere casa e famiglia dai contribuenti, come il caso Bossi insegna. Che passino a ritirare cambiali in banca il giorno 1 del mese, come fanno tutti. Il caso Lusi non vi ha insegnato niente?

Ma perché nessuno di questi illuminati sedicenti geni della politica fa un bel passo indietro e rinuncia al suo vitalizio parlamentare?

Quando non sapranno come pagare le bollette si andranno a vendere gli ori di famiglia come tutti. So' tempi duri, politici: la pacchia per voi sta per finire.


Il mio primo libro, "Deliri psichici"

Il mio primo libro, "Deliri psichici"

Pubblicato il: 17-04-2012

Ciao a tutti Voi lettori, 

Sono qui per introdurvi il mio primo libro. Ispirandomi al mio scrittore preferito Michael Connelly, ho voluto inserirmi nel panorama americano della città di Tampa, Florida, la quale diverrà luogo di una serie di delitti-omicidi che faranno paradossalmente capo all'emotivo-ossessiva-licidità-inconscia del genere umano (da qui il titolo, ndr). Il libro si apre con la figura di Johan Marvin, capo del reparto di polizia investigativa di Tampa e, indirettamente, attraverso di lui, nel libro arriverò a presentare, uno ad uno, anche il resto della squadra. Già nei primi capitoli definirò maggiormente  quelli che in realtà diverranno i protagonisti principali: Liz Williams, giovane psicologa dal passato oscuro e migliore amica di Johan, e Daniel Cooper, considerato uno tra i migliori agenti del proprio reparto. Quando questi ultimi dovranno ritrovarsi a collaborare insieme al fine di risolvere un caso intricato, inizierà per entrambi un intreccio relazionale ed emotivo che metterà a nudo non solo le loro forze ma anche le proprie debolezze. Il quadro si complicherà maggiormente a causa di un personaggio d'ombra che durante l' intera storia fungerà da spettatore passivo fino al momento in cui...

Questo è ciò che troverete all'interno di questo romanzo. Ringrazio chi mi ha supportato, chi mi leggerà e chi criticherà perchè solo grazie alle critiche un romanzo può essere definito tale. 

Buona lettura a tutti,

Elisa 


Un saggio da leggere: "A proposito degli alieni..." di Francesco Toscano ed Enrico Messina.

Un saggio da leggere: "A proposito degli alieni..." di Francesco Toscano ed Enrico Messina.

Pubblicato il: 08-04-2012

Mi presento. Mi chiamo Francesco Toscano, abito a Monreale (Pa), e nel mese di Marzo ho compiuto quarantatré anni. Vivo e lavoro in provincia di Palermo, dal mese di Agosto del 2002, dopo aver risieduto, sempre per lavoro, in diverse province d’Italia. Nella prima decade dell'anno 2011 ho dato vita al blog “Gli antichi astronauti: dei per il mondo antico, alieni per quello moderno”, raggiungibile all’indirizzo internet http://anticoastronauta.blogspot.com , ed in seguito, di comune accordo con mio cognato Enrico Messina, anch’egli impiegato, e coautore del libro che mi pregio di porre alla vostra attenzione, abbiamo deciso di dar vita ad un eBook, trasposizione in forma letteraria del suddetto blog, dal titolo: “Aproposito degli alieni....

 L'ebook è poi diventato un libro (Codice EAN:  9781470949440), attualmente pubblicato dalla casa editrice statunitense Lulu.com, con la formula "print on demand", e distribuito in vari canali librari on-line, fra cui Amazon, Barnes & Noble, Bol, Deastore, ecc. ecc. 

In data 02 Aprile c.m. è stato pubblicato anche in Italia dalla casa editrice Photocity.it s.r.l. Edizioni di Napoli, (ISBN 9788866822080) la quale avrà cura di curarne la vendita sul suo sito internet, raggiungibile al seguente indirizzo http://ww2.photocity.it/, nonché la distribuzione nei più importanti canali librari italiani presenti sul web, nonché provvederà al deposito legale dell'opera.

Si tratta di un saggio di ufologia, archeologia misteriosa; l’idea è quella di trattare un argomento per molti versi oscuro e di difficile comprensione in maniera semplice e comprensibile come se fosse una discussione leggera di quelle che si fanno fra amici.

Sinossi:

L‘uomo da sempre ha cercato di spiegarsi il mistero della vita: chi siamo, chi ci ha creati e perché, per quale motivo viviamo, cosa c‘è dopo la vita stessa. Il riferimento a esseri soprannaturali, sia per giustificare fenomeni ed eventi quasi normali, sia per cercare di dare un significato alla propria esistenza, è stato sempre presente in ogni essere umano. La curiosità, la voglia di esplorare, di scoprire (aspetti più o meno oscuri) ha accompagnato l‘uomo nel suo cammino evolutivo dalla preistoria a oggi. Negli anni duemila, nell‘era dell‘ipertecnologica, (dove la razionalità sembra avere il predominio su altri aspetti del nostro animo, tra cui quello religioso, ideologico, politico), la ricerca alle domande sopra dette è più che mai attuale ed esigente. La possibilità di dare un significato alla nostra vita richiede, oggi, risposte diverse dal passato; risposte che possono andare in direzione diverse da quelle cui siamo stati abituati da sempre. Fondamentalmente oltre alla dicotomia ateismo – religione, è possibile percorre un'altra via, per molti fantasiosa e assurda, che giorno dopo giorno potrebbe diventare una certezza: la possibilità dell‘esistenza di extraterrestri più avanzati rispetto anoi, che sono stati nostri precursori o che hanno innescato i meccanismi della nostra creazione e/o evoluzione. La strada da percorrere non è facile, che oltre ad uno scetticismo predominante e una cattiva informazione, (o meglio disinformazione), segna la tendenza da parte dell‘élite dominante di nascondere o rallentare la divulgazione di queste probabili verità.Verità che non si è comunque in grado di occultare o nascondere veramente; ognuno di noi oggi è in grado di raccogliere prove e fatti. I moderni strumenti tecnologici, se da un lato possono favorire la falsificazione di prove o fatti o documenti, dall‘altro sono lo strumento più potente per la conoscenza e la diffusione di tali verità. La possibilità di dare una spiegazione diversa a questa vita, di andare oltre le nostre conoscenze, di ampliare la nostra mente, di incamminarsi verso percorsi apparentemente sconosciuti, (di certo immensi e più grandi delle nostre conoscenze), oggi è fattibile: ecco il perché di questo libro, che non pretende di poter dare una risposta ai tanti interrogativi che l‘uomo moderno si pone, ma può proporre soluzioni ed alternative che vanno oltre le classiche e convenzionali risposte che la nostra cultura da sempre ci ha fornito. Fin dalla preistoria ci sono tracce evidenti del passaggio e dell‘incontro tra esseri extraterrestri ed esseri umani. Da quando l‘uomo è sulla terra, per tutto il suo percorso evolutivo, passando dalle prime grandi civiltà, all‘era moderna, sino ai giorni nostri, è stato sempre accompagnato da una presenza aliena. Lo dicono i fatti: nei reperti archeologici, nelle incisioni sulle rocce (sin qui rinvenute), nelle sculture, nei dipinti, in ciò che rimane degli antichi testi, sino ad arrivare alle prime foto e filmati oltre alle innumerevoli prove che oggi con le moderne tecnologie si raccolgono. Gli alieni ci sono sempre stati, forse già prima della comparsa del genere umano, e forse sono loro che ci hanno creato. I Sumeri, gli Egizi, I Maya, gli Inca, le civiltà Indiane, tutte culture che hanno avuto un livello tecnologico superiore per quel tempo. I miti Babilonesi, la cultura Greca con la sua mitologia, i miti delle popolazioni nordiche, le leggende delle popolazioni precolombiane, (persino nella Bibbia, vedi Genesi o Apocalisse), parlano di esseri soprannaturali, di eventi immani, (come un grande diluvio). Anche attualmente alcuni popoli che vivono allo stato primitivo, come ad esempio i Dogon del Mali, hanno conoscenze astronomiche a cui l‘uomo moderno ha avuto accesso solo dopo con il progredire della tecnologia. Ma è nell‘era moderna che la tematica si sviluppa maggiormente. Dal Novecento ad oggi è un susseguirsi di prove, fatti, avvistamenti; l‘episodio di Roswell è il più emblematico. Gli U.S.A. sembra la nazione che nel secondo dopoguerra abbia beneficiato maggiormente del contatto con gli alieni. L‘oscurantismo della guerra fredda, dominante sino a qualche anno fa è crollato. Tutte le Intelligence delle maggiori potenze mondiali stanno rivelando al mondo dossier secretati sino a qualche tempo fa, (in vista forse del 2012, che secondo una antica profezia Maya segnerà l‘inizio di una nuova era). Anche il Vaticano ha ammesso la probabile esistenza di extraterrestri, con i relativi problemi etico-religiosi che ne possono derivare.

Cordiali saluti,

Francesco Toscano 


Sinossi del romanzo “Cosa vuole Eva?”

Sinossi del romanzo “Cosa vuole Eva?”

Pubblicato il: 20-02-2012

Durante una fredda mattina di novembre, Eva vide la luce nella casa di un piccolo centro…

Così inizia il romanzo che vede tutta la prima parte imperniata sulla vita quotidiana del personaggio principale, e sulle varie esperienze con parenti ed amici in avvenimenti realmente accaduti.

Una menzione particolare merita la relazione con la sorella, che vede Eva in bilico tra il grande affetto e rivalità che quasi sempre si riscontra nel rapporto tra fratelli maggiori e minori.
Ad un’infanzia pressappoco serena, fa seguito una giovinezza tutta concentrata sulla realizzazione della propria ambizione.

La storia si sposta sul secondo personaggio principale, Steve, comandante di voli di linea che condivide con Eva il lavoro, la passione e la vita.
Di quì la visione quasi a volo d’uccello delle numerose quanto fantastiche isole Polinesiane, meta del loro viaggio di nozze.

Il racconto si sofferma poi, su una notte di profonda passione tra i due.
Sembrerebbe che l’auspicio “Auguri e figli maschi” fosse il naturale epilogo del libro

Ma non quì, non con Eva e Steve.

L’incontro con un vecchio amico segna per Steve e, fatalmente, per Eva una svolta esistenziale delle loro vite.
 La narrazione di un viaggio in Tibet condurrà il lettore ad assaporare la quiete e la maestosità di quei luoghi, tanto da lasciarlo come sospeso nella contemplazione.
Ed è proprio a questo punto che un avvenimento, assolutamente non previsto e particolarmente singolare, rapirà la fantasia del lettore lasciandolo perplesso, quasi sgomento.

Da quest’istante, il libro assumerà i contorni di un thriller con notevoli colpi di scena, carpendo l’attenzione della platea tanto da non permetterle di lasciare la lettura fino alla conclusione.
Conclusione impensabile e scioccante, che instillerà nella mente del lettore domande forse mai poste prima

COSA VUOLE EVA? Ebook


Quello che non capisco della telepredica di Celentano

Quello che non capisco della telepredica di Celentano

Pubblicato il: 19-02-2012

Hai 15 milioni di persone che ti ascoltano in due diverse serate. Potresti parlare di precarietà, del problema del lavoro che non c'è più, del carovita, del prezzo della benzina che ci strozza, delle pensioni da fame, dei giovani che non hanno una casa.
Scegli invece di parlare della politica editoriale di Avvenire e Famiglia Cristiana.
Cosa dobbiamo pensare?

a) Celentano vive in un altro mondo
b) una strategia per aumentare le vendite di questi giornali
c) chi ha il culo caldo non capisce i problemi della gente comune
d) attaccare la Chiesa fa salire l'audience e fa felici gli sponsor


Vi presentiamo "I racconti del 2012"

Vi presentiamo "I racconti del 2012"

Pubblicato il: 16-01-2012

Nel corso dell’anno passato si è parlato moltissimo della profezia dei Maya che prevede la fine del mondo nel 2012, menzionando addirittura una data precisa: quella del 21 dicembre.
Un po’ per curiosità, un po’ per sdrammatizzare, ho chiesto a Francesca Lulleri, appassionata di queste tematiche distintasi per articoli pubblicati nei siti web dedicati al 2012, di scrivere “a quattro mani” un libro di narrativa fantascientifica, per dimostrare che verità storica e fantasia possono interagire producendo interpretazioni inedite.
Il risultato finale è l’opera letteraria “I Racconti del 2012”, che si divide in tre parti:
“Lucifero, il Signore della luce (L’altra verità”), “Il mondo di Thebel” e “Le origini di Garlen”.
“Erroneamente si pensa che la brusca fine del calendario Maya debba essere interpretata con la fine del mondo attuale – spiega Lulleri -. Questo è enfatizzato dal fatto che alcuni credono di avere riconosciuto nella fatidica data del 21/12/2012 il ritorno degli Dei, di quegli esseri cioè presumibilmente extraterrestri che, con il loro arrivo, potrebbero decidere le sorti del nostro pianeta: una sorta di giudizio universale. Alcuni pensano che l’avvicinarsi del loro pianeta d’origine al nostro sistema solare produrrà effetti catastrofici dovuti all’enorme forza di gravità accentuata anche dall’allineamento dei pianeti in atto (vedasi Teoria Anunnaki, Nibiru), altri sostengono che avremo a che fare con un pianeta non necessariamente abitato, ma costituito da una stella di neutroni dall’enorme attrazione gravitazionale, che provocherà danni irreparabili (Teoria pianeta X). Altri ancora pensano a una fortissima tempesta solare e a un enorme flare (si tratta di esplosioni che avvengono sulla corona solare e consistono in forti eruzioni plasmatiche che rilasciano grandi quantità di radiazioni e materia) che arriverà sulla terra proprio durante quei mesi, provocando la distruzione delle centrali elettriche, satellitari e telefoniche e riportandoci ad una condizione precaria che avrebbe effetti devastanti su tutta la popolazione mondiale. Altri parlano della risonanza di Schumann, i cui valori nel 2012 diverrebbero tali da invertire i poli magnetici terresti. I più estremisti ipotizzano una forte inclinazione dell’asse terrestre dovuta a eventi catastrofici e uno stop della rotazione della Terra che si protrarrebbe per tre giorni, per poi ricominciare a ruotare in senso inverso”. Cosa accadrà davvero nel 2012?



Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


La situazione italiana al 31-12-2011

La situazione italiana al 31-12-2011

Pubblicato il: 30-12-2011

La situazione è grave, ma a ben guardare non c'è troppo da preoccuparsi: l'Italia farà altri debiti coi soliti noti, Usa in testa, è dal piano Marshall postbellico che va avanti così. Faremo debiti, sennò perché andiamo a baciare i piedi (le mani nel caso di mr. B. col defunto Gheddafi, pace all'animaccia sua) a tutti i potenti del mondo da decenni?

Il punto non è il bilancio dello stato tout court ma il fatto che categorie sempre più ampie di cittadini disagiati saranno inevitabilmente abbandonate a sé stesse, anche a causa della debolezza cronica dei sindacati.

Faccio un piccolo esempio concreto: la Regione Lazio non ha soldi per le famiglie con persone portatrici di gravi handicap e il Comune di Latina non può anticipare nulla. Queste famiglie attendono contributi da oltre 5 mesi. Ecco il vero volto della situazione attuale. Per i vitalizi dei consiglieri i soldi invece si trovano sempre.

L'Italia non fallirà. Falliranno i singoli cittadini, come sempre.

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


Mannàgggiament. Un'Odissea nello Strazio.

Mannàgggiament. Un'Odissea nello Strazio.

Pubblicato il: 06-11-2011

Mannàgggiament – Un' Odissea nello Strazio, non è un manuale, non è un’autobiografia, non è un romanzo né tantomeno una storia d’amore. L’autore stesso lo definisce come un “non-libro”. 
Un libro “non-libro” che, raccontando una storia di vita vissuta, aiuta a comprendere come e perché nel nostro paese, certi meccanismi economici ed organizzativi si siano totalmente inceppati sino ad arrivare alle soglie del disastro che ultimamente, ci stanno paventando.

L’autore ci offre una chiave di lettura della realtà economica italiana, vissuta con gli occhi di uno dei “pionieri della crisi”, riuscendo a rappresentare momenti aspri e talvolta dolorosi della propria esistenza senza nel contempo abbandonare mai quel senso dello humor un po’ nero, di marca spiccatamente anglo-partenopea, che gli è estremamente caro e che lo contraddistingue.

www.mannagggiament.com

 

Articolo pubblicato da Francesco Peluso (biografia e libri su CompraeBook.it)



La Maratona chilometro per chilometro.

La Maratona chilometro per chilometro.

Pubblicato il: 22-10-2011

Ho letto diverse pubblicazioni (libri, riviste, siti internet) sul mondo del podismo e della maratona in particolare, alcuni trattavano l’argomento dal punto di vista tecnico, preparazione, alimentazione, tecniche di allenamento, altri invece raccontavano le varie esperienze di questa o quella manifestazione. Da tempo avevo voglia anch’io di raccontare la mia esperienza di maratoneta ed ho percepito nella Venice Marathon gli stimoli giusti per cimentarmi in tale lavoro.

Con molta modestia ho voluto raccontare, chilometro dopo chilometro, sensazioni, emozioni, considerazioni di un amatore che corre la maratona solo per il piacere di farlo. Mi piacerebbe che qualcuno lontano dal mondo del podismo si avvicinasse a tale sport leggendo questo mio breve racconto, per me sarebbe già un successo.

 

Articolo pubblicato da Danilo Passadore (biografia e libri su CompraeBook.it)



La tragedia di Barletta

La tragedia di Barletta

Pubblicato il: 06-10-2011

“Attenzione, i meridionali a volte lavorano in condizioni bestiali. A Barletta quelle giovani donne lavoravano in nero per 3,95 euro l’ora. E’ lo specchio di un’economia arretrata, fragile, di un’Italia che fatica e produce come può”. Lo ha detto oggi Giorgio Napolitano, parlando a Biella.

Già, Barletta. Poi dicono che la gente del sud non ha voglia di lavorare o che si affida alla Mafia per campare, come se davvero metà del Paese fosse simile a bestseller senza mezze misure, che finiscono per raccontare solo metà della luna, non rendendo giustizia ai lavoratori che lottano ogni giorno con le unghie e con i denti per cercare di costruirsi un oggi, se non proprio un domani…
 

LA PAROLA ALLE DONNE - Abbiamo ricevuto da Simona Trabucco un Comunicato da “UDI nazionale” che vi riportiamo integralmente, al fine di introdurre utili spunti di riflessione:

Operaie  morte a Barletta: un comunicato non basta

“Se ci guardiamo indietro, se ripensiamo alle battaglie dell’UDI e del movimento di emancipazione, vediamo quanto coraggio, quanto pensiero politico abbiamo speso per definire nel tempo i diritti e i doveri della lavoratrice e della lavoratrice madre.

Ci chiediamo che fine abbiano fatto quelle leggi e quelle regole per le quali abbiamo lottato per tanti anni, per combattere il lavoro nero, lo sfruttamento del lavoro a domicilio, il caporalato.

E  mentre ci apprestiamo ad una Anteprima Congresso tutta dedicata al lavoro nella convinzione che le donne sono cambiate ed è cambiato il lavoro,  la tragedia di Barletta ci restituisce una realtà che annienta. Realtà che accomuna donne italiane, del Sud e tante immigrate.  Come immaginare un orizzonte altro, se la politica è miope e vive alla giornata?

Come possiamo pensare di cambiare e ammodernare un paese quando prevale l’illegalità? Oggi il problema non è più conquistare questa o quella legge, il problema è  avere una classe dirigente responsabile e all’altezza dei suoi compiti.

Noi lavoreremo per questo. Cercheremo il confronto e lo scambio con le altre donne.  Ci mobiliteremo con la sapienza e l’intelligenza politica che deriva dalla nostra lunga storia per sollecitare le azioni politiche opportune.

Noi non ci sostituiamo ai partiti, ma possiamo ricordare loro che costituiamo  più della metà dell’elettorato e che devono fare i conti con le istanze - così dicevamo una volta -  delle donne.

A breve faremo sapere l’iniziativa politica che intendiamo avviare a Barletta in concomitanza dell’Anteprima del nostro XV Congresso che si terrà a Bologna il 15 ottobre e che, non a caso, si chiama: LIBERE DI LAVORARE”


L’URGENZA DI NUOVE ELEZIONI - Le donne italiane, insomma, non possono certo restare indifferenti a quanto accaduto, a queste vite umiliate e offese, violentate dall’indifferenza di chi nulla fece per prevenire il crollo della palazzina, a una vicenda di gravità inaudita per la quale la stampa ha speso tutti gli aggettivi possibili. Il tutto mentre mister Silvio Berlusconi dispensa battute da osteria in Parlamento, dicendo che la gente vorrebbe ribattezzare il PdL “Forza Gnocca”. Battute che farebbero ridere, se non facessero piangere.

Per la legge del contrappasso è auspicabile che a questo punto siano proprio le donne elettrici a dare la spallata definitiva a un governo che si sta mostrando sostanzialmente impotente, perfino quando si tratta di fronteggiare problemi primari come impegnarsi, di concerto coi sindacati, perché i lavoratori e le lavoratrici siano messi nelle condizioni di essere prestatori d’opera e non schiavi del terzo millennio costretti a vendersi per pochi Euro, nemmeno fossero prostitute.

L’augurio è che una nuova classe dirigente possa resettare questo triste e inutile ventennio e tentare di ricostruire qualcosa di buono sulle macerie lasciate da una generazione di amministratori che, nel tempo, ha dimostrato di non meritare i voti presi grazie ai soliti proclami all’insegna del “Promettere con costa nulla”. Perché di fronte a fatti come la morte delle operaie sfruttate di Barletta viene davvero da pensare che stiamo diventando un Paese da terzo mondo.

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


 


Anna Politkovskaja e il prezzo della verità

Anna Politkovskaja e il prezzo della verità

Pubblicato il: 03-10-2011

Dire la verità, facendo in fondo il proprio dovere/lavoro, senza fermarsi davanti ad alcuna intimidazione: questa la sfida (vinta) da una donna coraggiosa come la giornalista Anna Politkovskaja, barbaramente uccisa da un killer, il 7 ottobre di 5 anni fa.

Attraverso le sue inchieste rivendicava la piena autonomia, rifiutando ricatti e limitazioni, cercando di affermare il diritto a una piena libertà di stampa in un Paese, la Russia, che storicamente non è quello che potrebbe definirsi il massimo esempio di democrazia.

NON DIMENTICARE IL SUO SACRIFICIO - C’è un processo in corso a carico di un uomo ceceno, che risponde al nome di Rustam Makhmudov. Si cercherà di dimostrare che è stato lui quello che, secondo il linguaggio del diritto penale, viene definito l'esecutore materiale del reato. Molto meno facile sarà risalire ai mandanti. A coloro che un giorno decisero che questa brava giornalista cominciava a dare troppo fastidio. A quelli che decretarono che doveva morire. Va detto che, a quanto ci risulta, in Russia c’è un colpevole silenzio intorno a tale crimine. Ma fuori dai confini si parla molto di questa vicenda emblematica, che non può certo lasciare indifferente chiunque si occupi di informazione in senso lato. Alla Politkovskaja, ad esempio, Roberto Saviano ha dedicato un significativo capitolo del libro “La bellezza e l’inferno” (Mondadori). Un capitolo dal titolo monco: “Chi scrive, muore”. Sarebbe stato più giusto chiamarlo “Chi scrive la verità, viene ucciso”. Andrea Riscassi (Rai) ha invece deciso di tenere alta l’attenzione su questo caso in un modo originale, cioè attraverso l’arte teatrale. I giorni 6, 7 e 8 ottobre, infatti, il teatro Borgo di Milano ospiterà l’opera di Riscassi “El’sa K.”, che racconta la storia vera di una giovane cecena, El’sa Kungaeva, che fu rapita, violentata e infine ammazzata da alcuni soldati russi, come riportato proprio dai puntuali articoli della Politkovskaja. In scena andranno Sara Urban e Paola Vincenzi. La voce narrante sarà quella di Fabio Paroni, per la direzione di Alessia Gennari. Il testo si propone di riportare all’attenzione della pubblica opinione i crimini che hanno quale sfondo il conflitto russo-ceceno, anche attraverso la lettura di brani dei reportage della cronista scomparsa il 7 ottobre del 2006, nell’androne del palazzo dove abitava col cane Van Gogh, dopo la separazione dal marito, al numero 8 della Lesnaja Ulitsa, freddata dai colpi di una pistola Izh silenziata sparati al petto da distanza ravvicinata.

Gran parte del suo stipendio le serviva per pagare la difesa legale avverso le numerose denunce e querele che la colpivano sistematicamente, per indebolirla e demotivarla. Ma lei non si lasciava intimidire, perché – sono parole dell’ex marito – “scriveva i suoi articoli per cambiare le cose. Ogni pezzo serviva ad aiutare qualcuno o a contrastare un’ingiustizia”.

Non dimentichiamola.

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)



È StelLa D’io SOLe e LA Farfalla di Lara La Barbera

È StelLa D’io SOLe e LA Farfalla di Lara La Barbera

Pubblicato il: 02-10-2011

È StelLa D’io SOLe e LA FArfalLA
 


Paleso il mio amor /
con il silenzio /
a tratti amar come l’assenzio.

Poemi di Lara Barbera
  


Nel momento in cui si apre il volumetto di poemi di Lara La Barbera è già il profumo della carta stampata a richiamare all’essenzialità ermetica delle liriche contenute, come se l’una e le altre fossero un tutt’uno. Il racconto, perché di un vero racconto in versi si tratta, si svolge in prima persona attraverso le parole di Estella, anima giovane e dal cuor gentile, che durante il suo percorso su questa terra incontra dapprima, e poi reincontra, “D’io” Sole, amore eterno ed intenso che ritorna sempre presente durante le sue diverse vite. Ancora prima di iniziare la lettura si comprende l’ermeticità dei versi che ci si appresta ad affrontare già a partire da questa trama, l’essenzialità del “D’io” che riporta all’universalità ed in un certo senso all’approccio essenziale di una spiritualità pagana, ma anche al “io” interiore e alla ricerca di se stessa e di una sua pace mai raggiunta, “Una vita / in mezzo a tante / il coraggio / di una bambina / che soffre.”, che Estella intraprende, o forse continua, in questo suo peregrinare poetico. “D’io” Sole percorre vie che non sono in armonia con quelle di Estella, “Paleso il mio amor / con il silenzio / a tratti amar come l’assenzio, eppure ella crede e tanto desidera poter camminare e volare accanto a questo essere, “Ma non posso più aspettare / il mio compito è volare. / Presto è bello poter tornare / e incontrarci sull’altare”, nell’illusione che gli inganni e i tradimenti del suo amato siano forse solo immaginazione.

Interessante è a questo punto scoprire come Estella e “D’io” Sole diventano (sono) un tutt’uno in uno sdoppiamento della personalità, il conflitto interiore fra il bene ed il male. Ella arriva così all’apice dell’autonegazione e dimentica l’amore per la propria persona, essenziale per vivere con armonia e con l’accettazione di se stessa. È il male oscuro che aleggia in tutti noi e che non sempre e non tutti riusciamo a sconfiggere, spesso arrivando ad estreme soluzioni in un’amara e drammatica sconfitta “Amore-Dolore / è lasciarti andare. Ma Estella combatte e finalmente si risveglia e trova la forza di tagliare i fili che la tengono intrappolata al male oscuro, “Cancella il “Ti uccido / credendo al “Ti Amo” “, anche attraverso l’egocentrica preghiera al suo “D’io” sole “…Grazie D’io Sole / che mi spingi qui dentro / in profondità in cui vado a scavare / e il nettare dell’anima / a liberare….

Riconoscendo il suo dolore interiore Estella riconosce anche di avere la forza di risollevarsi, di essere in grado di ritornare ad amare se stessa, staccandosi infine da quel “gancio usurpatore” che la portava a negarsi. E così si giunge all’epilogo della vicenda, dove la rinascita e l’affermazione sul male oscuro si pronuncia in tutta la sua potenza, solo “Chi vivrà vedrà….

Davide Buzzi
Cantautore

 

Articolo pubblicato da Lara La Barbera (eBook:E' Stella, D'io Sole e la Farfalla)




Il futuro del giornalismo: Convegno a Milano (6 ottobre)

Il futuro del giornalismo: Convegno a Milano (6 ottobre)

Pubblicato il: 30-09-2011

Giovedì 6 ottobre 2011, con apertura dei lavori fissata per le ore 9:30, è in programma un interessante Convegno, che metterà a confronto giornalisti e opinione pubblica, cioè produttori e consumatori del bene informazione, un bene, come tutti possiamo facilmente capire, che resta fondamentale per il corretto funzionamento di uno strumento complesso come il sistema democratico, oggi oggettivamente messo in discussione (vero Bossi?).

L’incontro si terrà nell’Aula Magna dell’Università Statale (via Festa del Perdono, 3 Milano).

Introdurrà il Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia Letizia Gonzales, seguita dal Rettore Enrico Decleva.

Per le ore 10:00 è prevista la classica tavola rotonda, che vedrà protagonisti Roberto Napoletano (Direttore Il Sole 24 Ore), Marco Tarquinio (Direttore Avvenire), Annamaria Testa (pubblicitaria, docente Bocconi), Massimo Tafi (Presidente Mediatyche, agenzia di comunicazione), Pier Gaetano Marchetti (Presidente Rcs Mediagroup).

A moderare la discussione è stata chiamata Ilaria D’Amico, volto noto del piccolo schermo per il suo impegno nel giornalismo sportivo.

I lavori si chiuderanno alle ore 14:00.

Nell’occasione saranno resi noti i risultati delle ricerche di Enrico Finzi, di professione sociologo. Un campione demoscopico di mille persone – dai 18 ai 70 anni - è stato intervistato da AstraRicerche sul tema dell’Etica del giornalismo in Italia, diventato molto attuale negli ultimi tempi.

Gli interpellati hanno espresso il loro voto, proprio come a scuola, dando una valutazione da 1 a 10 relativamente all’operato professionale di singoli giornalisti, editori, pubbliche istituzioni, enti di categoria. Ne vedremo delle belle, come si suol dire.

UN LAVORO DIFFICILE - Ma c’è di più. Una seconda indagine è stata riservata a giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine (nella sola Lombardia ci sono 20mila soggetti, sono davvero tanti). Un modo come un altro di mettersi in discussione e riflettere tutti insieme sulle degenerazioni e (forse) i vuoti normativi che caratterizzano una professione che, nonostante la grave crisi economica che ha colpito l’intera Europa, rimane tra le preferite dei giovani, anche se nell’Italia del terzo millennio è bene dire a chiare lettere che, per fare (bene) questo prestigioso lavoro bisogna essere dotati di caratteristiche che non tutti possono avere, dato che, salvo colpi di fortuna, è necessario mettere in preventivo un periodo di gavetta lungo e particolarmente sfibrante, che pone tutta una serie di interrogativi circa l’organizzazione del mercato del lavoro in ambito massmedia. Ma essere un giornalista, per così dire “etico” resta una sfida che conserva intatto il suo fascino.

Per maggiori informazioni e per confermare la propria presenza si può compilare il seguente form: www.odg.mi.it/ilfuturodelgiornalismo

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


 


Il diritto di critica secondo la Cassazione

Il diritto di critica secondo la Cassazione

Pubblicato il: 30-09-2011

Quando abbiamo cominciato a percorrere le non facili strade del giornalismo, che in Italia equivale ad iscriversi a un corso di sopravivenza in condizioni estreme, molti di noi non sapevano che i rischi da correre sarebbero stati molteplici. Il pericolo, ad esempio, è quello – costante – di beccarsi una querela per diffamazione a mezzo stampa, con conseguente richiesta risarcitoria in sede civile. Il che può rappresentare una bella seccatura, anche in termini di eventuali spese da sostenere, per difendersi in sede legale.

COSA DICE LA CASSAZIONE - Quando possiamo affermare, senza tema di smentita, che la critica espressa dal pensiero del cronista non è offensiva e cioè non va a ledere la reputazione di qualcuno? La terza sezione civile della Corte di Cassazione spiega che è necessario che si manifesti “un dissenso ragionato” esplicato attraverso espressioni “strumentalmente collegate”. L’offesa arrecata al buon nome di chicchessia non può/deve infatti impedire l’esercizio legittimo del diritto di critica, perché questo determinerebbe una sorta di negazione del diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione italiana di manifestare liberamente il proprio pensiero.

Fin qui, ci siamo. Ciò che è importante mettere a fuoco, oggi, sono le singole condizioni affinché pubblicare tale critica resti nei limiti della legalità e quindi della non punibilità.

A tale proposito ci viene in soccorso la sentenza n. 10125 9 maggio 2011 (Presidente Preden, Relatore De Stefano). Essa pare fornirci importanti strumenti interpretativi, dove chiarisce che l’onore della persona non può prevalere sulla libera manifestazione del pensiero di chi scrive e/o parla.

Le conseguenze sembrano essere che il diritto di critica (che discende da quello di cronaca, nel caso specifico degli operatori dell’informazione) può manifestarsi attraverso espressioni di qualsiasi genere (anche lesive della reputazione altrui, dunque) ma solo ed esclusivamente se risultano legate strumentalmente al “dissenso ragionato” che si vuole esprimere. Non equivochiamo: ciò non autorizza di certo il turpiloquio oggi in voga in televisione o la libertà di parolaccia usata dalle trasmissioni radio per fare audience quando gli ascolti calano: il linguaggio deve logicamente essere appropriato, non tale da offendere o ridicolizzare un individuo in sé per sé. Ma se l’espressione appare congrua e coerente, corretta, in sede di legittimità la condotta non risulta da sanzionare.

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)



Torniamo a votare?

Torniamo a votare?

Pubblicato il: 15-09-2011

La situazione politico-economica è ormai insostenibile. Bisogna tornare a votare al più presto. Il Presidente del Consiglio si è recato oggi al Quirinale, per essere ricevuto dal Presidente della Repubblica. L’incontro tra Berlusconi e Napolitano è avvenuto nel giorno del via libera definitivo - con la fiducia a Montecitorio - sulla manovra economica, cioè il giorno seguente la missione in Europa del Presidente del Consiglio. Come sempre Berlusconi brilla per il suo attivismo, ma il cittadino comune, quello che si sveglia alle 6:00 e appena esce di casa deve affrontare il carobenzina per andare a lavorare o, peggio, a cercare un lavoro, continua a non toccare con mano i risultati della sua azione di governo. La cartina di tornasole della situazione è rappresentata dai giornali. Basta passare all’edicola per imbattersi in queste tipologie di notizie: la cronaca nera, utilissima al potere per distogliere l’attenzione dai reali problemi del Paese; la cronaca sportiva, sempre enfatizzata in linea con la logica antica del panem et circenses; le notizie economiche, più fumose che mai, dispensate con un linguaggio volutamente criptico, da mettere in discussione ora dopo ora. Alle news culturali vanno naturalmente le briciole, dato che in Italia la cultura con la c maiuscola è morta da tempo né esprime più intellettuali carismatici, salvo sporadiche eccezioni.

Un popolo di sconfitti o di complici? - Il cittadino è però temprato – o forse rassegnato -, sopporta e metabolizza tutto, si lascia amministrare e tace. Ma poi va a fare la spesa e continua a vedere prezzi in aumento e a pagare con la carta di credito (forse dovremmo ribattezzarla carta di debito). Continua nell’indebitamento ad oltranza che è lo stesso di un Paesetto, l’Italia, che galleggia da anni grazie a titoli di Stato venduti all’estero. Senza capire che sta sprofondando in un baratro dal quale non uscirà più. Se Sparta piange, Atene non fa certo sorridere: il sindaco di Napoli De Magistris ha pensato bene di seguire il Napoli nella trasferta di Manchester (primo turno di Champions League 2011/2012). Si tratterrà in Inghilterra per due giorni, attirando gli inevitabili strali dell’opposizione, che parla di oltraggio ai problemi della città (“Ha ha fatto annullare due delicatissimi consigli comunali!” denunciano, ma la circostanza è da verificare).

Punto di non ritorno - I politici, si sa, vivono di consenso, che si trasforma quasi automaticamente in voti e preferenze, dunque la scelta di De Magistris non deve stupire. Perché l’inquadratura del sindaco sulle tribune dello stadio, al seguito dell’amatissima squadra di calcio, ha un peso specifico che, paradossalmente, sarà apprezzato dalla maggioranza dei cittadini-elettori-tifosi: potete starne certi. Della serie: i cittadini hanno i governanti che meritano. Perché la colpa, la responsabilità della decennale involuzione sociale, economica e politica che abbiamo sotto gli occhi è di tutti: di quanti hanno avallato, col loro voto, un'intera classe politica che esisteva più sugli ingannevoli palcoscenici mediatici che sulle scomode, polverose strade della realtà. Perché il dato reale, 15-16 anni dopo, ci dice che il governo guidato da quello che oggi è un anziano imprenditore a fine carriera, che i problemi sono aumentati e sembrano sempre più insolubili. Purtroppo per noi, il brillante comunicatore self-made man che risponde al nome di Silvio Berlusconi, non ha saputo trasformare i sogni e i proclami (“Un milione di posti di lavoro!”) in verità di fatto. Oggi l’Italia è un Paese povero, provinciale, rovinato dall'Euro, che scoppia di evasori fiscali e viaggia su due binari: uno visibile, quello dell’economia legale-ufficiale, e quello Gomorra-style in mano alla criminalità organizzata, chiamiamola Mafia o come preferite, che ovviamente fa affari d’oro. A questo punto sono due i principali quesiti che dobbiamo porci: quanti, oggi, potendo tornare indietro, rivoterebbero questi governanti? E soprattutto qual è, ora, l’alternativa? Personalmente non so rispondere, ma da cittadino esausto e demotivato mi sento di dire che è venuto il momento di staccare la spina a questo governo depotenziato e di provare a individuare figure giovani e nuove di riferimento, per lavorare tutti insieme alla costruzione di un Paese moderno e finalmente efficiente, capace di realizzare il disatteso dettato costituzionale che ci vuole tutti sostanzialmente uguali e di erogare servizi al passo dei tempi, attraverso una nuova politica di sviluppo economico-finanziario capace di rimodulare il ruolo delle Banche, da sempre spina dorsale delle piccole e medie imprese che sono il vero motore della nostra economia. Un motore che oggi ha bisogno di essere riparato e anche in fretta. Ai Soloni dell’Economia il compito di provvedere. Meno ricette e più guarigioni, grazie. A questo punto l'unica cura è il voto.

 

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A Latina il primo orto urbano pubblico

A Latina il primo orto urbano pubblico

Pubblicato il: 11-09-2011

Situato tra l’ospedale S. Maria Goretti e via Rossetti, il Parco San Marco di Latina (da non confondere con l'omonima piazza) è da tempo frequentato da numerosi cinofili che sono soliti passeggiare con i propri amici a quattro zampe, ma anche da molti sportivi, che qui si recano a fare il classico jogging serale. Da alcune settimane, però, l’area ha fatto registrare una simpatica novità. Sono infatti comparse delle piante da frutto. Il mistero è stato presto svelato. Si tratta di un’iniziativa firmata dalla non meglio precisata sigla “Guerrilla gardening”.

In alcuni volantini informativi si spiega che non si tratta di un semplice gesto di ordinaria riqualificazione di un luogo abbandonato a sé stesso (questo è vero solo in parte, ma certo l’amministrazione potrebbe fare di più - ndc) ma di un primo passo verso la reale diffusione di una cultura di sviluppo a misura d’uomo, più sostenibile, anti-industriale e in grado di fornire occasioni per tessere relazioni sociali reali, insomma per fare nuove amicizie. Un tentativo – riuscito, si direbbe - “di gettare un seme nel grigiore urbano, ma anche di donare alla comunità il primo orto urbano pubblico di cui si ha notizia a Latina”.

“Gli uomini discutono, la natura agisce”, recita uno slogan in calce al volantino. Stavolta, però, i chiamati ad agire sono proprio gli uomini, i cittadini, coloro che hanno a cuore la salute, nostra e del pianeta. Perché chiunque può prendersi cura delle piante, dando loro acqua (c'è una fontanella nei pressi) ma non solo. Ed è questo un piccolo, ma grande gesto d'amore. L’invito è quello di piantare, con intelligenza cioè senza strafare, spezie, essenze locali, alberi e quant’altro. I frutti saranno poi a libera fruizione. Latina è una città di Fondazione, giovane ma con una storia di duro lavoro portato avanti da coloni, bonificatori e braccianti agricoli, dunque non sorprende l’esistenza di un’anima verde, ecologista. Abbiamo origini contadine e ne andiamo fieri. A questo punto sarà interessante vedere se la nobile idea di condividere un libero orto si diffonderà in altre città d’Italia.

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


A Vasco Rossi, grazie

A Vasco Rossi, grazie

Pubblicato il: 11-08-2011

Ricordo un tuo concerto a Nettuno (Roma) tanti anni fa, negli anni '80. Partii da Latina in vespone senza biglietto, che spettacolo... migliaia di persone sul prato del campo di baseball... nuvole grigie ovunque e tanta buona musica... sono tornato a casa felice e leggero e pieno di voglia di vivere, grazie Vasco, per le ore liete della mia adolescenza ribelle e un po' incazzata, ché comunque avevo capito dove stava andando sto paesaccio.

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


 


Tutto corre

Tutto corre

Pubblicato il: 21-07-2011

La capacità dei Media di triturare tutto, quasi senza lasciare residui, se non ricordi vaghi, sfumati, mi lascia sempre più stupefatto. La guerra civile libica sembra già parte di un passato scomodo e remoto. Del resto show must go on: questa è la regola numero 1 dei nostri tempi, non resta che adeguarsi. Il problema è che così si relativizza tutto e nulla ha più davvero un senso.

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)



Le carceri italiane oggi: viaggio nella vergogna

Le carceri italiane oggi: viaggio nella vergogna

Pubblicato il: 16-07-2011

La lettera aperta delle associazioni Magistratura Democratica, Ristretti Orizzonti, Antigone e Coordinamento nazionale dei Garanti dei detenuti parla chiaro.

Esse “avvertono la necessità di fare appello alla coscienza di ogni parlamentare, per affrontare i drammatici problemi che affliggono ogni giorno il cosiddetto pianeta carcere e, in particolare, la condizione dei detenuti. Sono anni che le questioni attinenti l’ambito penitenziario non vengono inserite tra le priorità dell’agenda politica nazionale (complice una crisi economico-finanziaria epocale – ndc). Ciò accade in una democrazia avanzata, che annovera tra i valori primari della sua Carta Costituzionale il principio secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. 1. E’ un appello che vuole essere anche una denuncia. Intendiamo denunciare come la dimensione della quotidianità del carcere sia ormai drammaticamente distante dalla prospettiva indicata nella Carta costituzionale. Ancora una volta i dati al riguardo sono estremamente eloquenti. Il carcere è un pianeta in cui, secondo la capienza regolamentare, potrebbero essere ospitate 45.551 persone e nel quale, il 31 maggio 2011, erano invece costrette a convivere 67.174 persone, con una elevatissima presenza di soggetti tossicodipendenti (pari nel 2010 al 24,42%). E’ un “pianeta” in cui le persone si suicidano molto più spesso che nel mondo dei liberi (a seconda delle stime: da sette a venti volte più spesso). E’ un “pianeta” in cui manca il personale necessario a realizzare percorsi di inclusione e reinserimento; manca il personale necessario per garantire il trattamento rieducativo in una cornice di sicurezza; manca il personale necessario ad assicurare il primario diritto alla salute. Le condizioni delle carceri in Italia sono talmente inaccettabili chela Corte Europea per i diritti Umani, in occasione della sentenza 16 luglio 2009, nel noto caso Sulejmanovic vs Italia, le ha espressamente dichiarate illegali. Tutto accade nella pressoché totale disattenzione dei media e quindi dell’opinione pubblica, salvo ridestarsi nel periodo estivo, quando i palinsesti del circuito della comunicazione offrono un po’ più di spazio e quando, con maggiore urgenza, si percepisce la drammaticità dei problemi, magari in corrispondenza dell’eterna emergenza sovraffollamento. 2. La situazione è urgentissima e bisogna intervenire subito. Basta coi proclami sterili e propagandistici. La dignità dei carcerati non può attendere l’ennesimo piano carceri, le promesse sempre reiterate e mai mantenute, la costruzione di nuovi edifici per la detenzione. L’imputato viene condannato alla detenzione, non al degrado. Il diritto di vivere come “esseri umani” deve essere garantito ora anche negli istituti penitenziari. 3. Sarebbero auspicabili riforme di sistema. Come da tempo segnalano le voci più autorevoli del settore, provenienti dall’Accademia e dalle libere professioni, un legislatore responsabile dovrebbe affrontare alcuni nodi cruciali: la depenalizzazione di molti reati e il drastico intervento su alcune leggi che producono carcere in misura maggiore (si pensi, ad esempio, alle norme in materia di stupefacenti), il rafforzamento degli strumenti sanzionatori alternativi alla pena detentiva, il superamento di un approccio complessivo nella legislazione che appare ispirato ad una logica meramente securitaria. Occorrerebbe dare corpo ad un valore costituzionale di alta civiltà secondo cui la pena ha anche una funzione rieducativa. Tanto più che il tasso di ricaduta nel reato per coloro che hanno scontato pene in regimi alternativi alla detenzione in carcere è marcatamente inferiore rispetto a quanti hanno scontato tutta la pena in carcere. 4. Interventi importanti possono adottarsi con urgenza e a costo zero. Per avere carceri più umane, in attesa di riforme di sistema, ci rivolgiamo a chi ha assunto responsabilità parlamentari, sottoponendogli la necessità di: a) prevedere l’ampliamento delle possibilità di accesso alle misure alternative, in particolare superando le presunzioni legali di pericolosità sociale (poste tra le altre dalle numerose norme sulla recidiva e dall’art. 58 quater ord. pen.) e riconsegnando alla magistratura di sorveglianza la responsabilità di valutare – caso per caso e senza automatismi spesso ingiusti – se un condannato possa scontare la pena attraverso percorsi alternativi al carcere; b) prevedere, per i reati che non siano espressione di particolare allarme sociale ed in concreto sanzionabili con pene non elevate, che gli autori vengano messi in carcere (in caso di rigetto delle richieste di misure alternative alla detenzione) soltanto se negli istituti vi siano posti disponibili rispetto alla capienza regolamentare o quantomeno tollerabile; c) rendere permanente la previsione legislativa di esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno (ad oggi fissata dalla legge n. 199/2010 sino al 31.12.2013, con previsione temporanea… in attesa del piano carceri); d) adeguare gli organici della magistratura di sorveglianza, oggi incapace di rispondere tempestivamente alla domanda di giustizia, rafforzandone anche i poteri di vigilanza e la capacità di incidere effettivamente sulle situazioni di violazione dei diritti delle persone detenute. 5. Gli investimenti indilazionabili La legge penitenziaria italiana è una delle migliori sul piano europeo. Ma quanto delineato dai testi normativi è smentito dalle applicazioni sul campo. I rapidissimi ritocchi normativi suggeriti dovrebbero essere affiancati da ulteriori iniziative, necessarie a garantire che la pena sia effettivamente votata a finalità di recupero del condannato alla società e ponga le condizioni affinché il reo, uscito dal carcere, non ricada nel delitto. Ci limitiamo a segnalarne alcuni, ed in particolare l’adeguamento: a) degli organici del personale addetto agli Uffici Esecuzione Penale Esterna; b) degli organici del personale educativo e sanitario all’interno delle Case circondariali; c) degli organici del Corpo di Polizia penitenziaria; d) delle strutture carcerarie, in modo tale da garantire da un lato la separazione, pur prevista dalla legge e rarissimamente attuata nei nostri istituti penitenziari, tra detenuti in custodia cautelare e detenuti condannati con sentenza definitiva; e dall’altro lato la creazione di strutture specifiche e funzionali alle peculiari esigenze di particolari categorie di reclusi, come le detenute madri e i tossicodipendenti. L’appello che rivolgiamo alla Politica risponde a un interesse diffuso della collettività. Il rispetto della dignità delle persone detenute misura la civiltà di un Paese. Un carcere che funziona attraverso la praticabilità di percorsi di reinserimento realmente assistiti e progettati, può restituire alla società persone che più difficilmente commetteranno altri reati. Un carcere a misura d’uomo rappresenta la migliore declinazione di quella richiesta di legalità che giunge dalla società e che si rivolge anche alle istituzioni; una richiesta che, come operatori, ci sentiamo in dovere di formulare pubblicamente”. (Magistratura Democratica – Associazione Antigone – Ristretti Orizzonti – Coordinamento nazionale dei Garanti dei detenuti).

LA VOCE DEI DETENUTI – Ma passiamo ad alcuni dati che non necessitano di commenti. Come sappiamo, repetita iuvant, la nostra Costituzione prevede che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Per tradurre in realtà il dettato costituzionale, nel 2010 si è investito in media, per ciascun detenuto, 3,95 Euro al giorno per i pasti, 3,5 Euro al mese per le attività scolastiche, culturali, ricreative e sportive, 2,6 Euro al mese per l’assistenza psicologica e il trattamento della personalità. Briciole! Integro questi freddi numeri con alcune testimonianze da brivido, che trovate riportate dalla rivista Acqua & sapone di luglio 2011, nell’ottimo pezzo di Francesco Buda: “In 9 passiamo 22 ore al giorno in una cella di 15 mq. Non possiamo lavarci.” (Eugenio, Thari, Marco, Filippo e Vito dal carcere di Bari); “Qui fa pure freddo, non perché i termosifoni non vengono accesi, ma perché nelle celle proprio non ci sono… Siamo costretti a fare i bisogni davanti agli altri compagni di cella.” (Mirko e Cristian dal Regina Coeli di Roma). “L’igiene qui è sconosciuta e molti di noi hanno la scabbia e pure la rogna.” (Giulio, Enrico, Piero dall’Ucciardone di Palermo); “Molte di noi stanno male, ma la regola è che solo chi ha i soldi ha le medicine. In 6 dentro una celletta, viviamo in costante stato di paura.” (Stefania, Anna e Laura dal carcere di Benevento). Sarà tutto vero? Verificare non è semplice, ma il nostro sgomento resta di fronte a queste denunce disperate. Un altro esempio: il carcere di Foggia dovrebbe contenere 403 detenuti: ce ne sono 725.

IL CASO LAZIO - Continuano a crescere i detenuti nelle carceri del Lazio. Al 3 maggio i reclusi nelle 14 carceri della Regione erano 6.550, ben 2.222 in più rispetto ai posti disponibili. I dati sono stati diffusi dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni secondo cui, «nonostante gli ultimi provvedimenti legislativi, fra cui anche la legge svuota-carceri, che avrebbe dovuto sgravare gli istituti di tutta Italia di oltre 8.000 reclusi, il trend non sembra invertirsi, anzi i reclusi continuano a crescere in maniera impressionante. Lo scorso mese di aprile, nella Regione Lazio è stata sfondata per la prima volta quota 6.500 presenze e, in poco più di quattro mesi, dall’inizio dell’anno ad oggi, i detenuti anziché diminuire, sono aumentati di 173 unità, con tutte le conseguenze che questo implica». Una delle situazioni più drammatiche è proprio quella di Latina, la città dove vivo, dove i detenuti dovrebbero essere in totale 86 e sono invece il doppio: 166. I problemi maggiori delle carceri sono legati alla cronica carenza del personale di polizia penitenziaria, ai tagli al budget che hanno messo in difficoltà anche la gestione ordinaria degli istituti e, soprattutto, come già detto, al sovraffollamento.

UN RACCONTO - Al drammatico problema della difficile sopravvivenza in carcere ho dedicato un racconto, dall’emblematico titolo “Fine pena: mai” che potete ascoltare qui: http://www.youtube.com/watch?v=b4TEWsR-Dqo. Lo ho scritto per sensibilizzare la pubblica opinione, per aprire gli occhi e scuotere le coscienze addormentate degli italiani. Storditi da anni di ignobili reality, abbiamo perso di vista la realtà e i suoi veri problemi. Abbiamo perso di vista l’uomo, le sue esigenze, i suoi diritti più elementari. Abbiamo smesso di indignarci. E questi sono i risultati…

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


 


Verso tremila copie

Verso tremila copie

Pubblicato il: 14-07-2011

I due racconti brevi "Spingi Ruby, spingi" ed "Infedele" di Samantha Brass stanno per toccare quota 3.000 di copie scaricate. Un grande successo!

 

Articolo scritto da Samantha Brass (biografia e pubblicazioni su CompraeBook.it)


Qual è il futuro della politica italiana?

Qual è il futuro della politica italiana?

Pubblicato il: 11-07-2011

Il classico venerdì nero della Borsa, col crollo dei titoli che è stato la naturale conseguenza della pesante condanna (seppure non definitiva, è bene ricordare che c’è sempre la Cassazione) di 560 milioni di Euro inflitta a mister Bunga Bunga (Mediaset – 3,36%, Mediolanum – 3,70%, Mondadori – 4,85) ha lasciato ferite che bruciano nei già fragili equilibri politici di un governo che si conta ogni giorno per capire che giornata sarà e quale provvedimenti potrà davvero riuscire ad approvare. Uno scenario complicatissimo, surreale, per alcuni aspetti comico, che, pur con tutta la buona volontà e le capacità di esposizione possibili, non saremo in grado di spiegare per benino ai nostri figli tra un decennio. “Perché eravate così inermi e rassegnati?” ci chiederanno. E ci faranno arrossire di vergogna.

UN MOMENTO DELICATO - “Oggi più che mai dovrebbe sprigionarsi nel nostro Paese un impegno di coesione nazionale di cui c’è bisogno per affrontare le difficili prove che sono all’ordine del giorno". Lo ha dichiarato Giorgio Napolitano al Viminale, portando il suo saluto alla cerimonia per i 100 anni del palazzo che è sede del Ministero dell’Interno. Il Presidente della Repubblica, tra le pochissime figure istituzionali valide che ancora abbiamo, stavolta ha scoperto l’acqua calda. Ma ci sono già indizi che portano in una direzione contraria, in perfetto Lega Nord Style. Secondo Calderoli, intervenuto col sodale Bossi a una festa di partito nel Varesotto, “il 23 luglio aprono i Ministeri, il mio, quello di Bossi e quello di Tremonti, a Monza. Alla faccia di chi non li voleva”. E meno male che è il Ministro della Semplificazione… Se cominciamo a spostare uffici ministeriali, quando finiremo di traslocare? Che sia un modo di rilanciare il mercato immobiliare? Più pragmatico è parso ancora una volta Bossi: “Non possiamo essere così imbecilli da andarcene adesso dal governo: i mercati si spaventerebbero. Non possiamo mettere in ginocchio il Paese”. Peccato che il Paese lo sia già, in ginocchio. Nel generale caos di questi mesi la Lega è comunque tornata ad alzare la voce, anche a causa della nota impalpabilità del Centro-sinistra e della debolezza oggettiva, numerica, di un Terzo polo che resta tutto da decifrare, quasi fosse un romanzo inedito, magari bello, ma rimasto nel cassetto per l’incapacità del suo autore di proporlo agli editori (cioè agli elettori) nel giusto modo.

LA FORZA DELLE DONNE – Nel momento della massima stagnazione delle idee, quando anche la speranza sembra vacillare sotto i duri colpi del carobenzina e di una vita postdatata, sempre più a rate, ecco sbocciare a sorpresa un fiore politico nuovo, che porta tanta freschezza e già promette di crescere e farsi, chissà, partito. Con tutti i fisiologici rischi che tale scelta comporta, compreso quello di venire strumentalizzato da qualcuno più furbo di altri e più pronto a cogliere l’attimo che fugge. Incuranti del caldo africano di questi giorni, ben 2000 donne si sono riunite a Siena, per non fare mancare il proprio contributo di muscoli e idee alla manifestazione denominata “Se non ora, quando?”, vale a dire un raduno-dibattito che è nato dall’urgenza di guardarsi in faccia per dare risposte concrete al crescente desiderio delle donne, sempre più interpreti di ruoli diversi, di contare di più e soprattutto di trasformare la società. Perché se c’è un male, nel berlusconismo degli ultimi 15 anni, questo è proprio il conservatorismo tipico della borghesia che Pasolini ebbe brillantemente a definire “la più ignorante d’Europa”. Ferite nella loro dignità dai penosi scaldaletti rubyani degli ultimi mesi, sinceramente preoccupate per il futuro di figli che si rompono la schiena sui libri già consapevoli di quanto duro sarà trovare un posto di lavoro degno di questo nome, le donne italiane hanno deciso di tirare fuori le unghie. Per difendere sé stesse dall’incapacità dei governanti. Che spesso sono uomini.

IL RUOLO DELLE NUOVE TECNOLOGIE - In questa presa di coscienza collettiva (sarà oggetto di studio di illustri sociologi), che non mancherà di determinare effetti che potrebbero rivelarsi sorprendenti già alle prossime elezioni, va sottolineato una volta ancora il ruolo di Internet, visto che in soli due giorni ci sono stati qualcosa 80 mila contatti sul blog e 46 mila iscritti alla pagina di Facebook relativa alla manifestazione. Il web promette di cambiare gli equilibri della politica italiana, perché tutti stanno finalmente comprendendo fino in fondo che tipo di opportunità esso ci offre: quello di restare in contatto con moltissime persone che la pensano allo stesso modo e dunque di potere organizzare facilmente eventi ed incontri assai partecipati, a partire dalla base che sostiene un movimento a partire dalla sua nascita. A Siena è sorto, dal nulla, un nuovo patto sociale tra donne, è nata un’associazione di libere cittadine elettrici radicata sul territorio, in ogni parte d’Italia. Con tali premesse viene da domandarsi: se il nuovo volto della politica italiana fosse una donna, magari un outsider? O è solo fantapolitica? Se i risultati raggiunti dagli uomini sono questi (promesse non mantenute e disprezzo dell’etica), il dubbio c’è. Io lo dico sempre: il problema dell’Italia, ad oggi, sono i politici italiani. Che spesso pensano solo al proprio tornaconto.

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)

 

 



In compagnia di dolorose cose (poesie) di Antonio l'Eresiarca

In compagnia di dolorose cose (poesie) di Antonio l'Eresiarca

Pubblicato il: 17-06-2011

L'autore di questo breve libro di poesie non ha più bisogno di presentazione: le sue opere, pubblicate o solo "regalate", costituiscono ormai un punto di ideale raffronto con la realtà e una lettura sempre gradevole e profonda.  Pochi scrittori riescono come lui a comunicare una sensazione di vitalità e di passione in tutto quello che descrivono e quest'opera è certamente un testo innovativo, ricco di spunti ardui, pericolosi. Un testo affascinante ma anche difficile: per la cura con cui ogni termine viene scelto e usato, per i complessi percorsi descritti all'interno, ma soprattutto all'esterno delle pagine. Queste trenta poesie più che una raccolta sono un percorso verso la piena consapevolezza del nostro mondo. Negare il lutto, negare che esistano un tempo e un origine significa negare l'esistenza stessa delle cose ed è proprio questo che l'autore un queste pagine non fa.

Vi invito a leggere questo testo se, e specialmente, avvertite una certa resistenza al tema trattato.

Anna Bernardi (psicologa, psicoterapeuta)

 

Ebook: In compagnia di dolorose cose di Antonio l'Eresiarca 


Poesie tratte da Elisir

Poesie tratte da Elisir

Pubblicato il: 17-06-2011

In questi giorni la mia poesia "Altrove" è stata inserita nell'antologia intitolata "Solo buchi in un barattolo", edita da Ibiskos Ulivieri, in collaborazione con la nota trasmissione di Radio 1 Rai "Zapping", condotta da Aldo Forbice.

Chi ama la poesia e gli ebook può leggermi qui, per conoscere la mia produzione poetica, l'eBook: Elisir

 

Articolo scritto da Fernando Bassoli (biografia e opere su CompraeBook.it)


I misteri del Premio Strega

I misteri del Premio Strega

Pubblicato il: 17-06-2011

Il prof. Franco Cardini ha deciso di non presentarsi all'appuntamento in casa Bellonci propedeutico all'individuazione dei candidati al Premio Strega 2011. Il noto studioso, "amico della domenica", dichiara quanto segue: "Non va cambiato il sistema di voto, vanno cambiate le persone. Noi giurati siamo martellati dalle case editrici. Non telefonano le segretarie, ma i mammasantissima del mondo editoriale. E se chiamano 40 dei 400, chiedono di scegliere quell'autore per amicizia con loro, o con lui, o perché sei concittadino, o sei della scuderia. Ebbene, se il ricatto morale o il blando tentativo di corruzione è così pressante, capita che vinca chi non lo merita".

Il Messaggero 16 giugno 2011 pag. 27 pezzo di Fiorella Iannucci

Parole di fuoco, quelle di Cardini. Parole che fanno riflettere, ma che lasciano aperti anche molti dubbi. Dall'esterno non è facilissimo capire come stanno veramente le cose...

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)

 



L'uomo senza specchio e cravatta...PERCHE' GRATIS?!

L'uomo senza specchio e cravatta...PERCHE' GRATIS?!

Pubblicato il: 04-06-2011

“Il fai-da-te paga, e non perché  si risparmi, ma perché se sbagli, hai sbagliato per conto tuo.E questa si chiama esperienza”??Un piccolo insegnamento. 

Circa un anno fa, ho pubblicato il mio primo romanzo. 
Ed ora, che sarei pronto a pubblicare il secondo, mi fermo. Strappo i contratti ricevuti, le proposte e le lusinghe degli editori (a pagamento) e seguo una strada tutta mia.

Ho deciso di bruciarmi.
Gratis.
Nelle mani dei lettori.

Chissà qualcosa nasca, oppure sarà destinato a morire in queste pagine. 
Tuttavia, preferisco consegnarmi nelle mani dei lettori, piuttosto che degli editori.
L'aforisma sopra citato, è una delle mie tante stupidaggini. 
Ma è la mia esperienza!

 

Articolo scritto da Tommaso Occhiogrosso (eBook gratuito "L'uomo senza specchio e cravatta")


Ho pietà per te fugace illusione di esistere

Ho pietà per te fugace illusione di esistere

Pubblicato il: 04-06-2011

Un assaggio di due haiku tratti dal mio ebook: Ho pietà per te fugace illusione di esistere.

Oltre la siepe
l’orizzonte scintilla
come un fuoco

La chioma riccia
fluttua nel vento freddo
Odore d’alghe

 

Articolo scritto da Chiara Taormina (biografia e pubblicazioni su CompraeBook.it)

 



Incipit di TUTTI I COLRI DEL BUIO di Michele Vaccaro

Incipit di TUTTI I COLRI DEL BUIO di Michele Vaccaro

Pubblicato il: 19-05-2011

Quello che mi ci vuole in questa fredda e piovosa serata di novembre è senz'altro una presa di Jim Beam riserva speciale. Sono settimane, ormai, che vado avanti dormendo 3-4 ore per notte. LUI non mi dà pace, ma lo prenderò, prima o poi, grandissimo figlio di puttana, dovesse essere l'ultima cosa da fare in ques'esistenza sbilenca, alla continua e spasmodica ricerca di un centro di gravità permanente.

Dal player mp3 collocato in un angolo seminascosto della piccola sala del fatiscente loft periferico, -you are too beautiful- di Ernie Andrews, mi accarezza i nervi, rilassandomi  in maniera bastevole a dar corso al libero fluire dei pensieri, alla serenità d'animo che necessita onde tentare l'impresa di snellire il traffico d'ipotesi che mi ingorga la mente, e sperare, in siffatta maniera, nella possibilità concreta d'individuazione  della giusta pista da seguire per poter arrivare alla carne viva della verità.

 

Articolo scritto da Michele Vaccaro (biografia e pubblicazioni su compraebook.it)


Una poesia estratta dal libro CONFIDENZIALMENTE di Michele Vaccaro

Una poesia estratta dal libro CONFIDENZIALMENTE di Michele Vaccaro

Pubblicato il: 19-05-2011

IL LENTO SCORRERE DEL FIUME

Osservo il lento scorrere di questo fiume silenzioso

circondato dai rami fronzuti del bosco di pini,

avvolto dal canto dei grilli e dalla malinconia del sole calante.

Lancio un sasso nell'acqua e seguo le onde concentriche ipnotizzanti.

Scende la sera leggera come uno scialle adagiato sulle spalle di un anziano,

accompagnata da un alito di vento a smuovere i capelli.

Di lontano una baracca in legno sull'altra sponda,

faccio il giro dell'ansa e busso alla porta.

Mi accoglie un fuoco caldo di camino e tocchi di pane casareccio con salame ed olive.

Più tardi un giaciglio di fieno e morbide coperte lavate di fresco.

Domattina,

con calma,

tornerò sui miei passi.

 

 

 

Articolo scritto da Michele Vaccaro (biografia e pubblicazioni su compraebook.it)

 



Oltre 2.000 copie

Oltre 2.000 copie

Pubblicato il: 18-05-2011

Spingi Ruby, spingi ed Infedele

sono i due racconti brevi a sfondo erotico, di elegante e graffiante provocazione, dove le femmine si conquistano uomini ai quali prendere il piacere profondo. 2.000 copie sono veramente tante. Oltre le aspettative.

 

Articolo scritto da Samantha Brass (biografia e pubblicazioni su compraebook.it)


Attenzione alle case editrici truffaldine...

Attenzione alle case editrici truffaldine...

Pubblicato il: 16-05-2011

Per tutti coloro che fossero intenzionati a pubblicare un libro e ricevessero proposte dalle case editrici per la pubblicazione esclusivamente in e-book, tengo a consigliare loro di dare il consenso alla pubblicazione solo dopo aver ricevuto il contratto controfirmato dalla casa editrice stessa.

ATTENZIONE ALLE TRUFFE.

Molte case editrice si impossessano del vostro libro, lo vendono e poi spariscono senza mettervi al corrente delle copie vendute tramite il canale telematico. Vi consiglio, nei casi in cui le proposte delle case editrici vi sembrassero poco cristalline, di pubblicare utilizzando il seguente sito, senza l'intermediazione delle sopra citate case editrici: www.compraebook.it

Riceverete assistenza e consigli sul come pubblicare e sul prezzo di vendita da attribuire al vostro capolavoro. E.... inoltre potrete controllare da voi le effettive vendite del libro http://www.compraebook.it/405/Stringimi-forte-a-te.html

(da nota pubblicata su FB)

 

Articolo scritto da Nadia Turriziani (biografia e pubblicazioni su compraebook.it)


Io amo il caffè

Io amo il caffè

Pubblicato il: 11-05-2011

Noi amanti del caffè troviamo sempre mille ottime motivazioni per berci una buona tazza della nostra squisita bevanda, ma lo sapevate che il caffè fa anche bene alla salute? Pensate infatti che fino al Settecento veniva considerato un vero e proprio medicinale e venduto in farmacia.

Il caffè è un vero e proprio toccasana per il corpo e lo spirito, quindi ho pensato di rendere omaggio a questa bevanda tanto amata da noi Italiani con un ebook ricco di consigli, curiosità e soprattutto ricette gustose accompagnate da una grafica accattivante per assaporare il caffè in un modo totalmente nuovo.

"io amo il caffè" contiene decine e decine di deliziose ricette, semplici da realizzare ma di grande effetto, perfette per stupire gli ospiti ma anche per viziarsi godendo di tutte le sfaccettature offerte dall'aroma del caffè ed esaltate da ogni singola preparazione suggerita.

Spero che possiate apprezzare questo ebook frutto di tanta passione e diversi esperimenti gastronomici, e che le mie ricette vi diano modo di gustare il caffè come non l'avete mai provato prima.

 

 

Articolo scritto da Kim Mindotti (pubblicazioni su compraebook.it)

 


Recensione di De Sanctis

Recensione di De Sanctis

Pubblicato il: 09-05-2011

Pubblico di seguito questa graditissima recensione dell'amico letterato Italo Franco De Sanctis, relativa al mio ebook dal titolo Come cammina un uomo senza gambe? http://www.compraebook.it/189/Come-cammina-un-uomo-senza-gambe.html

"Leggere per la prima volta questo straordinario autore contemporaneo verista e rivederci in lui un degno discepolo di quella che è stata una delle più significative voci intellettuali del ‘900 italiano, mi riferisco al grande Pasolini, è stata per me una grandissima e meravigliosa sorpresa 

E un’altra sorpresa è stata, in negativo, il riscontrare il poco successo di questo giovane scrittore che, per l’età in cui pubblicò questo lavoro per la prima volta, circa 10 anni fa, era notevolmente avanti, per quanto riguarda la maturità letteraria, l’esposizione e i temi trattati, rispetto ai suoi coetanei scrittori che mai si sarebbero sognati di dare luce a chi, da una vita, vive di solo buio. 

Bassoli è uno scrittore anarchico, anticonformista, ribelle e sensibile. Tanto sensibile che ogni suo racconto è volto a cercare di descrivere quello che tutti, ma proprio tutti, fingono non esista. Invece lui, che da osservatore attento riesce a cogliere ogni sfumatura della vita, è riuscito a descrivere in ogni racconto presente nel suo “Come cammina un uomo senza gambe?” le altre realtà, spesso “scomode”, presenti attorno a noi. 

Questo suo piccolo grande capolavoro, risultato di notti insonni passate a scrivere, scrivere e ancora scrivere, è un gioiellino della nostra letteratura contemporanea. Non riesco ancora a capacitarmi di come possa essere passato inosservato in mezzo a tanti testi che sarebbero solo da buttare nella spazzatura.

Dove è finita l’Italia intellettuale? 

Quell’Italia che apprezza lo scrittore coraggioso, quello che vuole cambiare qualcosa attraverso la scrittura, quello che vuole raccontare non il benessere, ma la povertà, la delinquenza, la ribellione, o la veridicità di tutti coloro che sono da sempre inetti, ultimi, vinti?  

Perché questo è Fernando Bassoli. Uno scrittore che a trent’anni ha fatto una scelta di vita non facile, cioè quella di fare lo scrittore, pur avendo in mano la laurea giuridica, per raccontare quello che tutti facevano finta di non vedere nonostante fosse di fronte ai loro occhi. Per raccontare questa enorme differenza, questo contrasto, questo mondo di seconda categoria, che eppure si muove e vive attorno a noi. 

La cornice di tutti i racconti presenti nell’antologia è Roma, la città eterna, in cui si evince maggiormente questo enorme contrasto, come in tutte le grandi città. Ma la Roma raccontata dal Bassoli è quella dei bassifondi, della periferia, dei vagabondi, delle prostitute, degli ubriaconi, dei pregiudicati. Perché sarebbe stato troppo comodoe facile raccontare la sfarzosità di Roma, senza prima essere passati sul catrame delle sue strade…"

 

Italo Franco De Sanctis

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)




Una proposta, un'idea

Una proposta, un'idea

Pubblicato il: 05-05-2011

Una proposta rivolta agli autori degli ebook presenti su questo sito.

...perchè non fare in modo che chi ha scritto legga anche gli altri! Come semplice, comprando l'ebook (scegliendo in base ai propri gusti).

L'unica regola è semplice: Chi compra un ebook dovrebbe essere ricambiato, cioè se Tizio compra l'ebook di Caio, allora Caio compra anche l'ebook di Tizio e lo dichiara (chennesò recensendolo, pubblicandone una frase che lo ha colpito o altri modi).

Forse si smuoverebbe un po' polvere digitale (!).
Una catena, insomma, che con pochi euro di spese...

 

...

Ben vengano commenti e proposte alternative

 



Articolo scritto da Pierpaolo Cetera (biografia e pubblicazioni su compraebook.it)

 

 


Tutti i colori del buio

Tutti i colori del buio

Pubblicato il: 04-05-2011

Ho scritto questo romanzo breve o racconto lungo, qualsivoglia dire, nel 2006. Lo avevo dentro da parecchio tempo. All'epoca stavo leggendo alcuni noir di autori italiani quali Giorgio Faletti, Carlo Lucarelli, Eraldo Baldini, Massimo Carlotto, Marco Vichi, Paolo Grugni, e nel testo, inconsciamente, sono entrati tutti loro. Il libro è ricco di citazioni letterarie, cinematografiche e musicali. Ci sono dentro tutte le mie passioni. Lo stile è hard boiled. Una detective story non priva di accenti umoristici utilizzati per stemperare la tensione narrativa. Un racconto crudo con un grosso colpo di scena finale.

Si legge tutto d'un fiato e costa poco più di un caffè.

Ciao a tutti.

 

Articolo pubblicato da Michele Vaccaro (biografia e pubblicazioni su CompraeBook.it)


Racconto premiato

Racconto premiato

Pubblicato il: 04-05-2011

Il mio racconto (favola) dal titolo "Il giardino dei Lorchitruci", che fa parte dell'ebook "Racconti anarchici" è risultato tra i vincitori del Premio letterario "Oceano di carta 2011" organizzato da Sensoinverso Edizioni. Ecco una bella recensione di Francesca Lulleri (coautrice dell'ebook)...

"... è una favola postmoderna, d’ispirazione idealista, che ben si colloca nel contesto dell’odierna, paradossale società in cui viviamo.Ricca di contenuti morali e trovate degne di nota (ad esempio quella del prete, Don Ciarlante, che nasconde due corna fra i capelli, ottimo sunto dei proverbi: “l’abito non fa il monaco” e “l’apparenza inganna”), manifesta l’arguzia dello scrittore che, grazie a una satira mai banale, descrive la realtà che ci circonda e, con essa, certe tipiche convinzioni (es. più studio = lavoro migliore) alle quali tutti si aggrappano disperatamente, per non soccombere nella quotidiana battaglia per la sopravvivenza.

Il tema centrale della favola “Il giardino dei Lorchitruci”, risultata, proprio in questi giorni, tra le opere vincitrici del concorso nazionale “Oceano di Carta 2011” bandito dalla SensoInverso Edizioni, è, a ben guardare, il rapporto fra titolo di studio e inserimento nel mondo del lavoro.La storia narra di due amorevoli genitori che ripongono una fiducia smisurata nelle capacità del figlioletto, tanto da creare una sorta di leggenda (l’esistenza dei misteriosi Lorchitruci) solo per spronarlo a studiare di più…Ma andiamo dentro il testo e analizziamo, ragionandoci sopra, i messaggi reconditi che l’autore ha voluto trasmetterci.

“Il giardino dei Lorchitruci” deve/può farci riflettere su più aspetti:l’autore ci parla di una famiglia sempre “presente”, ma oggi molti genitori sono superimpegnati e ritengono opportuno affidare (abbandonare?) i figli in mano a persone che ne fanno (male) le veci, lasciandoli crescere (o non crescere?) incollati alla tv o al computer, non senza rischi di varia natura.Alla lunga, però, tale sovraesposizione mediatica provoca un’alterazione della percezione della realtà, con la conseguente frequente identificazione in veri e propri modelli negativi.

Ecco allora spuntare il miraggio del denaro facile, alla “moda” anche se sporco.Ecco la discriminazione verso i lavoratori veri, onesti, quelli che faticano e sudano per meritare davvero qualcosa.Ecco l’abbandono delle passioni-pulsioni artistiche a favore dei guadagni semplici e senza alcuno sforzo. Ed ecco che molti bimbi vivono sotto campane di vetro, come pesci dentro comodi acquari che, prima o poi, si romperanno, facendogli capire quanto duro sia l’incontro con la realtà.Ma non finisce qui. L’idea collettiva che questi lavori siano il massimo che la vita può offrire, solo perché garanzia di facili guadagni, induce alcuni genitori a minimizzare la dignità e l’importanza del vero lavoro “onesto e faticoso” che fanno per mantenere la famiglia, a sottovalutarsi. A buttarsi via.

Ed è proprio questo, uno dei mali della nostra società. Dobbiamo essere coscienti che non esistono lavori di serie A o di serie B. L’importante è che siano onesti. Un operatore ecologico ha la stessa dignità di un avvocato, un bidello di un professore, una cameriera di una commercialista affermata.Oggi sappiamo che purtroppo anche lo studio non garantisce più un lavoro degno di tale nome, e infatti la disoccupazione cresce, ma ogni tipo di occupazione, concepita nel pieno rispetto della persona, deve apparire agli occhi dei bambini, e anche degli adulti, un mezzo che permette di vivere con onore e quindi motivo di soddisfazione.Siamo, in estrema sintesi, di fronte a una favola ricca di insegnamenti, forse più adatta agli adulti e ai ragazzi piuttosto che ai bambini. Da leggere per riflettere e cercare di capirsi un po’ di più".


     Francesca Lulleri


Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)

 

 



Mondi di plastica tra pareti di plastica

Mondi di plastica tra pareti di plastica

Pubblicato il: 02-05-2011

Estate 2025: all’ombra della Piramide di Lambrate, i resti dell’Italia cuociono nel disinteresse della gente. Tra casa e lavoro, Fedele Innocenti percorre i tunnel pedonali cieco al mondo, fino a che il mondo non verrà a bussare alla porta.

Così si apre “Orizzonti di plastica”, romanzo a mosaico in cui ogni tessera è indifferente alle altre, eppure tutte sono legate tra loro. L’ambiente è quello di una ipotetica Italia del futuro prossimo, ormai alle soglie del disfacimento sia sociale che territoriale, dove l’unità nazionale resta solo sulla carta, mentre il paese si è smembrato in una moltitudine di regioni, province e comuni, indipendenti o quasi. Allo stesso modo, anche la popolazione è suddivisa tra centro e periferia, in rigide fasce di reddito; come le regioni, convivono senza quasi toccarsi. Il mondo oltre i confini è l’ignoto.

Mentre alcuni cercano di combattere questa apatia, sognando una rinascita, il dipendente esentasse Fedele Innocenti riceve un incarico dal suo superiore, un incarico che lo porterà a “toccare” altre persone e a scoprire cosa può nascondersi dietro il silenzio e l’incapacità di comunicare, una malattia che colpisce a volte anche chi ci è più vicino. Uno sguardo oltre i sottili confini di plastica, che la tv onnipresente ha costruito attorno a ognuno, in una società che crede senza vedere e vede senza credere.

Intanto, il mondo che l’Italia ha voluto dimenticare, chiusa nel suo paese dei balocchi, si prepara a una nuova mossa. Uno scacco matto?

Romanzo di fantascienza di una utopia distorta, ma soprattutto romanzo dell’incomunicabilità e del silenzio, che accompagna ogni gesto in una realtà troppo piena di rumori. Un futuro, forse, a noi più vicino e presente di quanto si possa pensare, tra parole non dette, verità false e un vertice della piramide che è sempre più lontano dalla sua base. Tanto lontano che, ormai, neppure lo si vede, tra le nebbie che avvolgono la grande città.

 

In un'apposita sezione del mio blog personale è possibile scaricare alcuni miei racconti brevi, in diversi formato e-book (PDF, EPUB, oppure MOBI). Tra questi, compare anche "Nel mondo della bolla", che è una sorta di breve modello per il romanzo "Orizzonti di plastica", da me pubblicato su questo sito: potrà darvi un'idea dell'ambiente e del tipo di storia.

 

Articolo pubblicato da Adriano Marchetti (blog personale - biografia e libri su CompraeBook.it)


Chi sono, in breve

Chi sono, in breve

Pubblicato il: 01-05-2011

Rimasto eternamente bambino, a 40 anni Fernando Bassoli continua ad aspettare l’arrivo di Goldrake sulla Terra, convinto che solo lui possa liberarci dal Male. Nel frattempo scrive e a volte pubblica.

Vive a Latina, città di Premi Strega, belle donne e mozzarelle di bufala. Ma anche di bufale in generale.
Libro preferito: La Storia di Elsa Morante
Autore preferito: Pier Paolo Pasolini
Disco: Mai sola mai di Marco Conidi
Cantante: Domenico Modugno, Mina
Gruppo: Beatles
Film: Arancia Meccanica
Attore: Jack Nicholson
Regista: Paulo Roberto Falcao

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


Grazie

Grazie

Pubblicato il: 10-04-2011

Un sincero grazie "generale", sia agli amministratori del sito che ai molti lettori che frequentano questi lidi.

Se a oggi i miei eBook hanno superato la soglia dei 600 download (l'ultimo appena pubblicato "La Signora dei Lupi" è quasi arrivato a quota 100 in meno di una settimana) è tutto merito vostro.

Un saluto,

Enzo Milano

 

Articolo pubblicato da Enzo Milano (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


La febbre del gioco: un nuovo, pericoloso virus sociale

La febbre del gioco: un nuovo, pericoloso virus sociale

Pubblicato il: 05-04-2011

Ho letto un bel pezzo di Angela Iantosca sulla rivista “Acqua & Sapone” di marzo 2011, opportunamente dedicato al dilagante fenomeno del gioco d’azzardo – nelle sue molteplici manifestazioni -. Negli ultimi anni, si è andato affermando come autentica novità/emergenza sociale, con tutte le controindicazioni del caso, vedi il sorgere della classica dipendenza psicologica e della tendenza all’indebitamento costante, pur disostenere i crescenti flussi di liquidità da investire (o sperperare?) nel quotidiano obolo da versare al demone del gioco. Un demone che parrebbe colluso con uno Stato che, a un certo punto della sua storia, ha rotto ogni indugio e si è affidato senza riserve a questo anomalo mezzo di finanziamento a carico dei cittadini italiani, la maggior parte dei quali mostra un’evidente assenza di spirito critico e una conseguente non capacità di controllare i propri istinti più elementari.

 

SEMPLICEMENTE UN VIZIO - Chiunque frequenti bar e ricevitorie varie conosce benissimo la natura compulsiva e i suoi meccanismi più elementari (la curiosità iniziale, la voglia di rifarsi, la competizione con gli altri giocatori, il conseguente circolo vizioso) alla base di tale nevrosi, che andrebbe studiata a fondo dai medici competenti, anche e soprattutto per individuare possibili terapie di disintossicazione atte a curare persone che forse sono molto sole, oltre che, molto spesso, in una situazione di oggettiva difficoltà economica.

 

CIFRE ALLARMANTI - I numeri parlano chiaro: il 92% dei “Gratta & vinci” prevede premi pari a 5 o 10 Euro. Cifre risibili, in modo – osserva puntualmente la Iantosca – “da creare la dipendenza dal gioco e spingere a comprare un altro biglietto”. Perché è proprio nel sorgere del legame psicologico morboso che si crea il problema. Ovviamente c’è anche chi ci guadagna: davanti a un fesso c’è quasi sempre un furbo. Già, perché dalla vendita dei 30 milioni di biglietti stampati lo Stato ricava qualcosa come 150 milioni di Euro, una cifra impressionante. 105 milioni vengono rimessi in circolo sotto forma di premi, mentre 45 milioni vengono incamerati da chi organizza la lotteria, cioè il banco. In realtà, anche gran parte dei 105 milioni ridistribuiti torna allo Stato, sotto forma di nuove giocate che non vanno a buon fine. Alla resa dei conti, i veri fortunati, cioè quelli che possono dire di essersi arricchiti, sono pochissimi. Di loro, però, si parla moltissimo, dato che finiscono in prima pagina. Fanno notizia! E anche questo meccanismo serve ad attirare clienti, cioè giocatori che, non si sa per quale motivo, si riversano nella ricevitoria della vincita fantasmagorica come se questa fosse garanzia di nuove supervincite. C’è poi un dato matematico in particolare, che dovrebbe fare riflettere: le probabilità statistiche di vincere il jackpot del Superenalotto con una sestina di numeri è una su… 622.614.630… Quasi impossibile! Eppure la gente partecipa in massa, da anni. Magari facendo debiti per comprare una quota di sistema, settimana dopo settimana, mese dopo mese…

 

L’INVOLUZIONE CULTURALE SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI – Anche l’analisi sociologica più superficiale applicabile a tale questione è desolante. Diamo uno sguardo all’Italia del 2011, un Paese indebitatissimo, messo in ginocchio non solo dalla crisi economica, ma anche da quella politica e morale degli ultimi decenni, ricco di contraddizioni, scandali e paradossi infiniti. E soffermiamoci a riflettere su quanto vediamo. Viviamo in un’epoca difficile, in cui la mancanza oggettiva di lavoro ben retribuito non permette di progettare un futuro. Tutti, chi più chi meno, si lamentano della precarietà in cui si trovano, e le forti tensioni internazionali di queste settimane (crisi libica) non lasciano certo ben sperare. Anzi, gli effetti sul prezzo del carburante e quindi sull’inflazione sono già preoccupanti. Eppure, in un contesto così misero, molte persone utilizzano i loro (pochi) soldi in modo completamente sbagliato: giocando d’azzardo, sfidando la sorte e riponendo speranze nella dea bendata - che in realtà ci vede benissimo – acquistando cioè biglietti da 5… 10 e perfino 20 euro quasi ogni giorno, oppure buttando via discrete somme per giocare con le micidiali slot-machines. Tutto questo in modo completamente patologico, nella generale indifferenza, o forse dovrei dire complicità.

 

I TEMPI ANDATI - Una volta era diverso. Esistevano giochi basati su una buona percentuale di ragionamento – ad esempio la schedina del totocalcio. Amatissima dagli italiani, finanziava le manifestazioni sportive -. I sistemi, sempre più raffinati, da quelli “ridotti” a quelli “a correzione di errore”, costicchiavano, ma dietro a quel gioco, che comunque era limitato alla domenica (non è una differenza di poco conto, dato che oggi, con le scommesse sportive, si punta ogni giorno), c’era un percorso logico anche piuttosto semplice, con varianti mirate a ridurre il rischio di errore: le mitiche doppie o triple, da riservare alle partite dall’esito più incerto. Ora, invece, molti disperati “nuovi poveri” si aggrappano al sottile filo delle lotterie di Stato che, facendo leva sul sogno piccoloborghese dei guadagni facili e quasi miracolosi, che cambiano completamente le carte in tavola, trasformando l’esistenza dell’individuo in maniera radicale. Ma forse pochi sanno che solo una piccolissima percentuale di tutti i biglietti di “Gratta e vinci” offrono premi in grado di cambiare la propria condizione economica.

 

L’ESPERIENZA DIRETTA – A chi non è capitato di notare persone di ogni età che passano ore ed ore a giocare con le slot-machine, magari nel bar sotto casa, cambiando di continuo in monete banconote da 20-50 euro come se nulla fosse? A chi non è successo di vedere persone comprare dei Gratta & vinci uno dietro l’altro e, dopo l’esultanza per una piccola vincita, spendere tutto in altri giochi? Oggi, in Italia, questi non sono casi isolati. E spesso queste persone sono le stesse che, quando incontrano un clochard per strada, che chiede aiuto economico, rispondono che sono al verde. Sono gli stessi che, se donano denaro per qualche nobile causa lo fanno di mala voglia. Sono quelli che magari rinunciano, o fanno rinunciare a qualcuno loro vicino, a beni di prima necessità, per sperperare lo stipendio, magari modesto, e inseguire “svolte” epocali che non arriveranno mai. È fin troppo facile prevedere che questa forma di follia collettiva è destinata ad aumentare ogni giorno di più, anche a causa della scarsa informazione al riguardo. Spendono 100 Euro, magari ne vincono 25 ma sono contenti perché pensano che se ne comprano altri due o tre potrebbero vincerne 100.000. E così spendono anche i 25 vinti. Certo, c’è anche qualcuno che ha davvero cambiato la sua vita spendendo pochi euro, non voglio negarlo. Ma è solo l’eccezione che conferma la regola che vuole (quasi) tutti inesorabilmente perdenti, perché è bello sognare, ma la realtà è tutta un’altra cosa. L’altro giorno mi trovavo in un locale. A un certo punto una slot ha scaricato una manciata di monete e il ragazzo che stava giocando, rivolto agli amici, ha commentato raggiante “Visto? Con 1 Euro ne ho vinti 100”. Peccato – per lui – che non abbia detto quanto aveva speso complessivamente prima di quella singola giocata…

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)

 


Un accorato ringraziamento....

Un accorato ringraziamento....

Pubblicato il: 11-03-2011

Sono appena approdata su questi felici lidi, e vorrei ringraziare di cuore il sito che ospita i primi due libri che ho pubblicato.
Ringrazio per la grandissima opportunità di poter rendere maggiormente visibili e fruibili a tutte le tasche, libri, che diversamente si riuscirebbero a vendere.

Purtroppo tanti piccoli editori approfittano dell'ingenuità, e della poca esperienze di autori emergenti, illudendoli di grandi vendite e distribuzioni che, alla fine, non avvengono!

Grazie anche per la possibilità di poter mettere il banner con il link diretto, sui blog.
 

GRAZIE!



Articolo scritto da Elena Paredi (biografia e titoli pubblicati


Oltre 1.000 copie scaricate

Oltre 1.000 copie scaricate

Pubblicato il: 06-03-2011

I due romanzi "Forza Ruby, spingi" ed "Infedele" hanno doppiato quota mille. Esattamente 1.038, stamattina.

Un buon successo, no?

 

Articolo scritto da Samantha Brass (Biografia personale)

 


Estratto dal libro “Eau de Paris” di Clemente Cipresso

Estratto dal libro “Eau de Paris” di Clemente Cipresso

Pubblicato il: 25-02-2011

Un volto maschile quadrigliato tra due mezze maschere che lo incorniciano..

Un gruppo di uomini fasciati di bende chirurgiche...

Un astronauta, nella sua tuta spaziale di gomma bianca, che danza con una donna severamente vestita di nero, ma a gambe nude; mentre, nello sfondo un incappucciato in tuta scarlatta esibisce l'ampio torace villoso..

Una "donna a striscie", dalla tuta di maglia zebrata e dal volto pure a striscie disegnate orizzontali. Una sorta di guerriero con la faccia ricoperta di lamince bronzee, e un ampio manto dorato ...E, ancora, un giovane paludato in una tunica blu notte, con grandi occhialoni da motociclista e un terzo occhio sulla fronte ...

Questi non sono che alcuni dei più gustosi camuffamenti, colti in un locale notturno dei nostri giorni, in una città come Roma, ma anche Milano o Londra. E, ho detto "camuffamenti" perchè non si tratta di indumenti carnevaleschi o scelti appositamente per una festa in costume, ma di comuni abiti serali, naturalmente indossati apposta per esibirli in un locale notturno, un "club 54" o una qualche discoteca.

Come si vede siamo ben lontani dai tradizionali pierrot, arlecchini, colombine, ma anche dalle più recenti e più utilizzate mascherature che sono sempre esistite e che si sono sempre ispirate a qualche elemento di folklore, della politica o della cronaca. Siamo invece, salvo l'ormai scontato astronauta, in un mondo di travestimenti che ha ben pochi legami con quello d'altri tempi,anche molto vicino a noi.

Cosa ci sorprende, insomma, in queste acconciature, spesso molto semplici, forse improvvisate, ma comunque singolari?

 

Articolo scritto da Clemente Cipresso sull'ebook "Eau de Paris"

Clicca qui
 per la video recensione di questo eBook 

 


Cerco opinionisti

Cerco opinionisti

Pubblicato il: 22-02-2011

Agli oltre 400 lettori dei due romanzi UN VOLO IMMENSO e IL FUOCO NERO MAI SI SPEGNE, chiedo di voler pubblicare su questo blog, il loro pensiero.

Articolo scritto da Romeo Romei

 



Due parole su "Passione"

Due parole su "Passione"

Pubblicato il: 17-02-2011

Passione è un racconto strano. Per molti aspetti.

Il primo è che si tratta di un racconto a tema (almeno apparentemente) sportivo, una tipologia di solito non molto apprezzata dal grande pubblico.

In secondo luogo, visto che siamo in Italia, se qualche pazzo si volesse cimentare nella scrittura di un racconto di tale genere, come minimo ci aspetterebbe una narrazione calcistica per sfruttare il traino che suscita tale sport nel nostro Paese.

Quando ho scritto Passione ho scelto di fregarmene di questi aspetti in quanto, almeno nelle mie intenzioni, il racconto narra soprattutto di un amore puro per un'attività, che nel caso di Giacomo, il protagonista, è appunto la pallacanestro. Lo sport diventa quindi pretesto e sfondo per raccontare un'avventura del protagonista e per approfondire il suo rapporto con questa passione che porta avanti fin da quando era bambino.

Sarei lieto di conoscere commenti e impressioni, positivi o negativi che siano, al mio indirizzo mail alessio.zavan@gmail.com

 

Articolo scritto da Alessio Zavan

 



ANTONIO COLECCHIA commenta ELEGIE D'AUTUNNO

ANTONIO COLECCHIA commenta ELEGIE D'AUTUNNO

Pubblicato il: 14-02-2011

Ho letto cose incredibili scritte da uomini straordinari./Ascoltato musica./Ho visto nascere mia figlia, meraviglia e mistero del mio mondo./Ho amato, ho fatto l'amore con te./Io c'ero e questo basta.

Elegie d'autunno. Poesie di Antonio l'Eresiarca, è una piccola raccolta di quattordici poesie edito da www.compraebook.it. Un euro e cinquanta di poesia, di poesia vera.
Una poesia a cui eravamo stati disabituati in un mondo dove "sesso, potere e denaro hanno sostituito amore, etica, ideologia."

 
Un piccolo scrigno di componimenti dove si mette a nudo tutta la nostra interiorità, la voglia di amore e il mistero vita.
Una poesia profonda nella sua essenziale semplicità.
Un poesia che esprime pathos ed emozioni e riporta a quello che è la realtà del valore umano.

 
Poesie che esprimono anche sensazioni e situazioni estremamente personali ed intime ma universalmente valide che vengono rese con naturalezza e sentimento senza mai scadere in volgarità o morbosità sessuale.
Durante la loro lettura ci astraiamo dalla cancrena falsa e mediatica di cui subiamo continuamente il bombardamento psicologico.
Ritroviamo noi stessi, con le nostre angosce, paure, desideri, passioni e la nostra volontà di capire, di apprendere.

 
Occorrerebbe solo un poco di attenzione per abbandonare quel treno su cui ci stanno "deportando", dove l'apparire conta più dell'essere.
Dove gli unici scopi della vita diventano: potere, denaro, sopraffazione.
Un modello sociale che stanno tentando di imporci violentandoci ogni giorno in modosubdolo e strisciante con il quale si spacciano per progresso ed emancipazione, l'arrivismo, la volgarità, la violenza fisica e morale.


L'autore ha scelto lo pseudonimo Eresiarca forse proprio perché in questo mondo impazzito, l'amore, l'etica e l'umanità sembrano eresie o forse anche perché ci portano a vergognarci delle nostre emozioni per cui dobbiamo nasconderci con uno pseudonimo per non essere additati come deboli ed inetti o peggio ancora per non subire conseguenze e discriminazioni.
Certo che il modello di libro elettronico è forse quanto di più moderno e innovativo offra il mercato editoriale, sicuramente il più immediato ed economico, anche se a volte si perde quel quid del contatto della carta, dell'odore degli inchiostri che indubbiamente accresce il fascino poetico di un libro.  Ma il fine giustifica il mezzo... Sicuramente sarebbe rimasto dimenticato e nascosto fra la polvere, fra i sempre più esigui e irraggiungibili scaffali di poesie che riusciamo ancora trovare nelle librerie.


Dello stesso autore, sempre edito da www.compraebook.it, Nessuna tolleranza per il silenzio.

 

Articolo scritto da Antonio Colecchia www.whipart.it  


INFEDELE

INFEDELE

Pubblicato il: 11-02-2011

Infedele e Forza Ruby, spingi stanno andando molto forte, oltre le aspettative. In poco tempo quasi settecento copie è notevole.

Ci manca il vostro giudizio. Scrivete che ne pensate di questi due racconti.

 

Articolo scritto da Samantha Brass (Biografia personale)

 



Facce da Feisbuk - Il primo libro comico su Facebook

Facce da Feisbuk - Il primo libro comico su Facebook

Pubblicato il: 07-02-2011

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Facebook gli utenti italiani nel mese di dicembre 2010 erano 18 milioni circa, ovvero un quinto della popolazione italiana[1].

Lo scopo primario di “Facce da feisbuk” è quello di smaliziare l’utente medio e quindi suggerirgli consigli e strategie per una serena navigazione. Altro obiettivo è quello di offrire una visione d’insieme del social network più diffuso nel nostro paese, facendo ricorso ad una satira accattivante e facilmente comprensibile. Senza accorgersene gli utenti si ritroveranno a ridere dei loro amici e persino di loro stessi!  Fingendoci ingenui utenti alle prime armi abbiamo creato ex novo profili che fossero il più neutri possibili e siamo partiti alla ricerca dei fenotipi più pericolosi e “infestanti”. Nel giro di pochi mesi abbiamo così ottenuto un catalogo di persone talmente vario da permetterci l’individuazione in esso di gruppi o categorie con cui meglio identificare i contatti stessi. Ciascun modello è stato trattato separatamente mostrando per ognuna delle funzioni (profili; chat; notizie; messaggi; etc.) le caratteristiche che lo rendono “tipico”.

Si offre dunque, in definitiva, una divertente carrellata dei tipi psico-sociologici presenti in Facebook di cui vengono messi in luce i tratti tragicomici. Il risultato è uno spaccato, oltre che del social network più diffuso nel nostro paese - specularmente- anche della nostra società.

Il presente libro, strutturato come un trattato sociologico, contiene una forte dose umoristica. Il linguaggio utilizzato è talvolta informale ed il lessico di cui ci siamo serviti è comune, anche se non manca una certa dovizia di particolari nelle descrizioni dei tipi. Talvolta si è ricorso anche all’uso di neologismi partoriti dalla generazione contemporanea, i cui rappresentati - che abbiamo classificato come “bimbominkia”- sono prevalentemente consumatori insani di: social network; grande fratello e  playstation.

Il target a cui “Facce da feisbuk” si rivolge è molto ampio e variegato in quanto corrisponde al bacino degli utenti iscritti al social network in questione e riguarda dunque, tanto gli adulti quanto gli adolescenti. Essendo inoltre Facebook utilizzato quasi in ugual misura da uomini e donne, il target di nostro interesse non dimostra sostanziali differenziazioni di genere[2].   

Nel libro sono presenti le bislacche biografie dei due “autori” che - come sarà facile notare - sono chiaramente degli pseudonimi caricaturali. La scelta di utilizzare gli pseudonimi nasce dall’esigenza di celare la vera identità degli autori, in quanto il “materiale umano” di cui ci siamo serviti è rigorosamente autentico, come sono autentiche tutti i documenti che abbiamo raccolto e riportato fedelmente nel testo.

Articolo scritto da Ernesto e Gaya (biografia)


[1] Cfr. I dati forniti dall’Osservatorio Facebook: http://www.vincos.it/osservatorio-facebook/

[2] Secondo l’Osservatorio Facebook gli utenti del social network sono per il 45,7 % donne e per il 53,3% uomini. Riguardo all’età i dati più rilevanti riguardano - per le donne - la fascia che va dai 19 ai 24 anni (con 1.769.340 utenti); per gli uomini invece tocchiamo il picco più alto nella fascia di età tra i 36 e i 45 anni (con 1.802.680 utenti). 

 

 



Videopresentazioni

Videopresentazioni

Pubblicato il: 07-02-2011

Eccovi la presentazione di tutti i miei ebook, grazie alla pazienza della lettrice, la giovane autrice sarda Francesca Lulleri, con la quale ho firmato anche l'ebook Racconti Anarchici, che potete trovare in questo sito...

Buona visione.

http://www.youtube.com/watch?v=0jpTO2MZFbo

http://www.youtube.com/watch?v=VPqKcMZJQw0

http://www.youtube.com/watch?v=DmF8EQmGRQ0

http://www.youtube.com/watch?v=Cm9suT7m1gM

http://www.youtube.com/watch?v=b4TEWsR-Dqo

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)



Invito ai lettori

Invito ai lettori

Pubblicato il: 01-02-2011

Farà piacere a tutti noi se i lettori pubblicassero il giudizio sulle pubblicazioni.
Avanti, fate la critica a quello che avete letto.

 

Articolo scritto da Samantha Brass (Biografia personale)

 



Grazie ai lettori

Grazie ai lettori

Pubblicato il: 01-02-2011

I due racconti di Samtanha Brass hanno appena superato le cinquecento richieste. 511, pochi minuti fa per l'esattezza.

Articolo scritto da Samantha Brass (Biografia personale)

 



Salve a tutti

Salve a tutti

Pubblicato il: 26-01-2011

Dire scrittore è forse osare oltre i miei limiti per cui mi definisco apprendista scrittore e ringrazio tutti coloro che crederanno in me sia chi già mi conosce e chi ancora no.

Io ora vivo a Novara per motivi lavorativi ma originario del trentino e cresciuto a Roma per cui mi definisco cittadino d’Italia.
Mi sono avvicinato al mondo della scrittura da un poco di tempo e ora sto provando questa avventura.

Non sono nè un giornalista e nè un guru del settore ma credo che se qualcosa succede o qualcosa ci passa per la testa perchè non vale la pena di raccontarla?

Per chi è interessato a sapere qualcosa in più di me e leggere cosa scrivo vi aspetto sulla mia pagina facebook:

http://www.facebook.com/pages/Pensieri-in-scrittura-di-Luca-Strano/

 

 

Articolo scritto da Luca Strano (biografia personale)

 

 



Non se ne può più

Non se ne può più

Pubblicato il: 25-01-2011

Sembra che il futuro degli italiani, ricchi e poveri, sia la storia vivente delle avventure di S.B.

Speriamo non sia come BEAUTIFUL, diecimila puntate di batti e ribatti con le stesse banalità. Silvio, facci un favore, dacci un taglio. Fatti una bella vacanza, magari una crociera con quei finanziamenti in dodici comode rate, che le paghi e non te ne accorgi. Portati Rubi, Patrizia, la Macrì, portati chi ti pare, sai quanto ce ne frega.

Noi intanto ci riorganizziamo e mandiamo avanti l'Italia anche senza di te.
Quando torni facciamo una bella festa.
Paghiamo noi
.

 

Articolo scritto da Romeo Romei

 

 

 



Contro la censura in biblioteca

Contro la censura in biblioteca

Pubblicato il: 25-01-2011

In merito all'iniziativa lanciata dall'Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, ecco la lettera inviata il 19 gennaio scorso dall'Associazione Italiana Biblioteche al Presidente della Regione Veneto e al Presidente della Provincia di Venezia.

Al Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia Palazzo Balbi – Dorsoduro 3901 30123 Venezia

Al Presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto Palazzo Ca’ Corner, San Marco 2662 30124 Venezia

Egregio Presidente,
sono venuto a conoscenza dalla stampa dell’intento, da parte di un suo Assessore, di intraprendere iniziative volte a eliminare dagli scaffali delle biblioteche civiche e scolastiche del territorio tutti i libri i cui autori firmarono nel 2004 una petizione a favore di Cesare Battisti. Desidero pertanto sottoporre alla Sua attenzione la posizione dell’Associazione Italiana Biblioteche.

L’Associazione esprime la propria solidarietà e vicinanza ai parenti delle vittime. In uno stato di diritto sorretto da istituzioni democratiche e da una società libera e aperta, chiunque sia condannato a quattro ergastoli con sentenze passate in giudicato deve scontare la propria pena. In democrazia, tuttavia, non sono ammissibili liste di proscrizione, censure, divieti espliciti o impliciti di accesso ai documenti della biblioteca.

Immaginare provvedimenti di questo tipo, oltre che violare la nostra carta costituzionale, produrre un imbarbarimento del nostro vivere civile e costituire un precedente gravissimo, rischia di danneggiare gli stessi sacrosanti tentativi di far estradare nel nostro paese Battisti. Questo tipo di iniziative è in netto contrasto con le finalità della biblioteca pubblica, che è strumento essenziale per la democrazia solo se viene garantita la pluralità delle opinioni e l’accesso senza filtri o pregiudiziali ideologiche “a ogni genere di conoscenza e informazione”, come recita il Manifesto UNESCO per la biblioteca pubblica. Intraprendere azioni simili implica anche una sorta di dichiarazione di sfiducia nei confronti della società civile e dell’intelligenza dei cittadini, che evidentemente non sono ritenuti in grado di formarsi un giudizio critico sulla questione senza un intervento censorio da parte delle istituzioni. Le biblioteche sono l’emblema stesso della libertà e della democrazia, sono un patrimonio di tutti. La censura è la negazione delle ragioni per cui le biblioteche vengono finanziate dalla collettività. A nome dell’Associazione Italiana Biblioteche mi appello a Lei e alla alta carica istituzionale che ricopre affinché impedisca ogni intervento che miri a limitare direttamente o indirettamente l’accesso alle collezioni e ai documenti delle biblioteche.

Nell’anno che celebra il centocinquantesimo dell’unità d’Italia l’Associazione Italiana Biblioteche si augura che vengano evitati provvedimenti illiberali e che prevalga piuttosto il rispetto per il nostro vivere civile e democratico.


Confidando sulla sensibilità per le questioni di libertà e democrazia che La contraddistingue e su una risposta positiva a questo appello, Le porgo distinti saluti.


Il Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche
Prof. Mauro Guerrini

 

 

Articolo pubblicato da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)
(da Nazioneindiana)

 

 

 



Le Escort

Le Escort

Pubblicato il: 22-01-2011

Berlusconi ha portato effettivamente tante novità nel Paese. Da quando è salito alla ribalta, il mondo non è più lo stesso.

Anche se adesso sta avviandosi al declino politico e mediatico, che coincidono con il calo progressivo delle sue condizioni fisiche e mentali, marca con etichettature smaglianti le cose banali. Quello che tocca diventa eclatante.

Una volta quelle femmine che si prostituivano per soldi si chiamavano mignotte. Lui le ha nobilitate con una etichetta smaltata e lucida: Escort.
Ma tu come ti guadagni da vivere ? Prima ti vergognavi ed inventavi menzogne di fortuna. Oggi, grazie a Silvio, puoi rispondere orgogliosa: Faccio la escort. Vuoi mettere?

Il Berlusconismo è stato questo. Chiamare le solite puttanate con un nome diverso.
Come il contumace vigliacco, oggi si chiama "legittimo impedimento".

 

Articolo scritto da Samantha Brass (Biografia personale)

 

 

 


Sulla morte di Berlusconi

Sulla morte di Berlusconi

Pubblicato il: 21-01-2011

Deve essere una strana sensazione: possedere tutto quel potere, tutte quelle ricchezze e sapere di doverle lasciare.

‘A livella, diceva un vero grande: Totò.
Forse la vera consolazione dei veri poveri è che vanno incontro alla signora Morte con maggiore serenità.
Per molti è una liberazione.


Articolo scritto da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)

 

 



Berlusconi & Puttanopoli

Berlusconi & Puttanopoli

Pubblicato il: 19-01-2011

A volte, magari la sera, prima di scivolare nel sonno, mi sorprendo a domandarmi come diavolo farò, tra 20 o 30 anni, a spiegare a figli o nipoti, ai quali avremo consegnato un Paese impresentabile e superindebitato, cos’è stata, in concreto, l’Italia berlusconiana. Non sarà facile, amici lettori, perché le loro domande saranno, inevitabilmente “Perché non ve ne liberavate? Perché non si dimetteva?”. Forse la risposta più veritiera sarà: “Perché eravamo una massa di stronzi.” o un più dimesso “Perché era tutto inutile”. Oppure: “Perché non c’era un’opposizione all’altezza della situazione”. Ma la cosa peggiore è che ormai ne abbiamo viste talmente tante, che viene il dubbio che Mr. B., tra 20-30 anni, possa essere ancora lì, alla faccia nostra.

IL FENOMENO BERLUSCA - Oggi è diverso, sappiamo tutti di cosa parliamo e c’è ben poco da spiegare: volenti o nolenti, abbiamo imparato a sondare le sfumature del berlusconismo, un micidiale sistema di potere che si autoalimenta, perché poggia sulla costante e sicura grancassa di una pletora di Media amici. Un sistema di potere che è ogni giorno più ricco. E noi ci siamo in mezzo fino al collo, anche se tante cose sarebbe forse meglio non saperle, come appunto la “vicenda Ruby”. In realtà è riduttivo definirla così: sempre che i fatti contestati dalla Magistratura vengano provati, le dorate stanze del potere venivano frequentate, non sempre in posizione verticale, non da una singola donna, ma da una variegata fauna umana dai labili equilibri interiori, incline alla compravendita di anime e corpi. Penso a quelle serate e, chissà perché, la prima immagine che mi salta in mente è la celebre opera “Guernica” di Picasso: uomini e bestie insieme, ammassati, tori e relative vacche più vittime che attori di una macabra, surreale danza di morte. Penso a quella tela, più che alle scene del film di Kubrick (la famosa orgia nel castello) che molti stanno rispolverando in queste ore. Ore nelle quali non vi è chi non senta il bisogno di inginocchiarsi nel buio, per sbirciare dal buco della serratura e cogliere l’indicibile, nemmeno fossimo scivolati in un filmetto anni ‘80 con Alvaro Vitali e la Fenech, attenzione: nuda sì, ma non volgare, sotto la doccia. Perché gli italiani, gelosissimi della loro privacy, quando si tratta del diritto alla riservatezza degli altri non fanno sconti. Non si accontentano di venire a conoscenza di eventuali rapporti sessuali più o meno consumati. Vogliono le prove, manco fossero loro, i giudici. Pretendono di ascoltare le intercettazioni, vedere le foto delle prescelte a corte, conoscere i retroscena del Bunga Bunga, respirare olezzi segreti ed estrapolare varianti proibite augurandosi, forse, di ritrovare nel reale certe pagine di De Sade, che devono averli molto turbati. Vogliono il sangue, fino all’ultima goccia. E non è tutto. Chiedono le cifre, i tariffari delle prestazioni – “300 Euro a pxxxxxo!” -, magari rubate al pettegolo dell’ultim’ora, che svela chi si e chi e dove e alla presenza di quali spettatori compiacenti… Cos’è, tutto questo, se non lo Schifo assoluto? Cos’è tutto questo, se non la mercificazione più sottoculturale possibile della dignità della figura femminile? È necessario spiegare perché? Eppure, a ben guardare, anche questo ambaradam è poca cosa rispetto alla complessità delle molteplici faccende entrate, negli anni, nell’orbita del fantasmagorico pianeta Berlusconi: solo l’ultimo anello di una catena di vicende che avrebbero fatto arricchire qualsiasi romanziere.

GLI INIZI - Tutto cominciò dall’inchiesta di Tangentopoli. Ricordate Antonio Di Pietro, fasciato dall’allora inseparabile toga, che puntava l’indice accusatorio contro mezzo mondo? Chi di noi non ha creduto/sperato d’essere giunti a un punto di svolta finalmente positivo per l’Italietta demosocialista del Caf? E invece proprio ciò che doveva affossare Berlusconi è diventato, paradossalmente, la fortuna di un grande imprenditore del nord, improvvisamente obbligato dalle circostanze a “scendere in campo”, per salvare il salvabile, ad accettare i rischi della competizione politica ai massimi livelli di responsabilità. Una sfida vinta alla grande, anche grazie a capacità di autopromozione indiscutibili e a slogan populisti che oggi ci farebbero ridere – se non ci facessero piangere – come: “Un milione di posti di lavorooo…”, ma anche grazie a un’invasione di manifesti, lettere, volantini, spot televisivi che non tutti potevano permettersi…

ASPETTARE LE CONDANNE – Sul caso Ruby il giudizio dello scrivente resta però sospeso, perché è comunque necessario, almeno per noi cittadini, rispettare i principi della Costituzione ed essere quindi garantisti fino in fondo, cioè fino a quando non scenderà il definitivo sipario su queste vicende, vale a dire quando una sentenza definitiva, emessa dal competente giudice, stabilirà, una volta per tutte, come sono andate davvero le cose, accertando le singole responsabilità penali. Oggi è troppo facile criticare un uomo che, ci piaccia o no, governa l’Italia per il semplice fatto che gli italiani gli hanno dato i voti necessari. Il punto più dolente è un altro: sono anni che molti osservatori vanno urlando/scrivendo contro Berlusconi parole al curaro, e per vicende ben più gravi delle scopatine a pagamento ipotizzate a carico dei soggetti coinvolti a vario titolo in un’inchiesta che diventerà – ahinoi - il tormentone delle prossime settimane, eppure il Paese non ha saputo costruire un’alternativa credibile e soprattutto sostenibile in concreto, per tentare quel riscatto, quell’elettrochoc collettivo del quale avremmo avuto tutti bisogno per resettare i disastri visti negli ultimi 15 anni: disastri economici infiniti, con un esercito di precari che campano alla giornata e padri di famiglia che finiscono a spasso da un giorno all’altro, mentre i loro figli vivono “a rate” e forse nemmeno capiscono quale fossa si stanno scavando con le loro stesse mani; disastri culturali di gravità inaudita, con giornali asserviti al potere, autentiche veline del potente finanziatore di turno, e un sistema televisivo che propone trasmissioni che andrebbero bene per un pubblico di cerebrolesi, con tutto il rispetto per i cerebrolesi, ma anche una scuola che propone di tutto e non lascia in mano nulla di veramente utile, che renda giustizia ai sacrifici affrontati da intere famiglie per accompagnare un figlio alla laurea.

SCENARI GIA’ VISTI – Può, uno che si considera il Ramses del terzo millennio, avere paura di quello che deve apparirgli come un misero scandaletto, cioè Puttanopoli? Può l’uomo di Hardcore pensare di perdere parte del suo enorme potere proprio a causa della sua sbandierata esuberanza di latin-lover? No, e infatti il semidio è ancora lì, sorridente e pronto alla battuta. “Io mi sto divertendo.” ha detto, anche nel giorno, dolorosissimo, dell’ennesimo militare caduto nel nuovo, assurdo Vietnam, di una guerra/missione di pace che non ha più senso combattere: quella in Afghanistan. C’è chi invoca le dimissioni del Premier. Ma quante volte abbiamo sentito questo disco? Quante volte lo abbiamo visto all’angolo, vacillare sotto i colpi bassi dei pochi media nemici o gli avvisi di garanzia da infarto, che non lo hanno neppure scalfito? Quest’uomo è sopravvissuto a tutto e di più, ha incassato perfino la separazione dalla moglie senza battere ciglio e ricevuto un pesante oggetto in faccia (ricordate Tartaglia, vero?). Be’, dopo 20 secondi era già in piedi, col viso insanguinato, pronto alla pugna. E ora dovrebbe farsi da parte, per qualcosa che non può fargli che il solletico? No, levatevelo dalla testa. Berlusconi non si dimetterà mai e continuerà a proclamarsi vittima di cervellotici complotti comunisti. Con questa Sinistra, non c’è da meravigliarsi: se non hai avversari, vinci facile.

 

Articolo scritto da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)




Della pericolosità di certi ministri

Della pericolosità di certi ministri

Pubblicato il: 17-01-2011

Secondo certi nostri ministri, lauree come Scienze della comunicazione, tra le preferite dei giovani, sono poi inutili per trovare lavoro.

In questo vergognoso tentativo di imporre nella mente dei giovani la diabolica equazione laurea = posto di lavoro (e basta, come se la conoscenza fosse inutile) si colgono i germi di un progressivo sfacelo socioculturale che va prevenuto attraverso un buon uso dello strumento voto. Del resto di cosa vogliamo meravigliarci? Quando un Tremonti spara che “con la cultura non si mangia” è chiaro che siamo alla frutta.

Io sono stato iscritto a Sociologia, e ne sono ben felice: lì ho conosciuto le migliori persone di questo mondo, che ancora rimpiango, poi sono passato a Giurisprudenza, avevo la fidanzata a Ingegneria e quando dovevo studiare andavo a Lingue perché c’era meno casino. Per ripassare con un amico mi sistemavo nelle aule di Scienze politiche. Se avevo un bisogno fisiologico urgente, andavo nei bagni di Farmacia, che erano più comodi e più puliti :-) Ecco, secondo me, questo significa vivere l’università a 360 gradi.

Questi politici hanno una visione LIMITATA, ELEMENTARE, RIDICOLA dello studio e della cultura, di questo tipo:
studente di legge —> avvocato;
studente di matematica —> insegnante;
studente di filosofia — filosofo :-)

Ma a chi siamo in mano??? Perché non dicono, piuttosto, che non sono capaci di rilanciare l'economia e di creare nuovi posti di lavoro - dato che è questo che vogliono? - in una fase storica nella quale la disoccupazione sta vertiginosamente aumentando?

 

Articolo scritto da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


 


UN INVITO ALLA RIFLESSIONE...

UN INVITO ALLA RIFLESSIONE...

Pubblicato il: 12-01-2011

Giada e Giulia sono due donne. Per strani casi della vita si ritrovano ad amarsi. Ma non è questo l’importante. Potrebbero essere tranquillamente due uomini, o semplicemente un uomo ed una donna. I giochi psicologici, i traumi, gli scambi di affetto e sesso sono gli stessi. Non si inventa mai niente nella storia. Si riscrivono copioni e si fondono sessualità. Una visione minimale, lucida ed a volte pessimistica della società ma soprattutto della razza umana è il leitmotiv del libro attraverso la storia di due persone che si amano, alla loro maniera, giusta o sbagliata che possa sembrare agli occhi del lettore. Nel libro si raccontano i rapporti che si possono creare tra le persone, i cambiamenti che ci obbligano a fare certi incontri.

Tanto è stato scritto e, forse, tanto poco si è capito sulla questione amorosa.

E’ vero che l’amore esiste? Od è solo la nostra proiezione? L’amore finisce? Si può trasformare in qualcosa di diverso e magari migliore? Tante domande a cui queste due donne cercano di dare una loro personale e passionale risposta.

UN MONDO, DUE DONNE il mio primo libro

Facebook: Alessia Massimiliano e fan page UN MONDO, DUE DONNE

Twitter: Alessiamax

Mi piacerebbe dare dei messaggi, comunicare. Non sono qui per farmi pubblicità, ma per cercare di rimettere in moto la ragione, tutti insieme. Risvegliare passioni e distruggere i vecchi feticci di una società ormai allo stremo... Sono un pò Peter Pan e un pò Don Chisciotte. Lasciatemi sognare ancora un pò, per sopravvivere...

 

Articolo scritto da Alessia Massimiliano (biografia e pubblicazioni)

 

 


Premessa all'eBook NESSUNA TOLLERANZA PER IL SILENZIO

Premessa all'eBook NESSUNA TOLLERANZA PER IL SILENZIO

Pubblicato il: 09-01-2011

Il paese che oggi appare anche agli occhi di chi del mondo ha una visione rassicurante, acriticamente e ipocritamente ottimista è un’Italia che ha sacrificato la sua molteplice ricchezza interiore, rinunciando a sogni, passioni e progetti per diventare lo strumento di un ingranaggio dove la mobilità sociale ed economica è annullata.

Profondamente mutata nelle sue strutture e nei suoi ideali, l’Italia ci ha trasformato in pochissimo tempo in una massa di persone frustrate, incattivite e incanaglite dalla maleducazione generalizzata, sommersi da un cumulo d’idiozie e da una pubblicità asfissiante in un mondo effimero e istantaneo, irremovibilmente risoluto a confondere tutto con tutto.

In questo paese privo di regole ci accompagna un perenne stato di nervosismo e d’insofferenza che dilaga nella legittimazione del cinismo, propiziato dalle sfavorevoli condizioni economiche e sociali e favorisce l’imporsi di una forma d’imperturbabile egoismo; assistiamo immobili al disarmo della società civile, alla caduta dello stato sociale, dove cresce il numero di chi è escluso da un tenore di vita accettabile (almeno secondo i livelli dell’occidente industrializzato); non percepiamo le premesse di gravissime tensioni e conflitti che non si risolveranno in amene passeggiate collettive con bambini e disabili in carrozzella della cui inutilità i partecipanti sono perfettamente consapevoli; ignoriamo lo stato di precarietà endemica, principale strumento di dominio, che rende tutto il futuro incerto e impedisce quel minimo di fede e di speranza necessaria per ribellarsi.

Siamo un popolo piatto che crede di volere ciò che i governanti ritengono di volta in volta più opportuno, una condivisione di umori, preferenze, stili di vita tra chi comanda e chi elegge. Incapaci di resistere alle pressioni soft e colloidali del potere mediatico, di contrapporre un pensiero critico alla fabbrica delle opinioni. Vittime dell’accidia e della delusione, gettiamo le armi davanti ad un totalitarismo che non si affida più alle ideologie forti, ma alle gelatinose ideologie deboli, promosse dal potere della comunicazione.

Silvio Berlusconi, nel suo discorso della discesa in campo, spiegava che il suo sogno era quello di una società libera ... dove non ci sia la paura, dove al posto dell’invidia sociale e dell’odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l’amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.

Sorridere, non porsi a muso duro al mondo.

Conformarsi alle attese, preferire i comportamenti socialmente condivisi. Credere di vivere in una società ideale dove le condizioni migliorano continuamente e dove tutti i desideri possono essere appagati. Fingere che l’intero mondo sia tranquillo e in pace, facile e comprensibile, godibile e riparabile, protetto da una cappa di scienza amica e tranquillizzante e da un’imperturbabile cortina fun.

Una dinamica sudditanza in cui si avverte il sapore di una resa, la rassegnazione alla sottomissione soddisfatta.

Molti hanno lottato per mantenere l’esistenza di un mondo comune contro chi assolutizzava un presente puntiforme in cui poter pensare al proprio tornaconto personale senza riuscire più a immaginare qualcosa in comune con gli altri. Pochi hanno mantenuto il diritto di indignarsi credendo ancora in quell’utopia di riscatto sociale e civile sorretta dalla malinconica consapevolezza del disincanto.

Utopia significa non arrendersi alle cose così come sono e lottare per le cose così come dovrebbero essere... il disincanto è una forma ironica, malinconica e agguerrita della speranza, scrive Claudio Magris in un suo breve saggio.

Ma oggi religioni, filosofie, sistemi di valori e concezioni politiche sono allineate sui banchi di un supermercato e ciascuno prende da un ripiano o dall’altro gli articoli che gli pare secondo la moda del momento.

Questa società è ormai divisa tra la ricerca della felicità privata e il degrado pubblico, insidiata da una guerra civile molecolare, da una selvaggia atomizzazione che va sostituendo obiettivi di efficienza a obiettivi di giustizia ed equità. Un sistema dove l’uomo è capace solo di rivendicare se stesso senza dare nulla in cambio quando la posta in gioco è la salvezza dall’eliminazione [1], il non ritrovarsi tra gli scarti.

E’ l’estetica del consumo affluente e dello spettacolo che condiziona le nostre vite, le nostre vitette.

Educati al consumo e travolti dal delirio consumistico, dovremo accontentarci di surrogati. Nella sterminata palude in cui annaspano, le vittime della società dello spettacolo non potranno opporre nessun’altra visione del mondo per mancanza di cultura o di motivazioni ideali, stracciate da questo gioco al ribasso che opera affinché la loro personalità non si sviluppi.

E’ il divertimento istituzionalizzato a condurre il gioco colluso con la semicultura amministrata dai media; è il divertimento, la vita carnevalizzata, il modello con il quale necessariamente occorre presentarsi al mondo.

L'Italia che attraverso il divertimento diventa tragica. E’ la società dell’applauso e del melodramma istituzionalizzato.

In queste condizioni forse rimane il diritto-dovere di non restare silenziosi, di non soccombere alla brutalità della prassi, di approfittare di ogni occasione per esprimere quell’ultimo agonizzante dissenso, ampiamente motivato, nella speranza di essere ancora selvaggiamente animali e sublimemente intellettuali tanto da lasciare la porta aperta sul futuro.

Reagire, non solo alle circostanze della vita concreta ma alle parole e alle immagini che i media ci costringono a vedere e ascoltare, ricollocandosi su uno sfondo diverso dove la lacerazione dell’esistenza vissuta e patita senza veli, crea un’insopprimibile necessità di riscatto.

Ogni generazione, meditando la Storia, ha preso coscienza del proprio mondo: noi non l’abbiamo ancora fatto ma continuiamo a girare su noi stessi senza tregua per procurarci piccoli piaceri volgari.

E’ urgente, invece, un’inversione di rotta nel comportamento dei singoli anche a costo di negare o limitare i propri interessi.

Molti non lo sanno, ma il problema attuale è che la futura generazione, che avrà una nuova e più matura visione del mondo, non ci perdonerà i danni che le stiamo arrecando.      

Antonio L'Eresiarca   (libro "Nessuna tolleranza per il silenzio")                                                                                                                                                                                                                                                                                         

 

 

 

 

 

 


[1] La società come il Grande Fratello (o il Grande fratello specchio della società) in cui il compito dei concorrenti consiste esattamente nel tentare di restare in gioco e cacciare gli altri... se non ci riescono, vengono cacciati fuori da quelle stesse persone da loro risparmiate o che non hanno fatto in tempo ad eliminare.

 

 

 

 


Grande successo

Grande successo

Pubblicato il: 04-01-2011

"INFEDELE" e "FORZA RUBY, SPINGI" , sono due brevi racconti erotici che stanno ottenendo un grandissimo successo dai lettori di questo E-Editor.

Qual'è il segreto di questo collettivo interesse ?


2011, anno nuovo problemi vecchi

2011, anno nuovo problemi vecchi

Pubblicato il: 31-12-2010

Il fondo firmato da Ernesto Galli Della Loggia sul Corsera del 30 dicembre 2010, “Un disperato qualunquismo”, nel suo crudo realismo, ha avuto il merito di aprirci gli occhi su quelle che sono le reali prospettive di uno strano Paese chiamato Italia per l’anno entrante: questo 2011 pieno di incognite per le famiglie e soprattutto per le imprese.

Ormai sfogliare le pagine di qualsiasi quotidiano è diventato il modo migliore per cominciare la giornata all’insegna del pessimismo cosmico. Micidiale, in tal senso, la chiusura del pezzo: “Per l’Italia è forse iniziata una corsa contro il tempo, ma non è affatto sicuro che ce ne resti ancora molto”.

AMARE VERITA’ CHE FANNO MALE – Nella sostanza, però, il ragionamento proposto non fa una piega. Tutto maledettamente, tragicamente vero: dall’indifendibile sistema scolastico – che ha portato in piazza decine di migliaia di giovani, che protestavano contro la riforma Gelmini, peraltro con scarsa cognizione di causa – alla burocrazia fallimentare di qualunque ufficio pubblico…

Dalla giustizia differita nei secoli alla mafia/camorra/’ndrangheta e chi più ne ha, più ne metta spadroneggiante in ogni regione italiana…

Dal degrado delle periferie – e non solo – di qualsiasi città dell’ex Belpaese ai trasporti degni di un film del ragionier Fantozzi, icona perfetta dell’italiano medio…

Dagli acquedotti-scolapasta all’abbandono colpevole di qualsiasi sito o attività comunque legata alla Cultura, Pompei docet…

Dalle tasse sempre più opprimenti all’evasione generalizzata delle medesime, fino alla corruzione tangentista come consuetudine, che si tratti di appalti o concorsi non fa differenza… non ci facciamo mancare niente.

Sembra proprio che questo penoso 2010 abbia consegnato ai posteri non un moderno Stato democratico in una fase di transizione, ma un soggetto per il prossimo film di Dario Argento, nel quale la condizione naturale dei giovani è venire classificati tra i disoccupati o, al massimo, tra i precari. E il vero dramma è che, per quanto ci si sforzi, non si può non essere d’accordo. Tutto verissimo, anzi, c’è pure dell’altro.

SERVE UNA NUOVA POLITICA CREDITIZIA - Nelle scorse settimane, ad esempio, la Regione Lazio ha citato in giudizio ben 11 gruppi bancari, chiedendo un risarcimento di 82 milioni di euro (più interessi) in relazione ai cosiddetti costi occulti addebitati sulle operazioni del periodo 1998 – 2007. Questo sì che è un bel problema, del quale i giornali non parlano abbastanza.

Il fatto che un Galli Della Loggia, tra tante disgrazie, abbia dimenticato di soffermarsi sulla questione delle dinamiche bancarie migliori in un momento tanto difficile mi pare assai significativo e preoccupante.Evidentemente il problema della difficoltà di accesso al credito è ancora sottovalutato. Un problema che personalmente, da figlio di imprenditore, conosco molto bene.

Credo servirebbe, ad esempio, l’introduzione di un prestito d’onore a beneficio dei neolaureati, con criteri d’ammissione da stabilire, per sostenere i giovani meritevoli non solo nella creazione, mai facile, di nuove aziende (Con quali capitali? Quelli dei genitori? Ridicolo) ma per consentire loro di affacciarsi in modo dignitoso alle porte di un mercato del lavoro sempre più anemico e cronicamente a termine. Scrive bene, in tal senso, Beppe Severgnini, quando fa notare che i ragazzi di oggi lavorano a progetto ma… non possono fare progetti.

Se non diamo fiducia a un neolaureato in Legge, in Economia, in Medicina, a chi dobbiamo darla? Le Banche sono pur sempre delle imprese, dunque è giusto che rischino come tutte le altre. Anzi: è perfettamente logico e naturale.Sempre più spesso mi chiedo se i nostri governanti abbiano davvero un’idea di cosa voglia dire concretamente, oggi, farsi una famiglia, mettere su casa e magari avere dei figli per una coppia normale, senza troppe fortune di carattere familiare…

Mi chiedo se questi stessi governanti siano consapevoli di quanto poco facciano, per aiutare questi giovani a immaginare di poter avere una vita come quella dei loro padri, dei loro nonni. Problemi dei giovani a parte, che sono gravissimi, all’Italia serve come il pane una politica del credito davvero innovativa, rivoluzionaria.

Innanzitutto urge attivare linee di microcredito che sottraggano i piccoli imprenditori, gli artigiani, perfino i pensionati dal rischio assai realistico di imbattersi nella squallida tela dell’usuraio di turno.

Spesso lo strozzino si nasconde perfino nel parente o nell’amico di famiglia ben raccontato nell’omonimo film di Sorrentino e non per caso ambientato nella mia città, Latina, da decenni finita sotto lo schiaffo di note famiglie di “magliari” della peggiore specie.

Serve poi un’apertura-riconsiderazione tutta nuova nei confronti della persona-cliente, la cui onestà potrebbe rivelarsi, di fatto, più preziosa delle tradizionali garanzie reali e/o personali richieste da un sistema bancario ormai obsoleto davanti a tempi duri, complessi e in costante mutamento.

L’IMPORTANZA DI SOSTENERE I CONSUMI - Il sistema economico nel suo complesso se ne gioverebbe, perché l’Euro ci ha reso maledettamente più poveri, tutti, e a questo punto, nel disastro generale dei conti pubblici e privati, ciò che davvero potrebbe rivelarsi vincente, mi pare, è proprio fare circolare il più possibile il denaro, per lubrificare senza sosta una zoppicante economia da mercatino dell’usato, che ha determinato anche quest’anno una sconcertante contrazione dei consumi, con pesanti ricadute sui bilanci di quella piccola e media impresa che è da sempre la vera spina dorsale del nostro Paese, ritrovatosi sì in Europa, ma con una mano davanti e l’altra di dietro…

Ma dove vogliono portarci? Al baratto?
Ha perfettamente ragione, Galli Della Loggia, nel dire che il nostro passato ci sta presentando il conto: tutto questo è inevitabile, ma non è con logiche e criteri obsoleti che possiamo ragionevolmente sperare di pagarlo, questo benedetto e salatissimo conto. Serve coraggio, servono idee nuove, politici giovani e capaci, forse anche un poco di follia. Per andare avanti nonostante tutto, e raccontare a figli e nipoti che c’è ancora speranza di un futuro migliore. Perché abbiamo il dovere morale di fare l’impossibile per rilanciare l’Italia.

Buon 2011 e buon lavoro a tutti i lettori di Compraebook.it. Forse leggere qualcuno dei miei e-book potrà aiutarvi a capire un po' di più l'epoca in cui viviamo...

 

Articolo scritto da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)

 



Speciale iPAD: cronaca di una novità

Speciale iPAD: cronaca di una novità

Pubblicato il: 24-12-2010

Come dice uno spot “nasce un’era nuova e appassionante, in cui al piacere della notizia si aggiunge l’emozione della multimedialità”. Non c’è dubbio: il 2010 è stato l’anno dell’iPad, ribattezzato “la tavoletta”, prodotto dalla Apple. Una novità che promette(va) di rivoluzionare il nostro modo di rapportarci alla lettura, non solo dei quotidiani. Una novità che – va sottolineato – contribuirà alla larga diffusione degli e-book. Ci sarà una maggiore circolazione di cultura. E questo è molto positivo.

Nel mondo, ad oggi, si contano tre milioni e mezzo di esemplari. Ancora pochi. Ma sono destinati ad aumentare. Le società che curano le ricerche di mercato cominciano a ragionarci su, a studiare il fenomeno nelle sue sfumature, per capire dove e quando bisogna agire per stimolare le vendite. Secondo questi studi, i tablet pc riusciranno a conquistare facilmente il favore dei consumatori, al punto che presto non saranno più confinati tra i cosiddetti prodotti di nicchia destinati a pochi eletti. DONNE IN RITARDO – C’è poi un dato in particolare, sul quale riflettere. Nel nostro Paese, secondo la società Gpf, l’iPad è stato comprato soprattutto da clienti uomini, nella sorprendente percentuale dell’80%. Chi lo avrebbe mai detto? Secondo la rivista “Tabloid”, andando più nel dettaglio, l’iPad è stato acquistato da uomini di età compresa tra i 25 e i 45 anni, con uno stipendio medio-alto. Il gentil sesso, udite udite, sembra avere sottovalutato le possibilità offerte da questa diavoleria tecnologica. Ma come, viene da domandarsi, proprio le donne, cioè la curiosità fatta persona, si perdono tutto questo? Mi interessa cercare di capire il perché. Forse danno la precedenza ad altri tipi di prodotti e ritengono superflua, almeno per ora, la “tavoletta”? Qui va a finire che le donne postmoderne del 2010, tutte calate, non si sa con quanta soddisfazione, nel loro nuovo ruolo di emancipate in carriera, uguali all’uomo in tutto e per tutto, nei diritti e nei doveri, potrebbero essere meno esibizioniste dei loro colleghi maschietti, che sul lavoro sembrano essere più gratificati dall’ostentare novità – peraltro utili a presentarsi in modo professionale ed efficiente davanti ai clienti – non proprio alla portata di tutte le tasche, per aumentare il proprio prestigio. Se ce l’hai, vuol dire che te lo puoi permettere, quindi sei in gamba: questa la logica.

Alcune amiche mi fanno poi notare che la donna comunica di più: è una sua precisa esigenza. Parla di più, scrive di più, manda più sms, è per certi versi più attiva. Preferisce quindi scrivere/inviare e-mail/chattare usando la comoda tastiera del vecchio pc sistemato sulla scrivania, magari circondato da oggetti rassicuranti. Mentre l’iPad è uno strumento che sembra prestarsi più alla lettura, dando la possibilità, ad esempio, di viaggiare avendo una vera e propria edicola in mano. IL NUOVO CHE AVANZA – Già prima della presentazione ufficiale, l’iPad veniva considerato lo strumento che avrebbe salvato l’editoria da una crescente crisi di vendite, legata a una congiuntura internazionale terribile, aprendo mercati inediti e allargando quelli esistenti, magari con contenuti da fornire a pagamento (perché è sempre lì che si vuole arrivare). Proprio in questi giorni il “Corriere dello sport” ha messo a disposizione la consultabilità gratuita del giornale per un mese. Poi il lettore deciderà se sottoscrivere l’abbonamento. Prevedo buoni risultati. Va aggiunto che, come avviene per altri dispositivi targati Apple, anche per l’iPad esiste una sorta di negozio virtuale, dal quale scaricare programmi e applicazioni con molteplici funzioni: su tutte i videogiochi, che tanto successo hanno riscosso nel mondo e, naturalmente, ogni tipo di news. I MOTIVI DEL SUCCESSO. UN’INDAGINE PERSONALE - Ho fatto alcune domande in giro e le risposte mi hanno orientato verso la pista dell’oggetto che viene ancora percepito quale classico status symbol. Gianni Ceccano, di professione Media Producer, la vede così: “E’ uno status symbol di tipo tecnologico, piuttosto cheap. Non è molto utile per il lavoro, però dovendo comprare un portatile nuovo, è l’opzione più economica della Apple ed è abbastanza gradevole nell’uso, eccetto per la tastiera, che non eguaglia quelle fisiche. Nel mio lavoro potrebbe essere utile per fare le presentazioni, ma aspetto la prossima versione (probabilmente a febbraio 2011)”. Secondo Stefano Carboni di CRB Computer Shop “Apple ha sempre segnato dei confini poco marcati tra oggetti di design e di reale utilità. Ipad, come i suoi cugini iPod e iPhone, segue la stessa strada: un magnifico minicomputer ed allo stesso tempo un gadget da esibire. Credo che sia partito decisamente come status symbol, ma che in breve tempo si stia imponendo come standard de facto; numerosi proliferano i suoi cloni che non riescono tuttavia ad emularne il fascino e successo. Ritengo che in tempi brevi sarà il sostituto degli attuali telefoni cellulari smartphone e dei tanto diffusi netbook (fenomeno degli ultimi anni). Il suo principio è vincente: portare con te tutto il tuo ufficio e lavoro racchiuso da un involucro di incredibile eleganza”. Ecco, l’estetica accattivante sembra un altro punto a favore. Secondo alcuni intervistati, possederlo fa sentire alla moda, al passo dei tempi ipertecnologici che stiamo attraversando.

 Se l’avessero inventato negli anni ’80, quelli dell’edonismo, dell’ostentazione senza riserve, del credito bancario disinvolto, dell’”intanto ci divertiamo, poi si vedrà”, avrebbe fatto furore: avremmo visto lunghe file di adolescenti infervorati sbucare dai negozi a caccia dell’ultimo modello, come accadde per le scarpe Timberland o per i giubbotti Moncler o per un biglietto dei concerti dei Duran Duran, tutte cose che oggi ci mancano, proprio perché ci ricordano un’Italia che non c’è più, molto diversa da questa, e magari anche la nostra giovinezza.


RIFLESSIONI FINALI - Personalmente ho creduto subito nel progetto di traslazione dei lettori dai massmedia tradizionali agli iPad, e mi sono affrettato a mettere a disposizione i miei libri in formato ebook. Nel mio piccolo, come ogni autore, avevo sempre sognato di incontrare qualcuno assorto nella lettura di uno di questi libri in versione cartacea, ma andrà a finire che mi imbatterò più facilmente in persone che li stanno leggendo sull’iPad, nei luoghi più imprevedibili. Perché il mondo cambia (sempre più in fretta) e noi con esso, senza scampo.

Un’ultima riflessione: l’occhio umano si è abituato, nel tempo, a leggere testi lunghi sul video: forse è questa, la più grande delle sorprese per chi studia la comunicazione nel suo mutare. All’inizio pensavamo tutti che il giornale di carta non sarebbe mai morto.
Oggi qualche dubbio è legittimo.

 

Articolo scritto da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)

 



RICONOSCIMENTO AI LETTORI

RICONOSCIMENTO AI LETTORI

Pubblicato il: 23-12-2010

Un grazie ai tanti lettori dei miei due racconti "Infedele" e "Forza Ruby,spingi" che hanno acquisito il download con una velocità impressionante. La mia intenzione non è di fare soldi con la letteratura, anche erotica che sia, ma di piacere ai lettori. Grazie.

 

Articolo scritto da Samantha Brass (Biografia personale)



Infedele, ma fedele

Infedele, ma fedele

Pubblicato il: 22-12-2010

La qualità del personaggio sta nella filosofia del personaggio femminile, l'infedeltà. A volte per un vizio contratto per esigenza di sesso, altre per la ricerca di sentimento fuori della gabbia di coppia.

Ma l'autore no, l'autore deve restare sempre fedele al mandato dello scrittore, intellettualmente onesto, autentico, magari fantasioso, ma mai truffaldino. Non scrivete mai per denaro, mettete su carta le idee senza pensare a quante copie e quanti soldi ne verranno. Carmina non dant panem. Scrivere poemi non da da mangiare !

Faletti, Carofiglio, Antonio Pennacchi, Camilleri, Bevilacqua, la pensano cosi ? Numeri grossi, promozioni schiaccianti, pressanti. Ma sotto la copertina, praticamente niente !

Articolo scritto da Samantha Brass (Biografia personale)



Gli Editori a pagamento

Gli Editori a pagamento

Pubblicato il: 21-12-2010

Noi tutti siamo contenti della novità editoriale che permette di pubblicare uno scritto in digitale, e per questo io personalmente ringrazio le testate che ospitano le nostre opere.

Fino ad oggi infatti ha proliferato una razza famelica di incapaci imprenditori dell'editoria, che ha speculato, per non so quanti anni, sul desiderio di quelle persone di veder realizzata l'aspirazione di una pubblicazione.

Parlo di quegli pseudo-editori, che stampano le copie che l'autore si ricompra, e che promettono la distribuzione, e poi ti dicono "Ma non l'ha letto il contratto?"

Io invito tutti quelli che mi leggono a rispondere ed a divulgare le esperienze avute.

 

Articolo scritto da Romeo Romei

 

 



CARMINA NON DANT PANEM

CARMINA NON DANT PANEM

Pubblicato il: 21-12-2010

Scrivere per guadagnare denaro è come fare del bene per ricevere riconoscenza.

 

Articolo scritto da Samantha Brass (Biografia personale)

 

 



INFEDELE

INFEDELE

Pubblicato il: 19-12-2010

L' infedeltà è una costante nell'uomo e nella donna. Nessuno può esserne esente, a meno che non sia ipocrita. Una donna può aver avuto un solo uomo nel letto, ma più d'uno nella testa, nei desideri. L'infedeltà sognante ed onirica non è meno qualificante del sesso carnale. E' la stessa cosa.

 

Articolo scritto da Samantha Brass (Biografia personale - eBook gratuito "Infedele")

 



Il 1977 ai giorni nostri: the day after. Fenomenologia della rabbia non trattenuta

Il 1977 ai giorni nostri: the day after. Fenomenologia della rabbia non trattenuta

Pubblicato il: 16-12-2010

Sugli scontri di Roma, un vero pugno nello stomaco, dico subito che ai manifestanti va tutta la mia solidarietà.
Hanno fatto bene. Loro tra 30 anni potranno dire: mi sono beccato una condanna, ma almeno ci ho provato, a dare una scossa. Perché questa scossa c'è stata, chiara e forte, nelle coscienze di tutti noi.
E' arrivato un segnale preciso e importante.
Questi giovani hanno probabilmente preso esempio dai loro coetanei francesi, cominciano a prendere atto di essere una classe di carne destinata al macello. Cominciano ad organizzarsi, magari sbagliando, magari eccedendo. Si spera possano lentamente evolvere in qualcosa d'importante e finalmente costruttivo. Si spera possano trovare una guida.
Ma questa volta non li hanno lasciati fare, ai padroni del vapore, non sono rimasti davanti la tv, erano lì, per le strade della vita vera, nei sentieri della storia.

Anche queste azioni estreme e criminose fanno, purtroppo, da sempre, parte della dialettica politica. Non possono meravigliarci.

Dispiace ovviamente per i rappresentanti delle forze dell'ordine (nei filmati li vediamo male organizzati, in difficoltà davanti a poche decine di ragazzini) che prendono sassate che in realtà non sono dirette a loro ma alle teste di cazzo che ci comandano. Dispiace, dicevo, ma ci sono pure tantissime altre cose, di questo Paese che ci dispiacciono. Ad esempio ci dispiace essere vittime dell'usura bancaria, oppure dover aspettare anni per avere una visita specialistica in una struttura pubblica, o viaggiare su treni di 30 anni fa in balia degli eventi, o beccare multe di centinaia di euro che servono solo a fare cassa e non a educare chi guida. Dispiace aprire un negozio e dover pagare il pizzo perché lo Stato non riesce a debellare la mafia, come se di questa mafia non si conoscesse nome, cognome e indirizzo. E tantissime altre cose.

 

Articolo scritto da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


WWF presenta un nuovo tipo di file... ecologico!

WWF presenta un nuovo tipo di file... ecologico!

Pubblicato il: 12-12-2010

File WWF

 

L'ente riconosciuto a livello mondiale, il WWF, (World Wide Found for Nature) ha presentato - più per provocazione che per reali scopi pratici - un nuovo formato di file denominato appunto WWF.

 

Tale tipologia di file è una sorta di PDF - tanto che può essere letto da qualsiasi programma in grado di aprire i PDF - ma ha una caratteristica in più (o sarebbe meglio dire "in meno"): i file WWF non possono essere stampati.

 

Certamente l'impossibilità di poter stampare un documento non rende i file WWF così succulenti come un comune PDF, ma ricordiamoci che si tratta principalmente di un'iniziativa atta a sensibilizzare la comunità in merito all'utilizzo della carta anche in casi in cui potrebbe essere evitato. Stampare meno significa meno carta, meno alberi abbattuti, meno inchiostri, toner e stampanti.

 

Siamo ancora lontani dal salutare la carta stampata, ma anche noi di CompraeBook.it stiamo dando il nostro piccolo contributo per l'adozione di eBook e tutti i vantaggi che questo porta, ad iniziare dai prezzi decisamente più contenuti rispetto le controparti stampate.


UN VOLO IMMENSO avventura neorealistica

UN VOLO IMMENSO avventura neorealistica

Pubblicato il: 10-12-2010

E' una svolta nella letteratura dei romanzi a sfondo giallo, un ritorno ad epoche meno recenti, in cui l'aderenza alla realtà romanzesca era un obbligo alla  credibilità dei lettori. In questo romanzo il protagonista, un certo avvocato di prestigio, accetta di entrare nella vita e nelle vicende di un ragazzo accusato di omicidio. La vittima è una donna ricca ed insaziabile. Il movente non c'è. Ma un occhio indiscreto ha spiato dall'ombra, ed ha rivelato un segreto pericoloso, che un magistrato pavido vuole evitare. L'avvocato di prestigio intanto, porta avanti un rapporto pseudo amoroso con una vecchia fiamma, finchè ...

Nelle more della sua vita privata si muovono le indagini.

i personaggi sono autentici, vivono emozioni trasparenti al lettore. Soffrono di paure e di pericoli. Tutto da leggere. Raccontato da una penna sapiente che sa trasmettere i tempi e le emozioni. Fino alla fine.

Italo Berdini


 

Articolo sul libro "Un volo immenso", scritto da Romeo Romei (biografia e libri su CompraeBook.it)

 



La cultura ai tempi della Rete globale

La cultura ai tempi della Rete globale

Pubblicato il: 09-12-2010

Venerdì Mario Vargas Llosa - che considera Gustave Flaubert il suo vero maestro-esempio di bello scrivere - riceverà il premio nobel per la letteratura dal re Gustavo di Svezia. In questi giorni lo scrittore ha esaminato in modo molto critico il fenomeno web. Ritiene che il "problema" del fare cultura di oggi nasca da un'eccessiva velocità dell'informazione. Sostiene inoltre che andrebbe ripensata un'industria dell'intrattenimento che favorisce superficialità e banalizzazione. "Internet - ha detto - è stata una rivoluzione straordinaria dal lato tecnologico, che ha portato come conseguenza la scomparsa di una visione del mondo più ampia e profonda."

Il sasso lanciato nello stagno del pensiero non mancherà di alimentare il dibattito. Si valuteranno tutti i pro e i contro, come sempre accade, ma c'è un dato che balza all'occhio: in un modo o nell'altro, si finisce sempre per parlare di Internet, anche quando si è di fronte a un rappresentante del mondo letterario il cui talento è riconosciuto e riconoscibile in tutto il mondo.

Qualcuno gira intorno al problema, ma la nuda verità è che questo mezzo di comunicazione dalle potenzialità ancora tutte da esplorare ha davvero cambiato la vita a tutti noi. Scrittori-lettori compresi. Immagino quante resistenze culturali debbano avere autori di una certa età di fronte al nuovo, al mondo che muta ad imbarazzante velocità. Mi domando, ad esempio, quante resistenze possano avere di fronte a quella che può essere definita la novità dell'anno e cioè l'avvento degli e-book in tutto il mondo. Il progresso non si ferma: è più forte di noi.

 

Articolo scritto da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)



Libri, poeti, poesie, Elisir

Libri, poeti, poesie, Elisir

Pubblicato il: 07-12-2010

Nei giorni scorsi Raffaella Pane, della redazione romana dell’editore Giulio Perrone, mi ha gentilmente informato dell’inserimento di un mio testo poetico nella nuova antologia titolata "Mentre un'altra pagina si volta. Poesie per un anno" in uscita a dicembre per i tipi di Perrone LAB: www.perronelab.it.
Il volume sarà presentato giovedì 16 dicembre ore 19:00 presso il locale Beba do Samba (via Dei Messapi, 8, San Lorenzo - Roma) con ingresso libero. In questo locale si tenne, qualche anno fa, una rappresentazione teatrale tratta dal mio libro "Come campa un uomo senza soldi?" che trovate oggi disponibile in ebook proprio in questo sito. Il relativo reading sarà a cura dell'attrice e cantante, Silvia Bilotti. (A. Rimbaud). Devo dirvi che fa davvero piacere vedere riconosciuta la serietà del proprio impegno. Perché fare poesia, o almeno provarci, in questa società che va sempre di fretta, dove sembra non esserci più tempo/spazio per gli indispensabili approfondimenti che caratterizzano in modo fisiologico qualsiasi attività umana, e dunque anche quelle artistico-culturali, non è certo un’operazione delle più semplici. Ciononostante, ci provano un po’ tutti. E’ giusto, è sbagliato? Non so dirvelo. So solo che ognuno di noi ha dentro un po’ di poesia e forse è davvero opportuno lasciarla venire fuori, nel modo più puro e autentico, senza doversi per forza sentire in corsa per il premio nobel, come purtroppo molti fessacchiotti imbratta-fogli ingenuamente fanno, specie quando si trovano all’inizio della loro improbabile “carriera”.

Quel che oggi conta, per me, è che questa ulteriore pubblicazione-riconoscimento avalla il lavoro svolto durante il decennio estremamente complesso (1998-2008) sia a livello meramente personale che sociale, in cui ho prodotto le liriche poi riunite nel libro-silloge che ho scelto di chiamare “Elisir” che trovate disponibile a soli 2 Euro in questo sito.

Se volete aiutare un autore contemporaneo a crescere poco a poco, date un’occhiata. “Elisir” comprende poesie che ho scritto in un periodo che in un certo senso mi manca, in cui ho avuto tempo e modo di dedicarmi con costanza e metodo (almeno spero) alla Letteratura, mia unica vera passione, per mettere sul foglio certe immagini interiori che mi sono sempre portato dentro, forse da quando, bambino, mia madre mi leggeva le poesie del Pascoli. (C. Baudelaire)

C’è tanto della mia esperienza umana in questo libro, tanto o forse poco – perché la poesia è cosa lieve, che sfugge ad una comprensione completa -, anche se poi certi dolori privati o certi sogni d’amore o certi deliri della fantasia resteranno per sempre qualcosa di troppo personale, per poter essere davvero condiviso/rappresentato/sintetizzato sotto forma di una parola che raggiunga il cuore di tutti per riscaldarlo. La parola, dunque, al centro di ogni ragionamento. Che è, sempre, forma e contenuto allo stesso tempo, sintesi di un eterno mistero, che, forse, è nato la prima volta che, probabilmente senza saperlo, qualcuno ha cercato di scrivere qualcosa che valesse la pena lasciare ai propri discendenti, ai lettori di un futuro prossimo o lontano. Per tenere viva la speranza che comunicare emozioni serva veramente ad avviare un processo di evoluzione culturale che migliori, di riflesso, nei fatti e non solo nelle intenzioni, la vita su questo pianeta percorso dalle infinite tensioni del Male. Un Male che questo Elisir cerca di tenere lontano. 


Articolo scritto da Fernando Bassoli

 



Libri, va di moda la ‘Ndrangheta

Libri, va di moda la ‘Ndrangheta

Pubblicato il: 03-12-2010

Dopo i Casalesi, sul tavolo della discussione comune c’è il fenomeno ‘Ndrangheta al nord. E scusate se è poco.

Secondo Beppe Severgnini, “Saviano non è un predicatore. Neppure un magistrato, o un poliziotto. È un ottimo divulgatore, e riesce a spiegare cose complesse in modo semplice”. Ma c’è anche chi la pensa diversamente.

Pino Daniele, ad esempio, uno che il Sud lo conosce bene, ha osservato, con un certo cinismo, che “se fosse pericoloso, l’avrebbero fatto fuori da un pezzo”.

Di sicuro Roberto Saviano, il gomorrista, ha fatto scuola. I lettori sono interessati, of course. Perché le rivelazioni sul Male fanno sempre audience.

Pochi giorni dopo le esternazioni televisive sui presunti rapporti tra la ‘Ndrangheta e la classe politica del nord (come se davvero si potesse pensare che la criminalità organizzata fosse circoscritta al sud, quando anche un ragazzino capisce che essa ha interessi, di ogni genere, in tutto il mondo), ecco, tra squilli di trombe e recensioni-fiume, il libro “Metastasi”, autori Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli (editore “Chiarelettere”), con le scottanti rivelazioni del pentito Giuseppe Di Bella, per un quarto di secolo al servizio del boss Trovato, che subito dichiara: “Io al 99% verrò ucciso.” con buona pace dei fessi che sostenevano che i libri fornissero solo occasione di evasione dalla realtà, modello “Signore degli anelli”.

Ma non c’è solo “Metastasi”. Da segnalare, alla faccia del vicino Natale e dei relativi buoni sentimenti, ci sono almeno questi libri, freschi di stampa, con titoli che sono tutto un programma:

“A Milano comanda la ‘Ndrangheta” (editore “Ponte alle Grazie”, di Davide Carlucci e Giuseppe Caruso): evidenzia come, pur in presenza di arresti ed inchieste, i politici del nord preferiscono spostare l’attenzione – mourinianamente – su banali vicende legate a rom o prostitute;

“’Ndrangheta padana” (“Rubbettino”, di Enzo Ciconte) la descrive come l’unica organizzazione criminale con sedi a Reggio Calabria e… Milano;

“Fratelli di sangue” (“Mondadori”, di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso) promette la mappa delle cosche presenti sul territorio italiano;

infine “Primo sangue” (“BUR” di Aldo Pecora) dove si racconta, col contributo della figlia Rosanna, la vicenda dell’esecuzione del giudice Antonino Scopelliti, avvenuta nel 1991, ma anche il patto tra Mafia e ‘Ndrangheta, che diede inizio alla cosiddetta stagione delle stragi. Proprio un bel quadretto, non c’è che dire. Rassicurante come un film di Dario Argento…

Quando cominciai a coltivare il sogno di scrivere libri, partii da un’idea forse troppo romantica della letteratura che ora, però, un po’ rimpiango.

Pensavo che nei libri si potesse sperare di trovare/costruire mondi migliori, dove innamorarsi non solo di luoghi e personaggi, ma soprattutto di grandi e nobili ideali sui quali fare leva, per tentare di progettare/costruire una società più giusta e tollerante. Una società più intelligente. Una Polis ben lontana dal Do ut des di questi tempi.

Oggi, invece, devo rilevare che la realtà del mercato editoriale librario mostra sempre maggiore interesse per atmosfere alla Mario Puzo, come se non bastassero le puntualissime cronache riportate su quotidiani e periodici, che invadono le edicole.

Il pericolo è quello di restituire ai lettori/cittadini un’immagine troppo negativa di una nazione che ha mille problematiche di ogni genere, ma che non sembra ridotta, nei fatti, al punto di non avere spazio nemmeno per la speranza in un futuro diverso.

Ma evidentemente questo proliferare di libri a tema è un segno dei tempi e delle logiche di mercato. È innegabile che soddisfano le curiosità morbose di lettori cresciuti a narrativa Pulp, film a luci rosse e Romanzi criminali vari. Lettori che amano, evidentemente, danzare con la morte e mescolare, pericolosamente, realtà e fantasia, finendo per confonderle, col rischio, paradossale, di esaltare/celebrare le “gesta” dei boss.

Gli editori italiani se ne sono accorti e, badando al sodo, non mancheranno, nei prossimi mesi, di partorire opere e operelle in serie sulle più varie organizzazioni criminali (ce ne sono per tutti i gusti).

La domanda che mi pongo è sempre la stessa: “Quando le medesime vicende uscivano sui giornali più o meno locali, raccontate con nomi, cognomi e indirizzi, i lettori dove stavano? Quando certi cronisti del sud venivano raggiunti in redazione e minacciati per quanto scritto, quando gli venivano bruciate le auto, le scorte dove erano?

Va anche rilevato, ad onor del vero, che nella nostra città, Latina, zona strategica di traffici criminali, anche perché intermedia tra Roma (la Banda della Magliana ben raccontata da De Cataldo) e Napoli, mancano editori e autori che abbiano firmato un libro su questo tema. E sì che ce ne sarebbero, di cose da raccontare…

Per leggere “A Latina comanda la Mafia?” dobbiamo forse aspettare un Saviano pontino che per ora non si vede all’orizzonte. Forse è ancora troppo impegnato a mettere insieme i pezzi delle complesse vicende che hanno sconvolto la città, e i suoi misteriosi equilibri, nel corso dell’ultimo anno.

 

Articolo scritto da Fernando Bassoli (blog ufficiale - biografia e libri su CompraeBook.it)


Stringimi forte a te

Stringimi forte a te

Pubblicato il: 03-12-2010

Il terzo libro di Nadia Turriziani edito dalla Casa Editrice R.E.I

 “Stringimi forte a te” è il terzo libro di Nadia Turriziani autrice pugliese e pontina d’adozione, uscito oggi in e. book con la Casa Editrice R.E.I. e, a partire da gennaio 2011, disponibile in tutte le librerie d’Italia così come da “mappa delle librerie” consultabile sul sito della casa editrice www.edizionirei.webnode.com


E’ molto più semplice scrivere un racconto erotico che scrivere delle poesie che trasudino di erotismo.

 
In “Stringimi forte a te” l’autrice sembra esserci riuscita invece con ottimi risultati. Nadia Turriziani parla d’amore come se stesse parlando del tempo, del traffico, del lavoro. Parla d’amore e non perde mai di vista la passionalità.

 
L’amore per l’altro sesso, per i figli, per la natura. Insomma: l’Amore con la “A” maiuscola.
“Tre libri in soli sei mesi. Come riesce a fare tanto?”- Amo scrivere e questo mi aiuta moltissimo. Tra una faccenda e l’altra, tra una partita doppia (parlo di contabilità ovviamente) e l’altra e non trascurando i figli, il marito e la lettura riesco, a fatica, ma riesco.
“Un libro erotico (Sul filo sottile del desiderio), poi un libro di poesie in e-book pubblicato autonomamente (Aria, Acqua, Terra e Fuoco) ed ora questo libro (Stringimi forte a te) pubblicato con la casa editrice R.E.I. Per le sue pubblicazioni segue uno schema definito o si affida alla fortuna?”- Sono alla continua ricerca di emozioni e novità. Ho pubblicato il mio primo libro “Sul filo sottile del desiderio” con un casa editrice di Latina, perché avevo il desiderio di esordire nella mia città ma ora nulla mi vieta di andare alla ricerca di nuovi orizzonti. La casa Editrice R.E.I. è conosciuta in tutta Italia e per lei curo due concorsi letterari. Il primo “Decamerone 2010” è dedicato  al genere erotico; il secondo “Una Poesia per San Valentino” alla poesia e all’amore.


“Sembra infatti che lei non perda mai di vista l’amore” – Verissimo. Io sono innamorata della vita, delle cose belle, del buon cibo, del buon vino e… perché no dell’amore. Amo descriverlo, amo scriverne, un po’ di meno parlarne dal vivo. Sono una persona molto timida e forse uso la scrittura per combattere i miei mostri interiori.


“Ci parla del libro?”- “Stringimi forte a te” è un libro di sogni, di amori e di sentimenti. Un delirio. L’essenza dell’anima. È un insieme di passione e vitalità. Vengono descritti i più profondi impulsi dell’animo, gli amori, le incertezze, i quesiti della vita. La poesia  ha una musicalità che proviene da forze ancestrali  “elementari” ovvero secchezza e freddezza, secchezza e calore, umidità e freddezza, umidità e calore, creando un gioco dove contrari e opposti hanno solo una qualità differente. Dunque una poesia dove la forza dell’Amore altro non è che l’essenza stessa del mondo, che ha più piani di esistenza dalla morte alla vita e viceversa. Poesia dalla forza creatrice che viene fondamentalmente dal caos dall’Eros, senza compromessi e senza censure. Non solo eros quindi ma amore.


 (Un amore da sogno - Uno spicchio di luna / Nel cielo limpido /Rende l’atmosfera / Più romantica. /Un sogno il mio. / Il riflesso del tuo corpo / Fievole nel lago / Trasforma il paesaggio/ alpestre / In una favola. / Il tuo odore / Meraviglioso / Indimenticabile / Ricopre il mio corpo./ Sei stupendo! / Un dio greco / Scolpito generosamente / Dalla natura…) ( Nel silenzio della notte - il tuo sguardo furtivo/nel silenzio terrificante /della notte/turba insensibile /l’animo mio/assorto /nell’instancabile/ricerca di te, /uomo egoista./In questa notte gelida /e raccapricciante/mi struggo mestamente/nella sterile attesa /di un tuo sorriso/specchio dell’anima /e del desiderio dell’uomo./Provo sofferenza /al solo pensiero /di questo amore/corrisposto in parte /da colui che credevo/sensibile /al mio amore passionale…)


Il libro può essere acquistato su:
www.edizionirei.webnode.com
www.compraebook.it
www.okbook.it


Aria, Acqua, Terra e Fuoco

Aria, Acqua, Terra e Fuoco

Pubblicato il: 03-12-2010

Aria, Acqua, Terra e Fuoco. I quattro elementi di Nadia Turriziani

Un e-book che fa seguito al suo libro d'esordio pubblicato dalla Diamond
Nadia Turriziani sembra non riuscire a stare ferma un attimo. 
Come una casalinga disperata, non come quella della serie televisiva ma assetata di cultura e di sapere, si occupa dei propri figli che sono la luce dei suoi occhi seguendoli come fan sfegatata nelle loro partite di basket, poi coltiva gli hobby con una passione maniacale. Ama leggere, dipingere ma soprattutto scrivere.

Ci ha provato con un libro d'esordio con una casa editrice di Latina, e già il titolo era tutto un programma: «Sul filo sottile del desiderio». Un libro erotico. L'erotismo si sa, ha una sua eleganza, un suo non dire che la pornografia non ha e la Turriziani è riuscita a rimanere nell’ambito di esso. Ma non ci sta a fare la mamma e la casalinga a tempo pieno, né vuole essere ricordata solo per il suo pamphlet "non autobiografico".

Così bypassa le difficoltà dell'editoria tradizionali e si dà al web, con dei versi nuovi nuovi da scaricarsi su pdf. L'e-book si chiama come i quattro elementi. «Aria, acqua, terra e fuoco».
Una silloge di poesie toccanti e reali che bene si addicono alla sua personalità, non tralasciando ovviamente il filone erotica con il quale si è fatta conoscere.

“Un sospiro /Scuote il tuo torace/Ed un ricciolo ribelle/Scende birichino/ Sul tuo volto estasiato. /Sento ancora/Le tue mani/E le tue labbra/ Scorrere sulla mia schiena./Il peso piacevole/Del tuo corpo/Che mi fa mancare/ Percettibilmente il fiato….”(Un amore da sogno)
“Ammirando sorpresa/Il tuo corpo nudo/I muscoli scolpiti/La pelle setosa./Respiro/Odore/Di muschio e sandalo /Inondano le narici./Accarezzo…” (Indugio)

 
Aria, Acqua, Terra e Fuoco per l’appunto. I quattro elementi che governano il mondo fanno da filo conduttore della silloge dove amore, sofferenza, disperazione e felicità sono le protagoniste.
Il libro è disponibile cliccando qui 

 

 


Biografia

Nadia Turriziani è nata a Massafra (Ta) nel 1964. Si è trasferita a Latina in tenera età dove attualmente vive e lavora.

Capo redattore centrale di alcuni portali “web”, ne cura la cultura, il teatro e le novità librarie.
Collabora altresì con Tifeo Web e Parvapolis mentre per il cartaceo con il Settimanale di Latina.
Dopo il lungo percorso intrapreso nei concorsi letterari nazionali ed internazionali, ha visto il suo nome emergere, tra i tanti, nelle seguenti pubblicazioni:

- Ego (2006) con il racconto “Le verità nascoste”
- Perrone editore (2007 e 2008) con le seguenti poesie e prose pubblicate in varie antologie: “Ti regalerò una rosa”, “Il coraggio di amare”, “Vite sportive”, “Il profumo del tuo corpo”, “Filastrocca di Natale”, “Lascia che io ti ami”, “Il girotondo della pace”, “Roma-Verona. L’austostrada del desiderio”, “Nel triste ricordo di te” ed “Io Barbara..O charlie Sastre”.
- Il Poggio editore (2008): con la fiaba “Il volo degli angeli”
- Bradipolibri (2008): “Il grande derby”
- Aletti editore (2008): “Odo una musica”, “Indugio”, “La donna del poster”, “Pioggia” e “Nel silenzio terrificante della notte”
- Per la provincia di Latina (2007 e 2008) nel concorso “Con parole di donna” con il racconto “Una scelta difficile” e con la poesia “Lacrime” sul tema drammatico della violenza sulle donne.
Finalista nel concorso indetto dalla Gay Odin Srl (2007) con la poesia “Un cuore di cioccolato” e per la Ennepilibri (2008) con la poesia “Gocce di sudore”.
Insignita dei seguenti diplomi d’onore:
- (2007) nel concorso Internazionale “Amico Rom” con la poesia “Il tuo sorriso”
- (2008) nel concorso Nazionale indetto dalla UNICAL-Università della Calabria con la poesia “La mia sfida”
- (2008) nel Concorso Nazionale dell’Antologia Poetica indetta dalle Edizioni Sabinae con la poesia “Perdonami”.
Menzione Speciale nel concorso “Scrivere per Sport” organizzato da Panathlon Club Latina con il racconto
“P A L L A C A N E S T R O” .

Vincitrice con il terzo posto alla “XX Edizione del Premio Internazionale Letterario d’Arte e Cultura Giuseppe Gioacchino Belli” con il racconto lungo “La villa degli orrori”.

Ha scritto un primo libro erotico di successo dal titolo “Sul filo sottile del desiderio” ed ora ha voluto sperimentare gli e-book con una silloge di poesie dal titolo “Aria, Acqua, Terra e Fuoco”.

Aria, Acqua, Terra e Fuoco i quattro elementi di cui il mondo è composto, gli stessi di questa silloge dove l'amore e la passione vanno per mano.


Alla ricerca degli eBook

Alla ricerca degli eBook

Pubblicato il: 30-11-2010

Da una piccola ricerca effettuata su google si può capire come il mondo degli eBook sia in continua e costante crescita:

 

Possiamo quindi affermare che l' eBook da qui a qualche anno inizierà ad essere presente ovunque, soprattutto per i notevoli vantaggi che già sappiamo ma che comunque ricordiamo:

- Immediato (si acquista e si legge comodamente da casa o dal dispositivo mobile)

- Pratico (non pesa, non ingombra, non prende polvere)

- A favore dell' ambiente (meno carta = più alberti, meno produzione)

 

E tanti altri motivi che potrete scoprire voi leggendo un buon eBook!

 

 


Memorie di un autore. Dalla strada agli ebook

Memorie di un autore. Dalla strada agli ebook

Pubblicato il: 22-11-2010

Ne sono successe di cose, da quando, fresco di laurea, girovagavo per Roma - la città che più di tutte mi avrebbe ispirato -, alle prese con le cento trappole del mondo del lavoro.

Quanti chilometri avrò percorso? Quante suole di scarpe bruciate? A quante porte avrò bussato? A 27 anni tutto mi pareva possibile, ma non capivo di vivere in un Paese di raccomandati.

Dopo tante ricerche, però, un bel giorno - magicamente - qualcosa ho trovato: ben due collaborazioni in un colpo solo, rispondendo a un annuncio in mostra su un cartellone davanti l'edicola di Piazza della Repubblica. Col settimanale telematico modenese Stradanove.net e col mensile romano Mediajob, diretto da Mario Adinolfi. Ma il mio vero "ufficio" è sempre stata la Feltrinelli, poi sostituita dalla più comoda e spaziosa Melbooks Store di via Nazionale.

E' frequentando le librerie romane che trovai una preziosa collaborazione con la rivista letteraria "Orizzonti", dove per anni ho pubblicato monografie su autori italiani del '900. E scusate se è poco.

Vivere a Latina, per chi voleva dedicarsi anima e corpo alla scrittura/letteratura, non era certo operazione semplice. Ma io ho buttato il cuore oltre l'ostacolo, rinunciando a tante cose. Stringendo i denti e la cintura. Poi, grazie alla novità/rivoluzione di Internet, ho potuto continuare a coltivare il mio sogno romantico: pubblicare le mie opere. E lottare ogni giorno per riuscirci.

Se grazie alla collaborazione con "Orizzonti", ho visto pubblicato "Come cammina un uomo senza gambe?", se grazie a Stradanove ho conosciuto Gordiano Lupi, che mi ha pubblicato "Il vero volto delle donne" (Edizioni il Foglio), è stato tramite i contatti via web (la poetessa Sandra Cervone di Gaeta, instancabile promotrice di eventi culturali) che sono stato segnalato all'editore romano Giulio Perrone, il quale cercava voci nuove per le sue collane e ha editato "Come campa un uomo senza soldi?".

Sono seguite tante cose, troppe per essere raccontate tutte insieme: recensioni, interviste, presentazioni, partecipazioni ad antologie.

Ma siccome chi si ferma è perduto, eccomi a sondare ancora una volta le infinite possibilità del web, attraverso la grande novità degli ebook, cioè i libri elettronici. Grazie ad amici come Nadia Turriziani, altra autrice di Latina che trovate in questo sito, ho scoperto Compraebook e ho potuto pubblicare ben nove opere, per ora, una delle quali scritta a quattro mani con la giovane autrice sarda Francesca Lulleri ("Racconti anarchici") conosciuta attraverso la costante frequentazione del Forum letterario Anonimascrittori.it.

Oltre ai quattro libri già citati, in questo bel sito potete trovare "Elisir" (poesie), "Tre donne", "Racconti surreali", "Profumi postumi", "Una vita sbagliata".

Se vi fa piacere, date un'occhiata e fatemi sapere se vi sono piaciuti o meno. Vi lascio la mia email: fernandobassoli@virgilio.it e l'indirizzo del mio blog: www.fernandobassoli.ilcannocchiale.it.

Ciao!

Fernando Bassoli


Scelte sbagliate di Finanziaria penalizzeranno le Noprofit

Scelte sbagliate di Finanziaria penalizzeranno le Noprofit

Pubblicato il: 19-11-2010

Secondo la Finanziaria, saranno effettivamente distribuiti solo 100milioni degli incassi fiscali relativi al 5 x 1000 e destinati (in teoria) alle associazioni no-profit. Il resto finirà nelle asfittiche casse statali.

E’ il classico segno dei tempi. Una sequela di governi incapaci di incidere positivamente sul Welfare hanno determinato una mostruosità degna di certi regimi ben lontani dai principi che regolano (dovrebbero farlo) la nostra Costituzione, che resta, a parer mio, tra le poche cose da salvare di un Paese che, se fosse una squadra di calcio, potrebbe definirsi senza gioco né idee. Una squadra in cui l’unica soluzione "tecnica" potrebbe essere cambio dell’allenatore, come sempre accade.

Le conseguenze di tale infausto provvedimento (ma di cosa possiamo ancora meravigliarci?) sono ben chiare. Molte associazioni noprofit saranno costrette a chiudere oppure a ridimensionare drasticamente le proprie attività. Ma questo tipo di contrazione dei finanziamenti solidaristici avrà riflessi anche simbolici disastrosi.

Mettiamoci, ad esempio, nei panni di quanti hanno lavorato per anni a nobili e utili progetti di solidarietà, che improvvisamente vedranno chiudersi gli indispensabili rubinetti economici in grado di tenere in vita il loro particolare modus operandi. 

Ma questo non sembra interessare troppo ai nostri governanti.
Poi si meravigliano che la gente se ne va dall'Italia...

 

Articolo scritto da Fernando Bassoli


UN VOLO IMMENSO visto da Francesca Magnanti

UN VOLO IMMENSO visto da Francesca Magnanti

Pubblicato il: 19-11-2010

Trasgressione. Un delitto misterioso, un avvocato brillante. L'amore. Una storia neorealista, un poliziesco senza un poliziotto, un po' giallo un po' noir, forse un nuovo tassello che contribuisce alla comprensione del tanto discusso New Italian Epic. E perché no, anche con un pizzico di spy story.

Questa è la ricetta perfetta che rende "Un volo immenso" il libro di Romeo Romei, Un volo immenso, un piatto prelibato, da gustare lentamente parola per parola, ma anche tutto d'un fiato.

L'avvocato penalista Filippo Santini si trova a Positano per un weekend passionale con il suo primo amore di gioventù, Paola, sposata, con cui da due anni ha una relazione extra-coniugale. Lontano dalle pressioni e dalle responsabilità giornaliere un sabato di giugno Filippo riceve la telefonata di Rossella, la sua assistente, che lo riporta in un istante alla realtà: a Roma un ragazzo è stato accusato dell'omicidio della Bonfanti, altolocata donna della capitale in età avanzata con cui il ventenne sembra condividesse una relazione. La sua famiglia lo vuole come difensore di fiducia.

Da un omicidio che in principio sembra essere dovuto a cause passionali, l'avvocato Santini si dimena in un groviglio di sospetti, di cose non dette, di meschinità umane, in una matassa di cui solo lui sarà in grado di portare alla luce i capi nascosti. Un thriller avvincente in cui si avvicendano personaggi che per il loro spessore realistico e al tempo stesso carismatico, riescono ad uscire dalle pagine del libro, come Filippo e Rossella, primi fra tutti, l'investigatore Belli, i testimoni e, ovviamente, l'assassino. Ma sarebbe riduttivo considerare Un volo immenso soltanto un giallo. In ogni capitolo del libro entra trasversalmente un'introspezione pressante che non abbandona mai il protagonista, un'assidua ricerca di un sé non soddisfatto e fondamentalmente infelice.

Accanto alla forza di quest'avvocato tenace e intelligente, sempre sicuro nel suo lavoro, si scaglia la figura di un uomo che ammette la sua stanchezza, la fragilità e l'insicurezza, un uomo piegato dalle delusioni di un divorzio alle spalle e dalle amarezze della vita, stanco di una relazione a metà, frustrato dalla solitudine buia di una casa vuota. Ed ecco allora Rossella, siciliana volitiva, determinata tanto quanto il suo carismatico linguaggio regionale, che scaccerà via tutte le sue paure e lo condurrà per mano verso il più importante, personale “volo immenso”.

Che vinca la ragione o il sentimento non importa: la ragione risulta tanto più convincente quanto più viene colta dalla passione, dalla speranza, dall'amore, dalla ricerca irriducibile, chiara e tumultuosa della serenità. A un tempo incalzante, grazie anche alla divisione dei capitoli in giorni ed ore, misto a flashback nella prima parte, fanno seguito azioni dinamiche e veloci che consentono all'autore di toccare trasversalmente più temi, non perdendo mai l'attenzione vigile del lettore. Una scrittura fluida, che tiene incollati alla pagina anche durante le descrizioni e le introspezioni più profonde, e una trama avvincente fanno di questo libro un volume immancabile nella libreria di ognuno di noi. 


FRANCESCA MAGNANTI
07/03/2010 


Perchè l' ebook?

Perchè l' ebook?

Pubblicato il: 18-11-2010

Tanti si chiedono perchè passare all'ebook, ritengono meglio il buon vecchio libro cartaceo, ma proviamo a considerare che l'ebook:

1) è più economico
(quindi risparmio e posso comprare più libri o comprare altro)

2) è più pratico
(un lettore ebook o un semplice computer portatile li posso sempre portare con me)

3) non ingombra gli scaffali e non prende polvere
(fattore da non sottovalutare visto le case sempre più piccole che costruiscono)

4) se il libro mi è particolarmente piaciuto sono sempre in tempo a comprarne la versione cartacea.

Non sono buoni motivi per provare a leggerne uno?
Vi consiglio l' eBook IMPREVISTI di Carlotta Lavizzari, solo € 2,54 nemmeno 3 caffè!


Le Cose Non Dette

Le Cose Non Dette

Pubblicato il: 18-11-2010

"Innumerevoli notti sono queste,
sporcate
di porpora e d'ombre,
firmate di vanità, polvere, silenzio.

Notti deste, vivide e abbaglianti,
colorate
da materia grigia senza freni, rumori, di
gomma e matita, che feriscono il vuoto.

[Il giorno non può più imbrogliarmi.
Non può più catturarmi, ora,
inconcepito, abortito com'è.]

Gettate d'inchiostro, ed è musica.
Infinite linee di vetro, tirate nel buio, e
plasmarlo a piacere: è beltà, è un piacere!

...ed inno e brindo dunque al dono della notte!
Alla coppa dei talenti bevo ingordo, mentre
le mie origini più selvagge si estirpano dalla terra:

[finalmente, io respiro.]"

 

A. J. Enlightened - poesia estratta da 'Murmure', silloge acquistabile su questo sito.

Ho 25 anni, amo la musica - comporne ed ascoltarne, il pianoforte, la penombra, la cioccolata e l'assenzio. L'odore della carta invecchiata, la china nera ed il pennino, l'agendina di salvezza per gli appunti del momento, la notte, le candele profumate e non, le essenze, il colore indaco ed il silenzio. Le stelle, la luna, i pianeti, i fossili ma non la storia. Non il tempo.

Ultimamente fatico ad alzarmi la mattina. Quando la notte nasce, non riesco ad impedirmi di assistere a quel parto. ...ed ecco arrivare un fretta l'una, le due, le due e mezzo. Cosicché le otto di mattina diventano una sfida ogni volta. Se Oscar Wilde diceva che la condanna dell'artista è quella di vedere l'alba prima di chiunque, beh, non posso che dargli ragione.

Il mattino, il giorno, è uno sguardo intontito nello specchio cercando di dirsi 'Ce la posso fare'. E' un caffé torbido, è un lungo snervante litigio sottile, una voglia debole di scappare o di essere altrove, una serie di lagnosità che escono dalla bocca di chi mi sta intorno e che non arriva a notare che io sto ancora disperatamente cercando di rimanere nelle mie dimensioni oniriche, inclinate, piene di nebbie.

Che bello, il sogno. Anche quando è un'incubo. La sua forza è così pervadente e incontrollabile che non ti resta che viverla, lasciarti trapassare. La notte, i sogni, non hanno bisogno di parole. Vivono di immagini e di sensazioni a volte qusi tattili. Di pensieri. Amo così tanto i sogni che ho sempre desiderato il più possibile annullare l'influsso della realtà attorno a me. Ecco perchè amo il silenzio, ecco perchè non mi considero venuto alla luce, quel 20 Marzo di 25 anni fa, ma venuto 'al buio'.

[Nella mia vita ho vissuto una successione incredibile di mutamenti, ragionati ed istintivi, scoperte e studi rivelatesi poi passioni spasmodiche ed incontrollabili, che mi rendono un'onda oceanica implacabile che sovrasta qualsiasi indice ammonitorio, anche quello della realtà più schiacciante, più terrena. Ecco: sono fatto di acqua e di oscurità. Ma oscurità come materia da plasmare. L'oscurità non delinea contorni, è campo aperto, è tutta materia ancora da concepire.]

Ecco da dove nasce Murmure ovvero Il rumore delle cose non dette: dai pensieri che nascono dai sogni e dai non-sogni, insomma, da questa realtà trasfigurata che è la mia vita. Dalle cose viste senza asserire di averle viste, anche quelle più spiacevoli, anche quelle sentite, provate, vissute o respinte. Ma che, per una ragione piuttosto che un'altra, non sono mai uscite sottoforma di voce, ma di suono o, come in questo caso, di parole, di versi. [E' curioso che la parola 'verso' si riferisca a qualcosa di scritto e di detto contemporaneamente. Quasi paradossale...]. Questo frangente della mia vita negli anni si è fatto sempre più consistente, pesante (in senso di 'peso fisico'), arrivando a sfogarsi così: senza urlare, senza dimenarsi, senza essere esibizionista, senza farsi sentire... o quasi.

Quel suono dal timbro tutto suo, quel rumore né troppo lieve da non esser considerato, né troppo forte da doversi tappare le orecchie, quel respiro, quel murmurio a tratti interrotto, è tutto in queste pagine.

 

A. J. Enlightened



Libro e biografia autore: legame inscindibile

Libro e biografia autore: legame inscindibile

Pubblicato il: 08-11-2010

Biografia autore

Un libro non racconta soltanto una storia, ma raccoglie i pensieri e l'anima dell'autore che gli ha dato vita. Noi di CompraeBook.it questo lo sappiamo bene quindi abbiamo pensato che sarebbe interessante conoscere da vicino queste persone che ci regalano emozioni intessendo i loro fili di parole nelle loro storie.

Per farlo abbiamo dedicato loro una sezione speciale, la pagina "autori" che potete trovare nel menu del sito.

Questa pagina raccoglierà via via tutti gli autori che hanno voluto dire qualcosa di sè per farsi conoscere meglio dai loro lettori.

 Speriamo che autori e lettori apprezzino questa piccola novità. Se avete idee o consigli fateli pure presente a noi di CompraeBook.it. Saremo ben felici di espandere questo sito, che sta già diventando una piccola grande famiglia, secondo le vostre esigenze. 


CompraeBook presenta i banner dinamici per voi

CompraeBook presenta i banner dinamici per voi

Pubblicato il: 27-10-2010

Banner dinamici

 

Dopo un lungo periodo di testing, parte ufficialmente il nuovo servizio (anche questa volta completamente gratuito) riservato ai nostri autori: i banner dinamici.

Da oggi, infatti, tutti gli autori che hanno scelto di pubblicare un libro con noi troveranno nel proprio pannello di controllo, sotto la voce "eBook pubblicati", la lista dei propri libri ed un codice html a fianco di ciascuno di loro.

Se avete un sito o un blog, potrete utilizzare quel codice per promuovere il vostro (e solo il vostro!) eBook. Questo perchè crediamo che sia giusto che un autore, sul proprio blog/sito web debba avere la possibilità di dare maggiore visibilità al proprio lavoro piuttosto che ad una serie di volumi di altri scrittori.

Vi basterà entrare nella vostra sezione "eBook pubblicati", scegliere quale libro volete promuovere (anche più di uno, ovviamente), prelevare il codice al suo fianco ed incollarlo nel vostro sito. Avrete così una "mensola" personalizzata con il vostro libro che, se cliccato, porterà direttamente nella pagina ad esso riservata su CompraeBook.it

Nella speranza che questo possa aiutarvi a pubblicizzare in modo più semplice le vostre opere, restiamo a vostra disposizione per ogni problema tecnico possiate incontrare nell'utilizzare questo nuovo sistema.


Decadence Suite: evento di promozione artistica a Milano

Decadence Suite: evento di promozione artistica a Milano

Pubblicato il: 25-10-2010

Decadence Suite

Il 27 ottobre 2010 a Milano si terrà un evento di promozione artistica in cui saranno presenti scrittori, poeti, attori, pittori e designer. 

Un'incontro per arricchire l'anima e farci scoprire talenti "vecchi e nuovi".

Il luogo prescelto è il Decadence Loft in Viale Monte Grappa 6/A a Milano.

L'inizio è previsto per le ore 18.30 ma la mostra proseguirà fino al 31 ottobre con orari 16.30/19.30

 

Tra gli scrittori presenti ci sarà anche il bravissimo  A.J. Enlightened che ci ha reso disponibile il suo libro "Murmure".

 

Vi rimandiamo al sito ufficiale www.decadencesuite.jimdo.com


L'ispirazione per scrivere... per vivere!

L'ispirazione per scrivere... per vivere!

Pubblicato il: 20-10-2010

Siete a corto di ispirazione, siete giù con il morale, avete voglia di vedere e provare qualcosa di bello? Ecco il video che risolve tutto questo... ecco la nostra più profonda ispirazione!



eBook: nè carta, nè Web

eBook: nè carta, nè Web

Pubblicato il: 06-10-2010

ebook ne carta ne web

 

Attraverso un comunicato stampa ricevuto da DataManager.it siamo venuti a conoscenza di una news che riportiamo in quanto potrebbe essere molto interessante per tutti gli autori e lettori.

 

Venerdì 8 ottobre a Milano, presso la Loggia dei Mercanti, durante L'Innovation Festival si terrà "La giornata dedicata agli eBook" durante la quale DataManager presenterà il suo libro elettronico gratuito "eBook: nè carta, nè Web" di Lucia Montauti che abbiamo già avuto modo di leggere e riteniamo un lavoro davvero degno di plausi!

 

Ci sarà un convengo gratuito dalle 10 alle 13 e successivo dibatto dalle 18.30 alle 19.30 per capire meglio come sta cambiando il mondo della lettura e come ci si possa approciare alle nuove tecnologie tra le quali i nostri amati eBook.

 

Chiunque abbia modo di prendervi parte, siamo pronti a scommetterci, non se ne pentirà|

 

Se siete interessati ai dettagli, vi lasciamo con la pagina ufficiale dell'evento: cliccate qui.


iPad ed eBook Reader al posto dei libri scolastici a Bergamo

iPad ed eBook Reader al posto dei libri scolastici a Bergamo

Pubblicato il: 14-09-2010

iPad eReader al posto dei libri di testo

 

La notizia che segue non è altro che la conferma della direzione che ha preso il mondo: gli eBook!

 

A Bergamo una classe sperimentale del Liceo Scientifico Lussana adotterà i tablet della Apple come dispositivo che sostituirà completamente i libri di testo, oltre che come strumento per compiere compiti a casa e compiti in classe.

 

La sperimentazione partirà quest'anno grazie ad un finanziamento concesso dall'Ufficio scolastico regionale e i fortunati ragazzi della classe 4^ L potranno dimenticarsi una volta per tutte i libri di testo grazie agli iPad ed alcuni eBook reader che la scuola fornirà loro gratuitamente. Niente più zaini pesanti per loro e un enorme risparmio per le famiglie che non dovranno acquistare i libri di testo in versione cartacea. Grazie a quasi sicuri accordi editori-scuole, infatti, si pagherà solo una quota di "utilizzo" dei testi che essendo in versione digitale e non stampata, come sappiamo, costeranno molto, molto meno.

 

Che dire, un altro piccolo grande passo verso la digitalizzazione della lettura è stata fatta, tutto a favore dell'ambiente e dei nostri portafogli.


"Dicono di noi": AndroidUp recensisce la nostra applicazione Android

"Dicono di noi": AndroidUp recensisce la nostra applicazione Android

Pubblicato il: 05-08-2010

AndroidUp - CompraeBook

Quando si fa della propria passione un lavoro, come abbiamo fatto noi di CompraeBook, fa sempre un certo piacere leggere recensioni positive realizzate da altri siti. E quando questi siti sono tra i più visitati in merito ad un argomento specifico, il piacere diventa entusiasmo.

Ci riferiamo alla recensione che abbiamo avuto da AndroidUp.com - sito specializzato in smartphone ed applicazioni Android tra i più conosciuti in Italia - in merito alla nostra applicazione per i cellulari dotati del sistema operativo di Google.

Voto alto (9 su 10) e commenti positivi dell'articolo sono vero e proprio propellente per noi che ci spigherà a fare sempre più e sempre meglio, per diventare un vero e proprio punto di riferimento (ed incontro) tra autori e lettori.

Le novità ed i progetti che abbiamo in serbo per voi sono moltissime, restate con noi, non ve ne pentirete!


CompraeBook diventa mobile!

CompraeBook diventa mobile!

Pubblicato il: 29-07-2010

CompraeBook Mobile


Dopo l'introduzione dei QR Code, i codici a barre bidimensionali che permettono di scaricare un eBook direttamente dal proprio cellulare, CompraeBook compie un altro passo in avanti verso l'evoluzione.

Ora CompraeBook è disponibile anche in versione mobile, all'indirizzo mobile.compraebook.it troverete la versione completamente ottimizzata per smartphone per poter navigare, consultare, cercare e scaricare eBook anche da dispositivi dotati di schermo piccolo.

I contenuti restano invariati, cambia l'esperienza e la velocità di consultazione del sito, resa più semplice per chi usa un cellulare per navigare.

Il sito è ottimizzato per sistemi Android e Iphone, vuoi provare a collegarti?? Fai la foto al Qr-code ed entrerai subito nella versione mobile!

 

QR code Mobile


CompraeBook si evolve e inserisce i qr-code!

CompraeBook si evolve e inserisce i qr-code!

Pubblicato il: 26-07-2010

qr-code di compraebook

Da qualche giorno, anche noi di CompraeBook, abbiamo inserito i qr-code su ogni eBook. 

Per chi non lo sapesse i Qr-code (o datamatrix) sono dei codici a barre bidimensionali, rispetto ai classici codici a barre che vengono utilizzati comunemente nei prodotti in commercio, questi hanno la possibilità di contenere un gran numero di caratteri alfanumerici e quindi informazioni di qualunque tipo, anche indirizzi web.

Questo inserimento è dovuto ad uno sguardo nel mondo del mobile e della continua evoluzione di dispositivi come gli smartphone, a prescindere dal loro sistema operativo dato che il Qr-Code è uno standard riconosciuto.

Un visitatore, in possesso di un dispositivo quale iPhone, Android, Windows Mobile 7, Symbian e Blackberry (o altri), potrà fotografare il codice per poter visualizzare la pagina contenente l'ebook e procedere con il download direttamente sul proprio cellulare o tablet dotato di fotocamera.

Un gran passo avanti nel mondo del mobile, che sempre di più sarà protagonista di continue evoluzioni tecnologiche.

 

Ora forza! Tutti a scaricare gli ebook dal vostro smartphone! :)


A scuola di fantasia

A scuola di fantasia

Pubblicato il: 09-04-2010

A sconvolgere la crisi di idee che attanaglia attualmente la televisione giunge ora la proposta-provocazione di Leandro Castellani, uno dei registi-guida degli anni Settanta-Ottanta e tuttora validamente attivo, che ha deciso di pubblicare in ebook una prima scelta di progetti tratti dal suo vasto archivio.

Materiali seriosi, teorie astruse? Tutt’altro! Lo stimolante ebook “Archivi della fantasia” (clicca quì per visualizzarlo) si presenta come un collage di storie appassionanti e imprevedibili: storie vere come quella sulla vita spericolata dell’inventore del can-can, sulla vicenda dell’inventore della bomba  atomica, sulle peripezie del cacciatore di piramidi; storie bizzarre, come le incursioni fra inchiesta e fiction, sul mondo degli zingari; storie paradossali e umoristiche come le peripezie eroicomiche di spie e contro-spie, e infine storie gialle, da brivido.

Dieci avventure da leggere come un affascinante romanzo, anche per farci sognare quanto e quale interesse potrebbe suscitare una loro traduzione televisiva. Un autentico regalo per i lettori che amano fatti ed emozioni.  

Autore di cento e più fra programmi, film, sceneggiati, inchieste, nonché di una ventina di libri fra costume, storia, comunicazione e romanzo, Leandro Castellani ha scelto la formula d’avanguardia dell’ebook per aprire il suo ghiotto archivio rendendolo accessibile a un vasto numero di lettori, e a prezzi “stracciati”: un gustoso assaggio a cui è prevedibile ne seguiranno altri.


Collabora con CompraeBook.it

Collabora con CompraeBook.it

Pubblicato il: 07-04-2010

CompraeBook.it è alla ricerca di collaborazioni con blogger ed editori per espandere la propria attività. Su internet come nel commercio "l'unione fa la forza". Su questo abbiamo basato l'inizio del nostro progetto di un sito aperto a tutti gli scrittori, ed i numeri ci hanno dato ragione.

Siamo ancora "piccoli", abbiamo compiuto solo un piccolo passo, ma siamo intenzionati ad andare lontano, molto lontano! Per questo cerchiamo blog che vogliano offrire ai propri lettori/scrittori un servizio serio e remunerativo come quello offerto da CompraeBook.it in cui ognuno può pubblicare la propria opera gratuitamente. E può guadagnare il 60% dalle vendite.

Cerchiamo editori disposti a credere nel nostro progetto. Editori lungimiranti e che capiscano che gli ebook, nel bene o nel male, sono il futuro. Cerchiamo editori che non rinuncino a vendere le proprie copie cartacee, ma che valutino la possibilità di vendere anche i propri libri in formato eBook. Senza investire un centesimo, se non il proprio tempo. Chi altri può offrirvi una piattaforma in cui pubblicare i propri libri in formato elettronico senza alcun investimento e con un link a costo zero che riporti verso il proprio sito in cui rivendere le medesime (ed altre) opere in formato cartaceo? Solo CompraeBook!

Contattateci e studieremo con voi un sistema che possa promuovere in modo proficuo entrambi. Gli eBook non determinano la fine dei libri cartacei. Questo ce lo auguriamo anche noi. Ma i tempi cambiano ed evolversi, unirsi e collaborare diventa sempre più un'esigenza, non un'opzione da trascurare.


1Cross Tech: lettore eBook con doppio schermo ed Android

1Cross Tech: lettore eBook con doppio schermo ed Android

Pubblicato il: 10-03-2010

1Cross Tech: lettore eBook con doppio schermo ed Android

La società MIDhybrid ha da poco presentato un nuovo modello di lettore eBook chiamato 1Cross Tech dalle curiose caratteristiche: dalla simpatica forma di libro, aprendosi rivela in un lato uno schermo con e-ink per la miglior lettura di ebook garantendo un'ottima qualità di lettura, dall'altro lato uno schermo a colori ed una generosa tastiera.

Nel secondo schermo, non molto generoso a dire il vero, troviamo il sistema operativo mobile di Google: Android. Questo sistema operativo permetterà di navigare in internet, inviare e ricevere email, visualizzare filmati e molto altro. Peccato che le dimensioni di questo schermo non consentano di godere al meglio l'esperienza di un sistema operativo come Android, ma nel suo piccolo, potrebbe comunque offrire una valida alternativa agli eReader classici come l'Amazon Kindle.

La chiusura a libro, poi, oltre a conferire a questo lettore l'aspetto di un libro, protegge entrambi gli schermi nel caso dovessimo infilare questo dispositivo nella borsa o nello zaino.


Il futuro sarà eBook?

Il futuro sarà eBook?

Pubblicato il: 18-02-2010

Questo ancora non lo sappiamo, o meglio, possiamo solamente fare delle supposizioni per ora.

La cosa che più ci può aiutare a capire è sicuramente questo grafico:

Grafico vendite ebook

Tratto dall' International Digital Publishing Forum, possiamo benissimo notare come le vendite, dal 2002 al 2009, siano cresciute in maniera esponenziale.

L' anno 2010 è sicuramente un anno importante, considerando anche l' uscita dell' iPad che potrebbe dare una spinta maggiore a questo mercato, già in espansione. 


Servizio gratuito di pubblicazione eBook anche per gli editori

Servizio gratuito di pubblicazione eBook anche per gli editori

Pubblicato il: 16-02-2010

editori ebook
Compraebook.it
ha il piacere di annunciare la nuova sezione dedicata esclusivamente agli editori. Da oggi, gli editori avranno un accesso riservato al nostro sito e potranno utilizzare il nostro portale per caricare liberamente tutti i libri che vorranno, senza alcun costo.

Il servizio per gli editori è totalmente gratuito, ed ogni libro che verrà caricato potrà contenere un collegamento al sito dell'editore in cui potrà reclamizzare e vendere la versione stampata. Il tutto senza nessun costo per gli editori.

Le commissioni previste per gli editori sono le stesse per i singoli autori, quindi Compraebook.it offre una percentuale del 60% sul prezzo di vendita dell'ebook, che sarà l'editore a stabilire. Percentuale altissima se paragonata a quella di tutti gli altri siti simili che si trovano su internet.

Compraebook.it, con questo servizio, potrà così diventare il sito di riferimento in Italia per la vendita di ebook, garantendo una visibilità maggiore a tutti gli autori ed editori che ci daranno la loro fiducia.

Modulo registrazione per editori


eReader

eReader

Pubblicato il: 20-01-2010

Gli eReader (detti anche eBook Reader o più comunemente lettori eBook) sono dei dispositivi in grado di leggere i libri in formato digitale cioè gli eBook, contrazione del termine inglese electronic book, "libri elettronici".

Potenzialmente ogni computer così anche i più recenti telefonini sono in grado di leggere gli eBook, ma gli eReader si distinguono per la tecnologia impiegata nei loro schermi dato che sono nati con lo scopo specifico di dispositivi di lettura. Gli eReader, infatti, utilizzano schermi con tecnologia e-ink che permette una resa quasi identica a quella di un libro stampato, con ridottissimi consumi energetici

L'e-ink, chiamato anche e-paper, a differenza dei normali display che sono retroilluminati, cioè usano la luce posteriore, sfruttano il riflesso della luce esterna come un comune foglio di carta. All'interno dello schermo vi sono delle sfere, corate metà di nero e metà di bianco. La parte nera possiede carica elettrica positiva, la parte bianca è caricata negativamente. Con l'utilizzo di campi elettrici queste sfere possono essere ruotate per mostrarsi, in forma di pixel, nere o bianche ed il dispendio energetico avviene solo quando si ruotano, pertanto possiamo mantenere una pagina "impressa" a schermo senza consumare la batteria. Per questo le schede tecniche degli eReader riportano l'autonomia della batteria interna in "cambio pagine" piuttosto che in ore di durata.

e-ink

Grazie ad una memoria interna, gli eReader possono immagazzinare centinaia di eBook, rendendolo un gadget immancabile per ogni amante della lettura. Oltre agli eBook, gli attuali eReader sono dotati di connettività wi-fi e 3G e possono collegarsi ad internet per controllare la posta e scaricare i quotidiani.

L'eReader più famoso attualmente in commercio è il Kindle della Amazon che, spinto da una forte campagna pubblicitaria e accompagnato da innumerevoli articoli dei media, sta spopolando negli Stati Uniti e nel nostro paese, facendo diventare gli eBook una più che valida alternativa ai classici libri di carta.

amazon kindle


eBook

eBook

Pubblicato il: 20-01-2010

Gli eBook sono libri in formato digitale, vale a dire che sono delle pubblicazioni che, a differenza dei libri stampati, esistono in forma elettronica e per essere letti e consultati necessitano di dispositivi elettronici quali computer, lettori di ebook ecc.

Gli eBook possono essere letti da molteplici dispositivi. Per leggere gli eBook si possono utilizzare anche i cellulari (iPhone, Blackberry, Windows Mobile, Symbian ecc) o gli appositi eReader - detti anche lettori eBook - che sono nati proprio per questo scopo.

Il vantaggio indubbio degli eBook è; la loro facile fruizione. Basta un collegamento ad internet, collegarsi ad un sito come CompraeBook.it e possiamo avere tutti i libri che vogliamo, a prezzi molto bassi data l'assenza, rispetto ai libri tradizionali, di costi di stampa, trasporto e stoccaggio. Un lettore di eBook, inoltre garantisce una comodità indiscutibile dato che può immagazzinare centinaia di libri, accessibili con un solo click, permettendo di avere un'intera biblioteca in un dispositivo di pochi grammi di peso.

I nostri eBook sono tutti in PDF, il formato più diffuso al mondo per la distribuzione e lettura di testi sui vari dispositivi. Gli eBook di CompraeBook.it possono essere stampati grazie all'assenza di lucchetti digitali, scelti da altri distributori. Questo per facilitare la lettura a chi preferisce il formato cartaceo e non dispone di un lettore di eBook.

ebook


Finalmente siamo online !

Finalmente siamo online !

Pubblicato il: 19-01-2010

Ciao a tutti,

Dopo mesi di lavoro siamo lieti di comunicarvi che il nuovo portale, www.compraebook.it , interamente dedicato agli eBook è aperto!

Sarà costantemente aggiornato con nuove funzioni e nuove news dedicate agli eBook.

Con questo portale potrai acquistare gli eBook di tuo interesse oppure, se sei uno scrittore, puoi pubblicare il tuo eBook! 

Ebbene si, siamo nel 2010 e oggi per essere uno scrittore non hai bisogno di andare nelle case editrici, aspettare molto tempo e sperare di piacere a loro! Se sei uno scrittore anche solo per hobby e hai il piacere di pubblicare i tuoi capolavori, da oggi lo puoi fare tranquillamente da CompraeBook.it !


Hai bisogno solamente di:

  1. Scrivere la tua opera e salvarla in formato pdf
  2. Creargli una copertina (se vuoi lo facciamo noi!)
  3. Registrarti e pubblicare il tuo eBook !

Cosa di più semplice? 

Ah... investimento 0 ! Il servizio è completamente gratuito e per ogni vendita del tuo eBook riceverai ben il 60% del valore! 

Per avere ulteriori informazioni e iniziare a pubblicare subito il tuo eBook puoi cliccare qui: http://www.compraebook.it/pubblica

Se hai bisogno di aiuto puoi anche scriverci a info@compraebook.it.

Per ora ti auguriamo una buona permamenza nel sito e buona navigazione!


Lo staff

CompraeBook.it


Chi siamo

Chi siamo

Pubblicato il: 19-01-2010

CompraeBook.it nasce dall' idea di un gruppo di persone, amanti della lettura e dei libri, che hanno unito le forze per creare un sito che permettesse a chiunque di acquistare eBook in modo semplice e a prezzi competitivi.

CompraeBook.it, inoltre vuole dare la possibilità a tutti di
pubblicare i propri racconti, idee, manuali per farsi conoscere ed avere la possibilità di guadagnare dalle vendite delle opere pubblicare. E per incentivare ulteriormente gli autori abbiamo deciso di offrire il 60% del prezzo di vendita che sarà l' autore stesso a scegliere. Una percentuale che nessun altro sito offre. E questo perchè crediamo profondamente nella diffusione della cultura e per spronare tutti coloro che avrebbero voluto pubblicare un proprio libro ma non hanno mai saputo come far conoscere le proprie opere. Ora con CompraeBook.it sarà più semplice per tutti, lettori o autori.

Siamo come voi. Ci piace leggere. Di tutto. E speriamo che questa nostra avventura porti a noi, come a voi, tante soddisfazioni.

Buona lettura.