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Parole al vento senza alcun ritorno

Pubblicato il: 02-06-2014

 

Prefazione Da sempre scrivo poesie, dopo aver attraversato un momento significativamente importante del mio percorso di vita, ho deciso di raccogliere le emozioni più sentite nel passato e nel presente e di metterle a disposizione di chiunque possa avere interesse a leggerle. Scrivere poesie è un’esperienza che consiglio a tutti. Io credo di non saperle scrivere. Però ho chiaro ciò che provo mentre scrivo. Questo mi permette di continuare a farlo. La poesia innesca esperienze catartiche che ognuno di noi dovrebbe provare. La poesia è curativa sia per chi la scrive che per chi se ne ciba. Lenisce e riesce anche a guarire molte ferite interne. È un balsamo miracoloso sempre pronto a sorprenderti. Ogni tanto agisco per bisogno. Dico ogni tanto perché spesso l’ambiente circostante, con i suoi molteplici impegni, non ci permette di essere noi stessi. Di lasciare spazio alla nostra creatività. Nei momenti in cui riesco a ritagliarmi un cielo intimo, in quei momenti scrivo, oppure mi nutro, di poesia. Così facendo do voce al mio bisogno. Ascoltando , rispettando e sopra ogni cosa, amando, me stesso. Scrivendo queste poesie ho dato libero sfogo a determinate emozioni. I miei scritti sono molto intimi. Le parole sono ricercate e le rime ci sono quando sono venute, mai imposte dal sistema metrico o altro. Forse più che poesie sono pensieri, alle volte coordinati e altre no. Quindi, oggi sono completamente nudo davanti a voi, con tutti i miei difetti e quei quattro pregi; così mi presento come appena uscito da un grembo materno. Ogni esperienza della vita, da quella che reputiamo più significativa a quella che classifichiamo come più insulsa, ci lascia qualcosa. Nulla è per caso, nulla sparisce per sempre. Da tutte le esperienze di vita che ho avuto ho imparato qualcosa. Questa magra consolazione diventa oggi il mio scudo, baluardo per andare dignitosamente avanti. Nulla mi è stato regalato, tutto ha avuto un prezzo, spesso molto più alto del valore di mercato del ricevuto. Ma ciò è dipeso da fattori “esterni” ai quali ho dovuto piegarmi. Mi dispiace che qui potreste leggere scomode emozioni, spesso cupe, che insistono a battere sul concetto che nulla ritorna nella vita. Che ogni occasione persa , lo è per sempre. In effetti tutte le cose perse, non le ho riavute, anche quando le ho cercate con insistenza. Tutte le occasioni che non ho valutato, oppure ho lasciato in sospeso, dicendomi che avrei sempre avuto tempo e modo di riprendere in mano, tutte queste si sono perse, dissipate nei meandri di un tempo tiranno, che scorre senza sosta. Sicuramente deluderò molte persone che avranno la voglia di sfogliare il mio intimo, mi dispiace. Mi scuso fin da ora. Ho tolto la maschera e qui il volto c’è, perché non sono la finzione che lo copriva. Mi dispiace, però una cosa devo dirvela: scrivendo ciò che ho scritto, ho migliorato la qualità della mia vita. Se una sola parola avesse lo stesso potere con uno di voi, beh ne sarei felice. In definitiva sono soddisfatto e condivido molte delle cose che ho scritto, tuttavia comprendo che non è facile capirmi, saper cogliere cosa voglia dire, trasmettere dal mio al vostro cuore. Non è facile sintonizzarci, per questo non insistete, sono contorto. Veramente sarei molto più felice se con fare leggero provaste a partire da una scemenza che scrivo per arrivare di più a voi stessi, perché ciò che ho imparato a mie spese è che nella vita tutto parte da noi, tutto torna a noi, ma soprattutto, tutto è in noi. Massimiliano Croce Destino aquilone Le vite immaginarie Che colorano di senso il nostro andare Sono come fragili aquiloni Pronte a regalarci effimere gioie Che durano un istante. E … se tendendo la mano Si riuscisse ad afferrare L’onda del proprio destino Come fosse il filo Del fragile aquilone? Importerebbe scoprire in seguito Esser tutta immaginazione? ? Le strade si stanno riempiendo di fiori … Con i loro sguardi vispi e sognanti I loro profumi dolci e inebrianti Esplodono e invadono in chiassosi colori Le strade si stanno riempiendo di fiori! Gioiosi e con brio soggiogano piazze Echeggiano voci per balconi e terrazze Son belli e preziosi e fa bene al cuore Quando uno per caso lo si va a sfiorare Che festa che sono! Che danza di odori In teneri abbracci , che bello è fiutarli Quell’aspro nel gusto, di baci mangiarli La primavera cede il passo all’estate Sinuosi si agitano in colori vivaci Le ombre dileguano, i giorni si allungano Nei loro occhi i miei si perdono La gioia si esprime in mille sorrisi Intensi sguardi appaion sui visi Un po’ trasognati in occhiate fugaci Ti scrutano dentro affascinati Sono api dolci e cercano miele. Lo stesso che oggi io vado a cantare Ti guardano, annusano e vogliono amore. In giochi perversi ci si vorrebbe andare In una esplosione d’amore lasciar navigare Perché ciò è nell’evoluzione naturale. In quell’attimo comprendi che è finito l’orrore Poi resto impietrito e un poco sgomento E ancor mi domando del perduto tempo. Son piene di fiori le strade italiane Le miro turbato, son ricche sottane Colori e sapori di un clima perfetto Tremando solerte a cui mi rimetto Ad ogni emozione di cui mi diletto. ? Al culmine Solo chi giunge al culmine Il culmine della disperazione Solo chi gratta il fondo D’un destino beffardo Trova nuove energie Alternative prima inafferrabili Per tornare a galla Si attacca allora con unghie Alla vita o all'immagine lacera Che essa proietta. ?